Federinik ha scritto:
Cyberjack ha scritto:Purtroppo, per quanto vogliamo "drogarci" di illusioni o di (a mio parere) vane parole, il crescere un figlio che non sarà mai auto-sufficiente non fa bene ne a noi stessi (ho avuto più di un'occasione per vedere come un figlio con problemi di tipo fisico/psicologico possa distruggere interamente una persona...), non fa bene alla società e sopratutto non fa bene a lui, che magari si renderà perfettamente conto della sua diversità e vivrà una vita angosciante...
Guarda, spesso sono d'accordo con te, ma questo modo di vedere è un po', come dire, razzista? Sarebbe come dire che nel momento in cui qualcuno non fosse più autosufficiente perderebbe tutta o in parte la sua dignità di persona?
Capisco perfettamente il tuo punto e con le dovute cautele e tutti i "se" ed i "ma" di circostanza posso anche condividerlo in parte...
Al giorno d'oggi il progresso ci ha permesso di guardare al di la di quello che è la semplice continuazione della specie... negli ultimi 50 anni sono apparsi termini prima sconosciuti, come "qualità della vita", che hanno indotto uno spostamento dei canoni di valutazione della vita degli individui...
Capisco anche che il mio discorso possa sembrare "razzista" (tuttavia la selezione della specie è un evento naturale e non "desiderato" in un eccesso di razzismo)..
Ahimè, scoccia ammetterlo, mja siamo al mondo per due cose: contribuire allo sviluppo del benessere della nostra razza (inteso come umana) e fare di tutto affichè la nostra razza non si estingua.
Questo è quello che la natura ha creato e di cui la religione si è impossessata, facendo credere che siano comandamenti del Signore e non, semplicemente, la realtà... "Crescete e moltiplicatevi", che significa "lavorate e trombate"...
Ora, se un individuo, a qualsiasi specie animale appartenga, non è in grado di fare nessuna delle due cose, per la natura è un elemento "superfluo", e dato che la natura si auto-regola ha predisposto una serie di accorgimenti per l'eliminazione dell'individuo stesso.
Accorgimenti che la nostra società "illuminata" ha, nel tempo, cominciato a copnsiderare "inumani" e "innaturali", ma che noi stessi, fino a pochissime centinaia di anni fa, attuavamo senza nessun problema...
Anzi, fino a pochissimi anni fa gli eschimesi, una volta diventati anziani e non più autosufficienti, abbandonavano di loro spontanea volontà il villaggio per non "pesare" sugli individui produttivi.
Questo, unito al fatto che la vita media si è allungata a dismisura, fa si che prima o poi tutti gli individui arrivino ad un punto in cui non sono più "utili" per la società, ma questo non significa che perdano la propria dignità perchè (con il pensiero moderno) entrano nella fascia del "ho già dato e mi godo la vecchiaia"...
Purtroppo, però, le persone che non sono mai state in grado di "crescere e moltiplicarsi" non riescono a svolgere la loro reale funzione di individui...
questo è il punto di vista della natura... POI subentrano i sentimenti, l'amore e tutto il resto...