Inviato: 11/01/07 18:24
questo succede perchè le persone(probabilmente a volte l'ho fatto anche io) non leggono tutto ma solo una parte del discorso!printina ha scritto: mi sa anche a me che ci sia un po di caos..
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questo succede perchè le persone(probabilmente a volte l'ho fatto anche io) non leggono tutto ma solo una parte del discorso!printina ha scritto: mi sa anche a me che ci sia un po di caos..
io lo faccio sempre!!paprina ha scritto:questo succede perchè le persone(probabilmente a volte l'ho fatto anche io) non leggono tutto ma solo una parte del discorso!printina ha scritto: mi sa anche a me che ci sia un po di caos..
Papera ha scritto: Comunque non perdiamo di vista chi sono davvero le vere vittime di questo tragicissimo fatto.
PAPRI: forse ho capito male (no, non sono interpretazioni che faccio come mi pare, ma che faccio come *posso*).. ma a me sembra che qui ci fosse stato un dibattito (non limitato ai post di cui sotto) dove sì si cercasse di capire se uno o l'altro soffrisse, facesse pena, se di più o di meno, ecc.Papera ha scritto:Quella però è una vittima viva, che si soffrirà tutta la vita per la perdita della moglie e del figlio, ma è VIVA!!!!!!!!!!!!!!!!cyberjack ha scritto:
Io, tra le vittime vere e proprie annovero il marito. La sua vita è stata irrimediabilmente distrutta, recisa come quella delle altre vittime...
Preciso che:anabellita ha scritto:ma che c'entra l'indulto? chi era stato in carcere è innocente. invece, chi non lo è stato... insomma...
ma, mi sembra ridicolo mettersi a cercare di capire siano "più" vittime i morti od i sopravissutiSi è vittima e basta. Non ci sono "gradi". Che discorsi sono? Qui c'è una famiglia spezzata, gente a chi è stata tolta la vita e gente a chi la *loro* vita è stato rubata e scambiata per un'altra. Mi sembra una vicenda terribile per tutti, e fare la gara alla miseria mi sembra proprio fuori luogo.
Ma la cosa assurda (assurda si dice per dire), e che i vittimari sono diversi. Gli omicidi da un lato. Che hanno inflitto male a tutti.
Ed una cultura piena di pregiudizi e capace di dare verdetti prima del processo dall'altra, che ha inflitto del male al padre/marito.
Sugli omicidi non possiamo che inorrodirci e chiedere (e sperare nella) giustiza. Sulla cultura invece possiamo prendere parte attiva e riflettere. Perché lì, i vittimari sono tutti.
Come nel caso di Tommy..............xxxxrobybis ha scritto:è terribile quello che hanno fatto a quella famiglia, a quelle persone e a quel bambino.
è terribile quello che i giornali hanno fatto al padre di quel bambino
gli inquirenti 'ovviemente'cercavno i familiari e ci hanno messo un po a rintracciare il padre del bimbo... il tutto è finito sui giornali e se ne è fatto un caso.
In realtà gli inquirenti credo che non abbiano incolpato lui prima di trovarlo ed interrogarlo visto che non avavano elementi.
invece è agghiacciante il motivo scatenante dell'eccidio ed il comportamento dei due omicidi...
se ci pensate invece di scappare questi due si sono creati un alibi ed hanno continuato a vivere li
ci pensateeee?????
questi sono proprio fuori ....
Roby
forse non è chiaro che non c'era nessunissima gara in corso..........si parlava di sofferenza e basta.anabellita ha scritto:Papera ha scritto: Comunque non perdiamo di vista chi sono davvero le vere vittime di questo tragicissimo fatto.PAPRI: forse ho capito male (no, non sono interpretazioni che faccio come mi pare, ma che faccio come *posso*).. ma a me sembra che qui ci fosse stato un dibattito (non limitato ai post di cui sotto) dove sì si cercasse di capire se uno o l'altro soffrisse, facesse pena, se di più o di meno, ecc.Papera ha scritto:Quella però è una vittima viva, che si soffrirà tutta la vita per la perdita della moglie e del figlio, ma è VIVA!!!!!!!!!!!!!!!!cyberjack ha scritto:
Io, tra le vittime vere e proprie annovero il marito. La sua vita è stata irrimediabilmente distrutta, recisa come quella delle altre vittime...
Magari fossi veramnte una papera, non capirei tutti gli orrori di questo mondo!!!!!!!!!!!paprina ha scritto:
p.s.:papera ti va di fare una gara a chi arriva prima all'altra sponda dello stagno, almeno su quello non ci può dire niente nessuno giusto??
che il discorso sui pregiudizi fosse generico mi era chiaro, e mi sembra di averne dato atto pure io, proprio commentando come fosse un elemento di riflessione COMUNE. Non credo di aver fatto nessuna accusa personale a nessunoPapera ha scritto:Preciso che:
il discorso sui pregiudizi era generico, nel senso che io non ne ho o almeno cerco di non averne;
che comunque rimango dell'idea che, in primis, le vittime sono quelle a cui è stata tolta la vita e poi tutti coloro che sono ingiustamente accusati e che amavano chi non c'è più.
Sono stata chiara?
Credo che il male/bene di tutto ciò possa attribuirsi al potere della stampa, alla voglia di ogni giornalista di voler dare per forza la notizia prima degli altri, senza riflettere se è giusta o sbagliata.anabellita ha scritto: che il discorso sui pregiudizi fosse generico mi era chiaro, e mi sembra di averne dato atto pure io, proprio commentando come fosse un elemento di riflessione COMUNE. Non credo di aver fatto nessuna accusa personale a nessuno
che ci sia uno che arriva primo ed un altro solo dopo sembra, a mio modesto parere, il risultato di una gara. o comunque una conclusione frutto di un'analisi che utilizza il paragone come metodologia.
...ma che non ha nessun senso. non ci sono paragoni possibili. e anche se ci fossero, non sarebbero utili a nessuno.possiamo parlare per ore e ore su quanto siamo dispiaciuti, e subito dire quanto siano "pazzi", "str..", "ingiusti" pinco e pallino. Ma allora parleremmo soltanto di cronaca. Sinceramente, mi pare poco interessante. E' più vicino al morbo che alla riflessione seria sulla condizione umana.
Ho cercato di far notare che, invece, aparte inorridirci ed aspettare il verdetto della giustizia (cosa umana, naturale e dovuta), possiamo anche cercare di capire quei pochi meccanismi sui quali possiamo fare leva e che ci interessano/coinvolgono in prima persona. è più difficile parlare di noi stessi (noi come persone e noi come comunità) che di altri, ma forse può portare a qualcosa di più utile - il cambiamento a migliore.
in questo senso. mi pare molto più utile e necessario pensare ai meccanismi che ci sono dietro quella parte della tragedia di cui facciamo parte come protagonisti e non come osservatori:Volete un altro spunto di riflessione interessante? Ieri Gianluca Nicoletto su Mellog (Radio24.. adoooro quella trasmissione) ricordava lo scandalo su panorama il mese scorso per quel videogioco giapponese il cui nome adesso mi sfugge. Si parlava di come potrebbe influenziare la mente dei bambini (dimenticando il fatto che si tratta di un gioco per adulti, però, vabbè). Invece, dice, sentite cosa è successo a Porta a Porta, in presenza del padre/marito e davanti a milioni di persone, tra cui, famigliari ed amici delle vittime. Ed ecco che manda in onda descrizioni terribili e quasi macabre di cosa fosse successo al corpo delle vittime. Descrizioni, ripeto, che rilevano della realtà, non della fantasia come il videogioco.
- * la facilità con cui accettiamo delle accuse senza fondamento e prima di un processo
* la facilità con cui accettiamo che i media facciano questo genere di accuse, permettendo la distruzione della riputazione di un uomo, senza censurarli ne scandazzarci... sino a quandonon ci troviamo davanti all'innegabile (ricordo molti meno scandali sul "hanno parlato troppo velocemente" quando è stato praticamente accusato dai giornali pur non essendoci stato il processo)
* la sfiducia portata subito verso il marito della vittima, senza pensare seriamente ad alternative
* la sfiducia portata subito a chi ha commesso errori in passato, senza pensare che possa aver imparato e cambiato
* la sfiducia portata verso chi è diverso da noi, senza pensare che la diversità non vuol dire per forza qualcosa di negativo
Sulla stessa linea, ci ricordava Nicoletti, abbiamo assistito all'impicaggione di Saddam. Intera. Reale. Terribile. 8 bambini in tutto il mondo, dagli USA all'Arabia Saudita, dopo aver visto quelle scene hanno giocato all'impicagione. E sono morti impiccati. Giocavano a ciò che è reale, non al videogioco. Sono bambini, non scemi, e sanno distinguere fra realtà e fantasia.
Quindi, altro discorso su cui riflettere. Parliamo di Erba perché ci interessa riflettere sulla società o perché siamo morbosi? Ne discutiamo in termini di interesse pubblico o di macabrità?
Ecco, volevo far notare che il discorso stava deviando un po' dai problemi reali che sollieva questo caso, che vanno al di là dell'umana empatia ed orrore per la sofferenza altrui.
Robina ha scritto:Credo che il male/bene di tutto ciò possa attribuirsi al potere della stampa, alla voglia di ogni giornalista di voler dare per forza la notizia prima degli altri, senza riflettere se è giusta o sbagliata.
Spesso penso che non raccontare alcune cose sarebbe meglio, perchè poi si creano casi di emulazione di un fatto, di un reato.
Sarà un discorso qualunquista il mio, ma credo che non sapere a volte sia meglio!!!!!!!!!
Su questo non sono assolutamente d'accordo: 2 persone che per anni hanno insultato, sputato addosso, minacciato di morte i propri vicini di casa per beghe condominiali NON SONO PERSONE NORMALI!!!!Robina ha scritto: La vicenda fa orrore da tutte le prospettive... e forse dovremmo riflettere sul fatto che la violenza è dentro ciascuno di noi, e può venir fuori ...Ne parliamo e giustamente condanniamo, ma molto spesso chi commette certi delitti è, fino al giorno prima, una persona come tante...normale. Ecco.. questo mi fa paura..l'aggressività che riscontro ormai sempre più spesso, tutti i giorni, in mezzo al traffico o in fila in banca o appunto tra vicini...