Quale rapporto lega la famiglia italiana alle tecnologie? Ha voluto rispondere a tale domanda l’ultimo
rapporto annuale realizzato da
Federcomin, la
Federazione di Confindustria delle
Aziende di Telecomunicazione, Radiotelevisione e Informatica, e da
Anie, la
Federazione Nazionale Imprese Elettroniche ed Elettriche, che ha evidenziato come gli abitanti del Bel Paese si dimostrino sempre più al passo con i tempi. Il
rapporto degli italiani con le tecnologie va oltre la piattaforma informatica, per coinvolgerne altre cinque, che hanno creato negli ultimi anni profondi cambiamenti nella vita e nello stile abitativo di molte nostre famiglie. Il recente e sentito interesse va, in ordine di importanza, a cellulare personale, PC, Internet, console videogiochi e pay-tv.
Se fino a sette-otto anni fa, la casa italiana accumulava ritardi rispetto agli altri Paesi, intorno al
1995 una svolta quasi improvvisa ha dato avvio ad
una fase di interesse per le
nuove piattaforme tecnologiche, che in pochi anni ha portato a risultati inaspettati. Tanto che nel 2002 la penetrazione del cellulare ha raggiunto in Italia un livello di avanguardia, mentre per PC, Internet e console videogiochi, si è quasi colmato il distacco nei confronti dell’Europa avanzata. Anche la piattaforma storicamente in ritardo (la pay-tv) ha di recente rimontato posizioni, pur con le ambiguità relative a forme di pirateria parziale o integrale che in Italia sono molto diffuse.
Oggi PC, internet, pay-tv e console videogiochi sono
utilizzati in ogni
famiglia mediamente
da 1,3-1,5 persone. Tra il 1995 e il 2001 il numero di utilizzatori di PC in casa si è moltiplicato di circa 6 volte, quelli di cellulare personale di circa 25 volte e quelli di internet di un centinaio di volte, continuando a crescere nel 2002, anno in cui la spesa della famiglia per l’acquisto-utilizzo di prodotti-servizi delle nuove piattaforme in casa è stata pari a 17,3 miliardi di euro.
Gli italiani utilizzano
Internet a casa innanzitutto per controllare la
posta elettronica, ma anche per navigare e “curiosare” fra i siti, alla ricerca di news ed informazione, per motivi di studio o lavoro, per organizzare il proprio tempo libero.
Ancora marginali, anche se in leggera crescita, sono le
operazioni di commercio elettronico, l’home-banking e l’abitudine di
scaricare software e file musicali. Nel 2002 qualcosa di importante è avvenuto anche a proposito del
new entertainment. Un incremento molto elevato si è registrato per il
DVD-Video, la cui penetrazione è oggi pari al
15 per cento delle famiglie; la diffusione “dichiarata” della parabola satellitare ha raggiunto il 21 per cento e quella delle pay-tv è pari al 21 per cento dei nuclei familiari.
Le
principali innovazioni funzionali che si si prospettano nella casa italiana riguardano l’
home office, l’home theatre, il monitoraggio delle persone e la
sicurezza dell’ambiente domestico. Nel
38 per cento delle famiglie esiste un
luogo dedicato al “lavoro”, interno o attiguo all’abitazione. La maggiore concentrazione di tali postazioni si riscontra nel Centro Italia ed ancor più nel Nord-Est. Per quanto riguarda le nuove
forme di divertimento domestico invece, sono circa
900.000 le famiglie che già dispongono di una qualche prima realizzazione; per le altre, l’home theatre è per ora poco più di un’aspirazione (750.000 famiglie dichiarano che l’abitazione non ha uno spazio adeguato). La dotazione degli attuali home theatre consiste sostanzialmente in un televisore di almeno 28 pollici e in un impianto audio. Dvd-Video e video-proiettore sono presenti solo in un numero limitato di casi, mentre il televisore al plasma è praticamente inesistente.
Oltre 3 milioni di famiglie italiane posseggono un
impianto di sicurezza nella prima casa. La distribuzione sul territorio di questi impianti è tanto più elevata quanto più si sale da sud verso il nord: mentre nel Mezzogiorno solo il 12 per cento delle famiglie ha in casa un impianto di sicurezza, nelle regioni del centro nord la percentuale sale al 21 per cento. A differenza di quanto visto nei tre casi precedenti,
i sistemi di monitoraggio delle persone in casa
non sono oggi ancora sul mercato. Trattandosi di sistemi e di tecnologie che richiedono solo la messa a punto indispensabile per procedere ad una commercializzazione su vasta scala, Federcomin nella sua indagine, ha verificato il grado di interesse oggi esistente per tali sistemi, sentito da 8,6 milioni di famiglie. Le principali esigenze riguardano le persone anziane (2,5 milioni di famiglie), i figli (2,3 milioni di famiglie), le persone malate e disabili (un milione di famiglie).
Le immagini dei monitor LCD e del televisore sono relative a prodotti Philips.
Il testo completo dell’indagine è scaricabile dal sito di Federcomin.