antopattin ha scritto:porta il loro cartellino anche quando si tratta di evidenti pezzi di design (come le tulip e le ghost). questa politica non l'ho ancora capita, in verità.
se tu esponi un tavolo tulip con il tuo prezzo chi entra non sa da chi tu realmente hai preso... se è originale, knoll, cina, pinco pallino...e quindi entri nel discorso che ti ho fatto prima del weekend.... rivenditore in qualche modo tutelato da un confronto diretto del consumatore che diventa più difficile, tu in qualche modo obbigata a capire se il prodotto vale per quel che è.
tornando al discorso "marchio" "nomarchio" io sono da sempre sostenitore dei "no marchi"... si capisce da pressochè tutti gli interventi che faccio che mi stanno più simpatici... il marchio va pagato: salato in certi casi... il marchio gran parte delle volte nasconde ditte assolutamente normali... a volte addirittura il budget necessario per sostenere il marchio (pubblicità) erode il budget che servirebbe a fare i prodotti meglio(materiali e controllo qualità) buttando fumo negli occhi della gente.... altre volte addirittura nasconde delle vere e proprie commercili pure che quindi non producono manco quello che vendono e ti consegnano le robe neanche controllate ... come gli arriva dal fornitore.... che il più delle volte magari serve anche il "nomarchio" accanto...
Ovviamente qui lo sforzo del mobiliere sta nella selezione della ditta più adatta perchè in caso non ha il culò parato dal marchio (... si ma io ti ho venduto il topgamma scavolini: cosa potevo fare di più?... questi discorsi per intendersi) : deve mettere un po' anche la sua faccia (...io ti ho venduto una xxxx tu non la conoscevi io ti risolvo il problema).
Comunque di queste ditte "noname" affidabilissime, bravissime ed a ottimi prezzi ce ne sono forse anche di più che se non quelle "note".... e spesso sono molto affidabili sia come consegne che come solidità finanziaria.
circa la cucina artigianale: credo abbia spiegato bene andhhh... però secondo me il termine artigianale crea un po' confusione... la gente pensa al vecchio ebanista con il tranciato in mano... alla fine sono più "piccole industrie" magari a conduzione famigliare che "artigiani in senso stretto".