cyberjack ha scritto:Io sono ricco?
bho....
se entro in un negozio non mi faccio problemi ad acqustare quello che mi piace, senza neanche chiedere il prezzo... ma parallelamente, non mi lascio attrarre da tutto quello che luccica... Non potrei comprare tutto quello che appena appena mi stuzzica, ma se scelgo le cose con accuratezza, quelle me le posso permettere senza problemi...
vuol dire essere ricchi? Non lo so... So di sicuro che rispetto alla media delle persone della mia età ho molto molto di più...
So, altrettanto di sicuro, che mentre la stragrande maggioranza delle persone della mia età andava in discoteca a divertirsi, non aveva alcuna responsabilità e si godeva la spensieratezza dei 18 anni, io avevo un carico di responsabilità che nessuno di loro avrebbe mai voluto avere...
So che mentre a 16 anni i miei amici giocavano a pallone con la mamma che gli preparava la merenda, io facevo i salti mortali per sopravvivere in America, imparando a gestire i soldi, una casa, un lavoro, lo studio.... e nel frattempo piantavo le basi...
Di certo non sono di famiglia ricca, ma ora posso permettermi di non guardare il conto del ristorante o il prezzo sui pantaloni che voglio acquistare... certo non mi posso permettere di andarci tutte le sere o di comprarmi abiti nuovi ogni settimana, come potrebbe fare un "vero" ricco, ma a me va bene così
Una cosa è certa... la gente tutto questo non lo vede, non se lo chiede e non gli interessa chiederselo...
Chiunque abbia incontrato ha sempre fatto molto presto a invidiare l'apparenza di ciò che ho, ma non si è mai chiesto come faccio ad averlo...
Ho incotnrato un ostracismo incredibile da parte di tutti i coetanei (ed anche da parte di gente più grande) che si sono sempre fermati alla superficie delle situazioni, che non si sono mai chiesti "perchè lui è lì, e io sono qui??" ma si sono sempre detti "guarda quel paraculato, che casa che si è fatto" pensando che in qualche modo, chi ha più di loro sia per forza uno "fortunato", "paraculato", "raccomandato", o comunque "meritevole di invidia e disprezzo"...
Nessuno che abbia mai pensato che uno che ha di più, semplicemente, se lo merita...
Fin qui direi che posso quotare tutto... ho fatto la mia casa ed ho comprato cio' che mi piaceva senza chiedere il prezzo... se vado al ristorante pago con la carta e manco lo guardo il conto... se mi piace un vestito lo compro e basta. Se voglio prendere una cosa lo faccio. Sono ricca? no, non nel senso economico del termine. Ma sto bene. Di certo anche le mie voglie sono frutto delle mie considerazione e dei miei pensieri. C'è chi direbbe che ho i sogni limitati, chissa' forse è cosi'... ma farmi 2 ore nel traffico in un cayenne non è diverso che farmelo in una corsa.
Di certo non vado a vedere la mostra nautica perchè è talmente tanto oltre che non rientra neppure nei miei pensieri... tantomeno vado in un concessionario ferrari... o alla boutique di valentino in piazza di spagna.
Ora torniamo piu' strettamente al thred...
Chi è ricco? Chi puo' guardare il sorriso di suo figlio senza pensare "se potessi..." ma soltanto con la consapevolezza di potergli dare tutto il tempo che vuole e tutto l'amore di cui ha bisogno.
Sento tanti discorsi, leggo tante lettere, e la frase più ricorrente è: "il mio capo è un completo idiota, raccomandato, è lì solo perchè da via il "censured" o perchè sa leccare meglio degli altri" e mi chiedo: possibile che questa gente non si fermi un attimo a pensare a COSA significhi essere il suo capo? cosa significhi avere la resposabilità d un lavoro, di un progetto, di un'azienda, del lavoro di altre persone, della stabilità economica di molte famiglie? Possibile che davvero la gente pensi: "Guadagni più di me? E allora arrangiati, fattelo tu!!!" senza contare che è proprio grazie al suo capo che lui ha ancora quel lavoro? Che la sua famiglia ha un introito? Che il suo capo, per grantire stabilità ad un ufficio, magari non dorme la notte perchè stressato o agitato o tenuto sotto costante ansia di dover senguire, controllare, sapere tutto?
Non parlo per "sentito dire" o per "luoghi comuni"... parlo della mia personale situazione... parlo di perdere il sonno perchè le responsabilità di fanno svegliare nel cuore della notte, alle 3 o alle 4, a ripercorrere con la mente la pianificazione del giorno dopo per assicurarti che non ti stia sfuggendo nulla, o rifare passo a passo tutti i processi di elaborazione del progetto che devi presentare l'indomani, perchè se sbaglio non c'è "il mio capo" che interviene a pararmi le natiche, e non posso scaricare su nessuno la responsabilità... non posso dire "ma lui non me l'aveva detto" perchè il mio "stipendio" (se vogliamo parlare in termini economici, ma io preferirei dire "il mio ruolo") non mi permette di "non sapere", non mi permette che "qualcuno non mi abbia detto"... Se commetto un errore, perdo un cliente, e se perdo un cliente mando a casa delle persone...
Eppure, "chissà quello lì com'è paraculato"...
Troppo spesso si vede il lato positivo del benessere economico... tutti vorrebbero avere più soldi, poco ma sicuro... ma pochissimi sarebbero disposti a sobbarcarsene le implicazioni...
Tornando a questo... è sbagliato fare di tutta l'erba un fascio in entrambe le direzioni. Non tutti i capi si preoccupano del futuro dell'azienda, specie se di grandi dimensioni. Non tutti sono raccomandati... non tutti sono paraculi... non tutti sono fortunati, molti meritano le responsabilita' che assumono.
A mio avviso sbagli tu nel generalizzare in positivo quando altri a farlo in negativo.
Vedere miliardi di soldi statali buttati al vento per incompetenza di poche persone amici di, parenti di....fa rabbia anche al piu' umile impiegato, basta che sia poco poco intelligente per accorgersene, per parlare con i clienti, con i capi e con l'ultimo assunto in societa'.
MA anche io come te parlo per esperienza personale e per stress personale.