Ogni anno avvengono in Italia
oltre tre milioni e mezzo di infortuni in ambiente domestico ed un numero enorme di casi interessa prevalentemente
la popolazione femminile.
Sebbene le età estreme, e pertanto più esposte, risultino le più colpite, la maggior parte dei casi riguarda
fasce di popolazione in età lavorativa. Tale quadro colloca gli
infortuni in ambiente domestico, con gli incidenti stradali e quelli sul lavoro,
in posizione di massima evidenza.
Per questo l’
Ispesl e l’Inail, impegnati nei rispettivi ruoli istituzionali a fornire alla collettività strumenti e servizi finalizzati alla tutela della salute,
sono attivi nel realizzare
azioni di divulgazione, informazione e formazione per la
conoscenza dei rischi negli ambienti di vita e di lavoro. Con l’obiettivo di migliorare gli standards di sicurezza negli ambienti domestici, propongono
un opuscolo dal titolo “Casa Dolce Casa?”, che si rivolge alle persone che per necessità
svolgono la loro attività nell’ambito domestico, per richiamare l’attenzione sui
rischi più frequenti e più gravi presenti nelle nostre abitazioni e suggerire comportamenti conseguenti.
La casa oggi, è simile ad
una piccola impresa dove
sono in funzione, a ritmo pressoché continuo,
macchine e impianti, mentre costantemente fanno il loro ingresso nuovi materiali e apparecchiature. Tra gli utilissimi suggerimenti della guida vi è una serie di
regole da seguire
per la manutenzione e la pulizia degli impianti elettrici.
Il
ferro da stiro ad esempio, va pulito quando è staccato dalla presa di corrente e
va fatto disincrostare ogni sei mesi; la
spina va
sempre disinserita prima di svuotare o riempire il serbatoio dell’acqua, mentre il
cavo elettrico non deve
mai venire a contatto con la
piastra calda. Per quanto riguarda l’
aspirapolvere, la
pulizia del filtro, che va spazzolato frequentemente e di tanto in tanto lavato con acqua e sapone,
è indispensabile sia per il buon funzionamento dell’apparecchio, che per la salubrità degli ambienti. Anche il
sacchetto raccogli-polvere può essere ripulito immergendolo nell’acqua. Entrambi vanno sempre reinseriti completamente asciutti. La
macchina da caffè deve essere pulita quando è staccata dalla presa di corrente e
non immersa mai in acqua; si deve provvedere alla sua disincrostazione ogni due o tre mesi; il cavo elettrico non deve mai venire a contatto con la piastra calda.
I filtri dei
climatizzatori portatili vanno
sostituiti all’inizio di ogni stagione ed ogni volta che l’apparecchio viene abbandonato in un ambiente polveroso o umido (ripostiglio, solaio, cantina, box...). La manutenzione dello
scaldabagno elettrico, invece, richiede
l’intervento di un tecnico nel caso si sospetti che il termostato non funzioni più o quando l’acqua calda è rugginosa. Mantenendo invece l’acqua a temperatura non troppo elevata, si risparmia energia e si fa durare più a lungo l’apparecchio.
Gli
apparecchi a gas sono
un’altra fonte di rischio per la sicurezza domestica, nel caso risultino male installati, usurati o non correttamente manutenuti.
I due grandi pericoli sono rappresentati dalle
fughe di gas e dall’ossido di carbonio (CO), liberato da
apparecchi difettosi. La
caldaia deve essere verificata da un tecnico abilitato,
ogni anno all’inizio dell’inverno; ogni due anni deve esserne controllato il rendimento di combustione.
Tutti gli interventi vanno segnalati su un libretto. Per le caldaie meno nuove, a fiamma libera e non dotate di dispositivo antiriflusso, deve essere verificato l’eventuale riflusso dei fumi, controllando se si appanna uno specchietto accostato all’apertura da cui l’apparecchio preleva l’aria (vicino alla fiamma). I gas prodotti dalla combustione, compresi quelli della cucina, vanno sempre evacuati all’esterno. È opportuno
controllare almeno annualmente, lo stato delle
canne fumarie metalliche, soprattutto nel punto di innesto del muro, verificando che non ci siano annerimenti.
L’annerimento è conseguenza di un
cattivo tiraggio e di uscita di fumi contenenti ossido di carbonio. Non si possono collegare a una medesima canna apparecchi di cottura e scaldabagno e tantomeno apparecchi che funzionano a gas con apparecchi che lavorano con altri combustibili (per esempio caminetti a legna).
Se dalla cappa della cucina
fuoriescono strani odori, è necessario
controllare se
vi siano scarichi abusivi di fumi di scaldabagno nella canna fumaria collettiva.
Il testo integrale dell’opuscolo “Casa dolce casa” è consultabile sul sito internet dell’Inail, indicato qui sotto.