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Una casa senza barriere. Per un comfort accessibile a tutti

In Italia sono quasi tre milioni i cittadini con problemi di disabilità. A tutti loro l’Inail, Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, dedica un sito internet che si propone di fornire informazioni, dati e suggerimenti sugli ausili all’handicap, sulle barriere architettoniche e sui modi per superarle, sulle tecnologie che facilitano la vita.

Il portale è stato progettato per consentire la massima usabilità da parte di tutti gli interessati, indipendentemente dal tipo di handicap. Un’ampia sezione, curata da architetti esperti, affronta le tematiche legate all’universo domestico e dimostra come la disabilità non impedisca di arredare una casa con gusto e secondo le ultime tendenze dettate dal design: accorgimenti per una scelta ed una disposizione razionale dei mobili, consigli per rendere polifunzionali ed accoglienti i vari locali, progettazioni su misura per gli ambienti che presentano maggiori difficoltà di utilizzo come il bagno o la cucina.

In ogni locale della casa gioca un ruolo fondamentale l’illuminazione, che spesso può rivelarsi insufficiente per il completo svolgimento delle varie attività quotidiane e per il massimo comfort visivo. In cucina, laboratorio domestico dove si svolgono i lavori di maggior precisione, la fonte luminosa principale è solitamente costituita da un lampadario posto al centro dell’ambiente, da una o più plafoniere o da faretti orientabili. Le lampadine posssono essere alogene, ad incandescenza o a basso consumo energetico, ma devono sempre garantire un’illuminazione non troppo bassa o eccessiva, frequente responsabile di malesseri psicofisici e disattenzione durante lo svolgimento dei lavori. Per assicurare il benessere di chi vive nell’ambiente domestico, è consigliabile agire sul colore e sulla variazione di qualità e quantità delle sorgenti di luce. Per le zone operative vanno scelte lampadine ad incandescenza lineari o tubi fluorescenti da applicare sotto i pensili, da pulire regolarmente per far sì che i vapori grassi prodotti dalla cottura non ne riducano l’efficienza luminosa. Per le persone con problemi di acuità visiva o nella percezione dei colori, risulta fastidioso l’eccessivo contrasto che può verificarsi tra zone d’ombra e zone illuminate, che si elimina evitando che si verifichino fenomeni di riflessione sulle numerose superfici con finitura lucida o specchiante.
In una cucina è necessario che ogni mobile o superficie sia totalmente accessibile alla persona disabile: eliminare pensili e mobiletti a terra facilita ad esempio i movimenti di chi è costretto su una carrozzina, rendendo meno faticose più sicure le attività quoitiane. Una possibile soluzione è fornita dai modelli con piano di lavoro sospeso (ad almeno 80 cm da terra), sotto al quale riporre cestelli mobili che evitano ingombri fissi e che possono essere utilizzati per contenere stoviglie, pentole ed alimenti.

La camera da letto, luogo abitualmente deputato al riposo notturno, nel caso di una persona disabile è chiamata ad assolvere a funzioni differenti, quali il lavoro, lo studio, la cura del corpo. In termini di spazio, soprattutto se la disabilità comporta l’uso di una carrozzina, la zona notte deve essere in grado di offrire superfici sufficienti alle manovre. La disposizione d’arredo consigliata in questi casi prevede il posizionamento del letto contro una parete e dell’armadio addossato alla parete opposta, per garantire uno spazio di manovra e accostamento ad un lato del letto (una circonferenza di 120-140 cm consente anche l’inversione di marcia), il passaggio ai piedi e all’altro lato del letto (90 cm) e l’accessibilità all’armadio. Se le dimensioni della stanza non permettono di avere a disposizione uno spazio di circolazione sufficiente, è consigliabile collocare l’armadio in un altro locale o in un corridoio, oppure ricavare da un ripostiglio adiacente una comoda cabina armadio.
Utile la testiera attrezzata, che si sviluppa ai lati e dietro il letto, di cui usufruire come superficie d’appoggio per abat-jour, libri ed oggetti da tenere sempre a portata di mano. Una particolare attenzione va proprio dedicata alla scelta dell’armadio, la cui attrezzura interna può risultare poco accessibile a chi si muove con difficoltà. Un armadio ben attrezzato permette di sfruttare al meglio lo spazio disponibile e di rintracciare velocemente gli indumenti necessari. L’asta appendiabiti, se collocata a circa 140 cm da terra, è raggiungibile anche da chi fa uso della carrozzina, mentre un tubo più alto, necessario per cappotti ed abiti lunghi, può essere dotato di un meccanismo di abbassamento con molla di ritorno o di un’asta saliscendi. Comodissimi anche i vassoi estraibili per camicie, i cassetti con frontali trasparenti, gli appendiabiti con neon incorporato per illuminare gli interni troppo bui. Al momento di scegliere le ante, è meglio privilegiare quelle realizzate in materiali leggeri e dotate di meccanismi che riducano gli ingombri, come le ante scorrevoli o con apertura a soffietto.

Per chi ha problemi di mobilità il bagno risulta essere il locale che presenta maggiori difficoltà d’utilizzo, risolvibili però con una corretta progettazione. Il lavabo a mensola, senza colonna, facilita chi deve lavarsi seduto e va installato in modo che permetta l’inserimento delle gambe al di sotto del catino, preferibilmente poco profondo. Anche in questa stanza sono molto utili i piani d’appoggio e i mobili di servizio dotati di ruote, con mensole o cassetti contenitori. Tante le soluzioni disponibili sul mercato, che permettono anche in situazioni di particolare necessità, di trasformare la stanza da bagno in luogo in cui avere curà di sè e del proprio benessere.
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