Inviato: 14/06/07 15:51
da casimira
Mercury ha scritto:mi sento un'aliena
da quando sono adulta e non devo cambiare abiti per "crescita", non ho più abiti da dare in beneficienza. Non per cattiva volontà ma perchè un capo dismesso per me diventa "da casa", dove continuo a usarlo fino alla consunzione mentre faccio faccende e lavori di giardinaggio.
A quel punto è degno solo di una passata ai pavimenti e di un requiescat in pace nella spazzatura

no, aspetta, vale anche per me...
però alcuni capi non li posso usare in casa... vestiti lunghi per esempio.
e purtroppo una parte consistente dei miei scarti dipende dal mutamento di taglia... allora tengo solo i più belli, nella speranza di rientrarci un giorno. i più pattoni li scarto perchè se no avrei scatoloni di roba che non mi va più.
vorrei anche specificare che io abiti davvero belli ne ho molto pochi, vesto casual e compro molto al mercato... poi "eredito" da mia zia e ad una sua amica dissennata che regala i vestiti ancora con le etichette
questo mi provoca ondate di abiti che a volte non mi piacciono o non mi stanno

Inviato: 14/06/07 15:59
da Lorena
Qui da noi passa "a domicilio" la Croce Rossa due volte all'anno, in corrispondeza del cambio di stagione. Mettono un avviso ai cancelli e dopo 3-4 giorni ripassano a ritirare le buste lasciate appunto vicino al loro avviso.
Io so che spesso non danno direttamente gli abiti ai bisognosi, ma li vendono e il ricavato lo usano per opere di bene. Questo almeno dicono.
Io lascio le mie cose fuori e spero che... vadano a buon fine!
Inviato: 14/06/07 16:36
da BIZET
No assolutamente ai cassonetti della Caritas.
I miei abiti dismessi e quelli di mio marito li porto in un casa di ricovero per anziani della mia città, c'è sempre qualche vecchietto/a dai gusti moderni e con pochi mezzi economici che può indossarli ancora ancora.
Gli abiti del ragazzo li regalo ad un'amica Polacca che li sfrutta per il suo bimbo e poi li porta in Polonia. La c'è bisogno di tutto

Inviato: 14/06/07 17:20
da elenapelz
Quest'estate sono stata in Africa, in kenya e al confine con la tanzania.
Le località di mare della costa ormai sono meno catastrofiche grazie al turismo, ma nelle zone interne, lontane km e km dalla costa ho visto scene che nemmeno ci immaginiamo.
Bambini abituati a bere acqua color marrone, che guardano una bottiglia di acqua limpida come fosse oro, capanne fatte di mattoni di fango e pali di canne intrecciate. Non sanno cos'è corrente elettrica, nè pozzi di acqua potabile. Non hanno scuole, vestiti e nemmeno cibo a volte.
Lo stipendio medio mensile di un benestante è di 50 euro.
i NOSTRI poveri sono dei piccoli Berlusconi.
Ho pianto quando ho finito tutte le scorte che avevamo portato perchè i bambini erano troppi e noi avevamo finito tutto. Ed era solo un piccolo paese. Un ago nel pagliaio.
I vestiti della Caritas arrivano, ma purtroppo per colpe non loro, vengono intercettati e rivenduti, quindi la popolazione locale spesso non ha soldi per comprarli.
La tragedia è che spesso i bimbi restano orfani i genitori muoiono perchè non ci sono soldi e strutture per diffonfere la profilassi antimalarica o peggio ancora farmaci antipertensivi.
la gente MUORE PER QUESTO.
Se vi interessa conosco una persona a Malindi, italiana, che fa arrivare le cose negli orfanotrofi, dove i bimbi non hanno nulla.
E' in contatto anche col buon Totti che manda magliette dismesse delle squadre di calcio della Roma, di grandi e piccini.
Se andrete a Malindi in viaggio di piacere, non rimanete blindati nei resort, ci sono tante cose da fare che a volte non si saprebbe nemmeno da dove cominciare.
Questa ragazza vive lì da 15 anni, tramite lei è anche possibile adottare un bimbo con pochi euro all'anno, è indefinibile la gioia dei loro occhi quando vi incontrano la prima volta!
Ma e' anche devastante vedere coi propri occhi quello che da Tv sembra così lontano e irreale da noi.
Mandatemi un sms privato se interessati, vi manderò i suoi dati e come mettervi in contatto. Le spedizioni con vestiti non costano granché.