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Omaggio a Joe Colombo, ideatore del design globale.

Televisori inseriti nel soffitto, pareti con minibar incorporati che ruotano, “città nucleari” sotterranee: le idee del designer italiano Joe Colombo sembrano uscite da uno dei primi film di James Bond. E trasudano lo spirito dei frenetici anni Sessanta. La loro funzionalità e le loro forme appariscenti sono impressionanti.
Alla Triennale di Milano la mostra Joe Colombo: Inventing the future documenta l’intera opera dell’artista in un tour internazionale che toccherà per la prima volta i più importanti musei. Verranno esibiti non solo i modelli originali dei progetti più importanti di Colombo, ma anche documenti e pezzi inediti, tra cui modelli sperimentali, disegni e planimetrie.

esposizioni poltrona elda

Joe Colombo (1930-1971) nel suo appartamento, seduto sulla poltrona Elda, mentre legge la rivista Japan Interior Design con la sua immagine in copertina,1970.

Dopo avere studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera, nei primi anni Cinquanta Colombo entra a far parte del Movimento di pittura nucleare con Enrico Baj. Poco dopo, all’inizio degli anni Sessanta, rivolge la propria attenzione all’architettura e all’interior design e inizia a lavorare come progettista. Crea Universale, una delle prime sedie modellate in un unico pezzo di plastica, e arredi dalle forme innovative costruiti con legno laminato, pelle e vimini. Oltre alla ricerca sui materiali, l’opera di Colombo si caratterizza per la flessibilità e la modularità, tratti ben visibili nelle poltrone Tube Chair e Multi Chair che attraverso combinazioni molto semplici si prestano a infiniti usi. Mobili, lampade, macchine fotografiche, condizionatori d'aria, bagni, cucine, vengono rivisti da Colombo in chiave fortemente futuribile. Progetta con l'abs, il poliestere rinforzato con fibra di vetro e il poliuretano espanso. Acciaio inox e alluminio sostengono le strutture. Usa i nuovi tessuti: si possono colorare a piacere, hanno una manutenzione elementare. Reggono all'uso prolungato e sono praticamente indeformabili.

La città di Milano e la sua Triennale rimettono a fuoco i principali protagonisti della cultura e della storia industriale che le hanno rese famose nel mondo. A partire dalla straordinaria monografia di un uomo di questa città e di questa cultura: Cesare, ma per tutti e per sempre “Joe”, Colombo.

L’inventiva di Colombo si esprime anche nella creazione di stand espositivi fieristici per ditte come Bayer, Hoechst e Rosenthal, oltre che nelle sue numerose creazioni di design che comprendono auto, orologi, attacchi di sci, bicchieri, condizionatori e un servizio da bordo per Alitalia. Tra i clienti di Colombo vi sono varie società di design come Kartell, Comfort, Bonacina, B-Line, Alessi, Bernini, Oluce, Rosenthal e Zanotta, che mantiene in catalogo il primo tavolo da gioco pensato da un designer, Poker (1968, rimasto nel suo genere l'unica alternativa ai modelli di fabbricazione artigianale) e il pionieristico sgabello da bar Birillo (1969-70). Pezzi, in quegli anni, assai innovativi in quanto a tipologia d'arredo, indirizzati a un pubblico moderno e aperto a stili di vita meno convenzionali, pensati per spazi flessibili e dinamici. "Architetture" industriali che riassumono in modo esemplare la ricerca e la sperimentazione di Colombo col fiberglass, l'acciaio e le resine sintetiche. E che l'azienda di Nova Milanese seppe da subito interpretare con tecniche di lavorazione appropriate.

esposizioni zanotta birillo

Nei primi pezzi firmati da Colombo per Zanotta si trattò di esplorare il tubolare d'acciaio, che in Birillo diventa la gamba di sostegno, il laminato plastico ed il poliestere rinforzato con fibra di vetro, che fa da la base allo sgabello.

Le ultime opere sono rappresentate da unità abitative multifunzionali e interni in cui Colombo persegue il suo scopo, quello di rendere superflui gli arredi convenzionali e di combinarli per produrre una nuova forma di “equipaggiamento” capace di offrire il massimo comfort e la massima funzionalità. L’impressionante opera di Joe Colombo, che morì nel 1971 a soli 41 anni, è il frutto di un decennio di lavoro caratterizzato da un’ossessiva ricerca di nuove idee e progetti.
La mostra allestita alla triennale presenta le opere di Colombo attraverso quattro sezioni tematiche e cronologiche. La prima è rappresentata dalle prime creazioni artistiche e architettoniche accompagnate da un excursus biografico raccontato attraverso un’ampia collezione di oggetti personali e opere grafiche inedite. La seconda sezione comprende le prime creazioni di design tra cui alcuni capolavori come la poltrona Elda, la sedia Universale, alcune lampade e vari arredi. La terza sezione illustra la svolta di Colombo verso una concezione modulare e flessibile dei sistemi abitativi visibile nel contenitore Combi Center, nel “sistema programmabile” e in molte altre creazioni. L’ultima sezione è dedicata alle ultime opere, principalmente finalizzate alla progettazione di unità abitative multifunzionali e di interi ambienti come Visiona 1 (1969), la Total Furnishing Unit (1971) e il suo appartamento del 1968. Oltre all’arredo originale del suo appartamento, la mostra ospita una parziale ricostruzione di Visiona 1 corredata da un video che illustra questo spettacolare interno. Grazie ad approfondite ricerche presso lo Studio Joe Colombo, l’esposizione offre al pubblico un’ampia selezione di disegni, planimetrie e altri oggetti inediti oltre a numerosi modelli architettonici e video di interviste a contemporanei di Colombo.

Habitat futuribile per la mostra Visiona 1, Colonia1969. Committente Bayer AG Leverkusen D. Uno degli ultimi progetti del designer, esposti presso la Triennale di Milano.

Accompagna la mostra un catalogo di 300 pagine, edito dal Vitra Design Museum e distribuito Skira, contenente scritti di Ignazia Favata, Arturo Dell’Acqua Bellavitis,Vittorio Fagone, Gianni Ottolini, Mateo Kries, Bill Menking e Marco Romanelli e circa 400 immagini a colori e in bianco e nero.

  Triennale
  Zanotta
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