fedelyon ha scritto:Kalimeroxxx ha scritto:fede scusa ma mi sa tanto che non ho capito. Ti scrivo quello che credo in relazione agli argomenti che hai citato.
Non si crea un'azienda per mantenerla piccola, si crea un'azienda, la si cresce come un figlio almeno per il tempo e la fatica che le si dedica e si spera cresca, ma mica tutti possono diventare la luxottica.
Le piccole e medie imprese italiane osno l'unico motore di questo paese, per il resto escludendo pochissime realtà c'è il vuoto. Concordo che il salto di qualità è difficile da fare e spesso la nostra capacità italiana non ci porta a farlo, ma cmq queste imprese restano il motore del paese. Il fatto che uno lavori o meno per una grossa impresa ha lati positivi e negativi, nell'impresa piccola hai più rischi, ma si spera un miglior rapporto umano e a volte, maggiori possibilità di carriera, ma non sempre, visto che se l'impresa è tanto piccola non è che ci sia chissà che carriera da fare
Rispondo a te ma è come se rispondessi a tutti.
La frase era volutamente scritta come una provocazione.
Ora, so bene che l'Italia vive delle medie-piccolo imprese e che queste spesso non riescono a ingrandirsi anche perché non ci sono aiuti in questo senso, tipo riduzione del costo del lavoro o incentivi per chi fa ricerca e sviluppo.
Però è anche vero che tutte queste piccole imprese rendono la nostra economia "nana" rispetto alle altre.
L'Italia con queste imprese dà lavoro a molti ma toglie lavoro a chi punta su ricerca e sviluppo e, mi dispiace, ma senza innovazione non si va da nessuna parte.
E so, per certo, che moltissime aziende si mantengono sotto la soglia dei dieci dipendenti proprio perché pensano che garantendo meno ai lavoratori riescano a fare più profitto. E non ritengono invece che progetti a lungo termine, come l'investimento nella ricerca e sviluppo ad esempio, siano una valida alternativa.
quello che dici è vero, in parte.
Il problema è che il salto di un azienda da medio piccola, a medio grande, è troppo oneroso in termini di investimenti, soprattutto di tassazione ma non solo (basti ricordare solo il fatto di essere obbligati a iscriversi alle associazioni di categoria, assindustri, confocommercio, ecc. ecc.) vero è che se non si riesce ad avere una coscienza civile (da parte dei dipendenti, ma non solo, non pensare che bisogna lavorare solo per portare un buon stipendio) da parte diei tutoi collaboratori difficilmente vai avavnti.
Tralasciamo poi che per andare avanti deivi anche avere buone conoscenze, ma questo fa parte delle cose negatikve del nostro sistema.
Siamo arrivati al punto che ormai una persona degna, brava, intelligente, che abbia voglia la devi pagare a peso d' oro, perchè la media della forza lavoro non è granchè, diciamocela tutta, ed è questo il punto di partenza sbaglaito.
Io adesso avrei bisogno di una persona, ma per prenderla pagandola al minimo, che non mi vada oltre i suoi compiti non mi serve, perchè?
Perchè una persona che voglia imparare, che voglia prendersi dei rischi sul lavoro, la devo pagare a peso d' oro.
Per ora non posso permettermelo un dipendente che gauadagni uno stipendio buono (e parlo di almeno 1500,00 €, non saranno tanti ma è già discreto), non mi interessa una persona che devo pagare 800 € e che si comporti come se fosse alla fiat, ne faccio volentieri a meno, prorpio perchè so che non sarebbe incentivato, e ci rinuncio in partenza.
Non voglio nemmeno persone a partita iva, perchè io non lo accetterei, e di conseguenza non lo voglio fare ad altri.
Vorrei un dipendente pagarlo bene, ma per ora non posso, poi vedremo.