La ricerca progettuale unita a quella tecnologica è il terreno sul quale Polsit 1959, storica azienda dell’Alto Adige che da più di cinquanta anni produce design, ha sempre sviluppato la sua continua sperimentazione di soluzioni innovative.
L’assoluta cura dei dettagli miscelata a una grande cultura del comfort l’ha resa famosa per i suoi divani e le poltrone adatte all’arredo della casa privata e del contract.
Polsit1959 comprende diversi brand tra i quali Desart Collection, che rappresenta un perfetto connubio tra design e arte, non solo nel prodotto, ma soprattutto nel dialogo con l’industria.
Desart è un “contenitore di progetto” che raccoglie idee e spunti progettuali di designer (anche emergenti) per creare oggetti ricercati e dalle forme nuove.
Con la linea Maîtresse, Andrea De Benedetto si avventura con coraggio lungo il sottile confine tra tabù e provocazione. |
Desart Collection 2010, che porta la firma di Andrea De Benedetto, rappresenta non solo un’innovativa linea di poltrone e sedute ma soprattutto una filosofia che sintetizza il delicato connubio tra Arte e Design, così come lo definì Walter Benjamin descrivendolo come “l’incontro tra la forma pura, o con l’aura e la forma funzionale, riproducibile in molteplici copie”.
E così Desart riesce a spostare l’arte, in senso lato, là dove non siamo abituati a riconoscerla: nel ruolo dell’industria.
Fulcro centrale di questa nuova realtà è il desiderio del progettista di superare i vincoli dell’industria, per ritrovare la dimensione dell’atelier, realizzando a pieno la propria capacità espressiva nella ricerca sui materiali e nelle forme più libere.
Andrea De Benedetto ha sviluppato questa collezione sulla base di tre temi specifici: la memoria, la natura e l’amore.
Sono così nate tre linee ispirate al tema della memoria (“Mon Amour”, “Quattro stagioni” e “Softy”), la linea “Ricci di Mare” dedicata al tema della natura e infine la linea “Maîtresse” attraverso cui il designer ha interpretato il tema dell’amore.
Innocenza è subito donna. Una ballerina gioiosa e libera nelle sue piroette, che non nasconde l’anima tenacemente intrigante. |
Maîtresse è un dichiarato omaggio al mondo femminile; vuole rappresentare una donna che nel privato si spoglia per il suo uomo.
Questa realizzazione nasce da un pensiero psicologico basato su vere e proprie ricerche scientifiche: la ricerca dichiarata che il sogno dell’essere umano (uomo e donna) è quello di raggomitolarsi nel grembo materno per raggiungere un senso di sicurezza; l’individuo, sentendosi protetto, si può così rilassare.
La linea Maîtresse, nelle sua prima declinazione, Innocenza, parla di elegante provocazione e sensualità, in una rilettura moderna di un intenso amore verso la donna.
Innocenza è una poltrona dalle forme armoniose e accoglienti, un grembo in cui raggomitolarsi, una sottana sotto la quale nascondersi per qualche tempo. Le sue linee ricordano i mobili in stile Luigi Filippo di fine Ottocento, ma il riferimento iconografico, che subito viene alla mente, è senza dubbio l’atmosfera bohémien di un allegro Moulin Rouge.
I pizzi la fanno provocante. Una sensuale guêpière la impreziosisce e sembra quasi di poter intravedere un bustino stretto sul decolté che poi scende sulla schiena concava e fluida.
Re Sole è un omaggio al mondo dell’Ottocento con velluti e sete di altissima qualità. |
Softy, la linea ispirata al tema della memoria, è stata declinata in tre versioni: Aviatore, Re Sole e Churchill.
Grazie alla semplicità delle sue linee, Softy sa e vuole adattarsi ad ogni stile e circostanza.
Prima uno, poi due, poi tre! Poltrona prima, divano poi, quasi come in un gioco in cui forme soffici e morbide creano configurazioni in divenire.
Con la sua struttura modulare, questa linea sembra invitare alla condivisione di spazi, di umori, di tempi e pensieri, voglia di chiacchiere e di convivialità.
Il primo nato della linea Softy è il modello Aviatore: si tratta di una reinterpretazione di un classico divano chester risalente all’Ottocento.
In esso si intravede un chiaro riferimento ai materiali usati agli albori dell’aviazione: la pelle nabuk scamosciata, parte preponderante del divano, veniva usata per i giubbotti degli aviatori della prima guerra mondiale mentre il tessuto metallizzato e rivettato, che ricopre la parte frontale dei braccioli, richiama le carlinghe degli aerei.
Aviatore può connotare così spazi dinamici e moderni, aggiungendo un tocco vintage e âgé anche al più minimale degli ambienti.
Sontuosa e opulenta, connotata da tessuti broccati e particolari ricercati, Re Sole conduce in un’altra epoca. Le sue forme tondeggianti e barocche arricchiscono ulteriormente il bracciolo e lo trasformano definitivamente, o così pare, nel braccio del Re più famoso di Francia.