Giunge alla sua sedicesima tappa Abitare il Tempo, manifestazione unica nella sua tipologia, che anche quest’anno ha saputo dimostrare di operare in modo continuativo e in perfetta sintonia con le tendenze culturali che caratterizzano il mondo della produzione e la fascia alta del mercato dell’arredamento.
Svoltasi dall’11 al 15 ottobre scorso nell’ambiente raccolto dei padiglioni fieristici di Verona, Abitare il Tempo rappresenta un affascinante percorso attraverso la tradizione classica e i progetti contemporanei, l’alto artigianato e il design d’avanguardia, le realtà nazionali e le esperienze estere. Una vetrina dall’assetto coinvolgente e raffinato, che mette in mostra una realtà fatta dai prodotti di piccola serie fino al pezzo unico, ma anche dai modelli supportati da lavorazioni tecnologiche che si integrano con la sapienza della manualità.
La rosa degli espositori includeva 552 marchi internazionali appartenenti a 22 categorie di prodotto di alta qualità, selezionati grazie ad un’operazione che screma il 10% del mercato effettivo. Dall’arredo per l’infanzia all’arte della tavola, dall’ambiente cucina all’arredo bagno, dall’illuminazione ai mobili per la zona giorno, dai tendaggi alla biancheria per la casa e ancora pavimenti e rivestimenti, porte, scale, imbottiti, editoria di settore: tutte componenti che concorrono al progetto di un’architettura d’interni sempre più eterogenea e cosmopolita.
Aziende quali Duravit, Ceramica Flaminia, Alessi, Mastro Raphael, La Signoria di Firenze, Passamaneria Toscana, Bang & Olufsen, Cappellini, Busnelli, Cantori, Ernestomeda, Gaggenau, Scavolini, Minacciolo, Roberto Cavalli Casa, Fabbian, Solzi Luce, Bonaldo, La Fibule, Scrigno, Adrenalina, Led & Co e tante altre hanno offerto al pubblico e ai professionisti del settore spunti interessanti per un confronto ragionato sui trend emergenti per quanto riguarda la progettazione, la produzione e la distribuzione.
L’altro aspetto, altrettanto significativo, della manifestazione riguarda il programma di Mostre, Laboratori e Convegni che ogni anno l’accompagna e che costituisce un’occasione per indagare progressi ed evoluzioni nel modo di vivere, abitare, acquistare.
Tra le esposizioni, le cui tematiche spaziavano in questa edizione dalle puntuali ricognizioni sul design emergente e sull’artigianato locale, alle intepretazioni di materiali innovativi, “Apriti Sesamo” illustrava le peculiarità tecniche e artistiche dell’artigianato romano mediante una riflessione progettuale attorno al tema delle maniglie. Una curiosa esposizione, allestita con l’ausilio di luce, colore e getti d’aria, in cui i visitatori hanno avuto la possibilità di interagire con gli elementi sperimentali realizzati.
In “Ottopertutti” un grande spazio ospitava le interpretazioni di laminato e tessuto proposte da otto architetti/designers attraverso le possibili funzioni applicative dei due materiali.
“Corolle: 70 designers, 70 calici in vetro di Murano” metteva in mostra la più importante collezione di calici contemporanei realizzati in collaborazione con vetrai muranesi e 70 architetti e designers, fra cui Alessandro Mendini, Ettore Sotsass, Linde Burkardt, Masaiko Kubo. Oggetti unici, dalle forme inusuali, in cui si sono sperimentati complessi abbinamenti di colori, sfruttando l’incredibile flessibilità del vetro.
Particolarmente vicino al mondo delle imprese design oriented si è rivelato infine il tema affrontato nel laboratorio “Identità aziendale e comunicazione strategica”, che esemplificava le modalità insite nel processo comunicativo attraverso una serie di case history: un’operazione complessa e stratificata, che va dal design del prodotto alla progettazione degli strumenti per promozionarlo e venderlo. La mostra è stata affiancata da un convegno organizzato da Giulio Cappellini e Vanni Pasca, che ha offerto ai visitatori della fiera l’occasione per uno stimolante scambio di opinioni sull’argomento.
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