L’architetto Lea Di Muzio spiega la sua esperienza in questo campo presentando alcune soluzioni alternative e sottolineando come sia fondamentale che la scelta dei materiali e il tipo di impaginazione vengano sempre preceduti da una preventiva analisi delle caratteristiche dell’opera.
Trovare la cornice giusta per un disegno, una stampa o un dipinto è sempre operazione complessa, specie se si desidera qualcosa di inedito.
Ci sono molte soluzioni realizzabili: si può scegliere una cornice tradizionale, intonandola cromaticamente al dipinto o alla stampa, si può ricorrere a una cornice ‘a giorno’ dalla funzione esclusivamente protettiva o ancora ad una cornice personalizzata che valorizza l’opera e diventa insieme anche elemento d’arredo.
Quanto costa la realizzazione e a chi rivolgersi? I costi variano a seconda dell’entità del progetto e del materiale utilizzato. Qualche corniciaio ha cominciato ad affiancare al lavoro di routine una produzione più particolare grazie all’aiuto di progettisti ed artigiani qualificati disponibili a nuove esperienze professionali.
La richiesta di cornici originali – spiega la Di Muzio – è sempre più frequente. Il committente cerca qualcosa che, oltre a valorizzare l’opera, renda peculiare anche l’ambiente in cui andrà ad inserirsi.Prima di eseguire il progetto della cornice, si esaminano ovviamente le caratteristiche del dipinto o della stampa da impaginare. I valori cromatici, la struttura compositiva, l’intensità del segno grafico, la direzione delle direttrici visuali ecc. Anche il supporto dell’immagine (foglio di carta, tela, cartoncino), ha un ruolo importante, perché insieme alla tecnica usata (matita, tempera, acquarello), determina la qualità ‘materica’ dell’opera. Si passa dunque alla scelta dei materiali, operazione questa molto importante, in quanto ogni materiale ha una sua forza espressiva e un linguaggio che si è codificato nel tempo attraverso l’uso. Che può trasformare la cornice in un banale o importante complemento d’arredo.
Ad esempio il perspex, con la sua nitida trasparenza, può conferire raffinatezza all’insieme ed è un materiale neutro che si presta all’impaginazione di stampe o dipinti antichi. Il legno, nelle espressioni più attuali (tranciati tinti e precomposti, multistrati trattati all’anilina), risulta invece maggiormente adatto all’impaginazione di opere realizzate con materiali poveri. Il laminato plastico con le ultime textures (superfici ad effetto opaco-lucido, rigate, puntinate, satinate s’intona bene con disegni e dipinti dalle forti connotazioni grafiche e cromatiche.
Interessanti i cosiddetti ‘stratificati’ che derivano dai laminati plastici ed hanno nello spessore delle sottili fasce cromatiche con un effetto visivo assai stimolante. Altri materiali infine, come l’ottone, l’alluminio e i metalli in genere, con tutte le finiture più attuali, si prestano ad essere utilizzzati come accessori (perni, elementi fermavetro, binari, ganci).
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