chojin ha scritto:Steve1973 ha scritto:
Talmente felice che nel 2008 è stata dichiarata in default con 50 miliardi di debito estero non pagato... E gran parte del cause stavano nella valuta e nei tassi d'interesse non allineati con l'area euro, oltre alle solite banche allegre
Il problema non fu il debito pubblico; furono le banche che offrirono strumenti finanziari farlocchi, con tassi di interesse elevatissimo, soprattutto sul mecato inglese. Quando le banche furono al default L'islanda nazionalizzò e si trovò di fronte alla prospettiva di pagare i creditori oppure no. Scelsero, con un referendum, di non pagare e ci rimasero fregati soprattutto gli inglesi.
A quel punto la moneta si deprezzò di oltre metà del suo valore (poi col tempo recuperò qualcosa). Ovviamente si ebbero diversi effetti negativi (molti Islandesi si ritrovarono risparmi ed investimenti più che dimezzati, i mutui salirono alle stelle e le importazioni si fecero assai costose). Ma il Paese ha retto bene e il deprezzamento della moneta ha fatto aumentare di parecchio il turismo e le esportazioni di lana e prodotti finiti.
Io e Chiara ci siamo stati nel 2010 e si stava bene. Anzi molto bene. Se dovessi scegliere tra una nazione "fallita" come l'Islanda e una nazione "non fallita" come la Grecia, non avrei il minimo dubbio.
Il problema partì dalle banche ma non si limitò a quello. Il referendum da te citato fu indetto a causa degli oltre 50 miliardi di debito accumulati verso l'estero sui titoli pubblici, debito raccolto grazie alle favorevoli condizioni di tasso e alla percezione di sicurezza che dava il paese negli anni pre crisi.
Che poi le dimensioni ristrette del paese, l'ampia disponibilità di materie prime e il buon contributo del turismo e dell'export, abbiano permesso al paese di risorgere in poco tempo è tutto un altro discorso.
Rimane il fatto che dare un colpo di scopa ai propri debiti non mi pare i, comportamento più onesto e limpido del mondo...
E comunque tutto ciò, in Italia, non sarebbe neanche lontanamente possibile, visti i diversi numeri in campo.
Tu pensa poi che io sono stato in Grecia l'estate scorsa... Nel pieno della crisi... Ed è stato bellissimo. Ma la percezione del turista non è certo quella di chi invece vie giornalmente quelle situazioni
