genitori e la vecchiaia
Inviato: 25/02/07 16:39
Vi chiedo scusa. Lo so che il mio problema non c’entra niente con questo forum, sono fra di voi da poco, non scrivo molto, cosi per molti sono una sconosciuta, ma siete le persone stupende, cosi sperò che mi potete aiutare con qualche consiglio, o magari avete vissuto la stessa situazione, che vivo adesso.
Mi preoccupano i miei genitori. Soprattutto mio padre. Per me è sempre stato un grande. Da giovane era un po’ “spirito libero”. Ma ha fato bene secondo me, ha fato le scelte magari non condivise dai parenti ma ha vissuto bene. Ha abbandonato la università (un veterinario in meno
), ha cominciato lavorare come impiegato dedicando tutto il tempo libero a sua passione… a calcio
. Prima come giocatore, poi come allenatore. A 36 anni aveva suo appartamento,viveva da solo, sempre in giro con gli amici e bel po’ di corteggiatrici a presso. Poi è successa una tragedia, che l’ha segnato per sempre. Mio nonno una notte si è sentito male ed è stato lui ad accompagnarlo a pronto soccorso. Il medico non arrivava (poi si è scoperto che ha dato gli ordini ad infermiera di non disturbarlo) è cosi suo padre gli è morto fra le braccia.
Mio padre da quel momento cambia. Ha molato calcio, amici, lavoro, dal impiegato si è messo fare l’operaio, spiegandomi, quando ero più grande, che si sentiva morire dietro la scrivania, che aveva bisogno di un lavoro manuale. Ha conosciuto la mia mamma che ha 12 anni meno di lui e subito dopo 3 mesi si sono sposati. Dopo un anno sono nata io e dopo altri tre la mia sorella. Mio padre con l’aiuto del nonno materno ha iniziato costruire la nostra casa. L’hanno fata veramente con le loro mani. ‘E diventato talmente bravo, che come secondo lavoro faceva falegname, soprattutto costruiva i tetti in legno.
Nonostante un po’ più grande rispetto ai padri dei miei compagni della scuola, dimostrava sempre 10 anni in meno. Insieme con la mamma ci portava sciare, facevamo tante gite in montagna, abbiamo girato tutto il mio paese, qualche vacanza al estero. Non ci hanno viziato, anzi
Ho sempre ammirato i miei genitori. Sicuramente hanno avuto qualche problema fra di loro, ma noi figlie non ci siamo mai accorte di niente. Erano intelligenti, e se dovevano discutere non lo facevano mai in nostra presenza.
Verso 50 anni ha cominciato cambiare. Ha cominciato dire, che sicuramente muore al età del suo padre, ha cominciato contare quanto gli rimane. L’”età critica” ha superato da molto, però non è più lui. Sta diventando sempre più chiuso, nervoso, tirchio, sofferente verso gli altri. La situazione non è migliorata ne anche dopo che si sono trasferiti nella casa nuova vicino loro parenti ( io vivo qui in Italia , mia sorella a 360 km da loro), ne anche dopo la nascita della prima nipotina. Anzi è peggiorata da 2 anni ,da quando mia mamma ha smesso insegnare ed è andata in pensione. Ultimo anno vivono praticamente da separati. Quando la mia mamma non c’e l’ha fa più, scappa da mia sorella. A lui, sembra, che cosi va più che bene. Esce, si fa le passeggiate, va trovare le sorelle…
Se c’e la mamma, si chiude in casa . A me questa situazione mi fa impazzire. Ma com’è possibile? Loro matrimonio è stato per me un esempio, sono riusciti andare d’accordo per quasi 35 anni, perché adesso si comportano cosi? Ma perché non lo vogliono capire, se non parlano fra di loro in maniera civile, non si risolve niente? Poi tutte le loro discussioni per motivi futili.
Non so come aiutargli. Voglio bene a tutti due, non mi voglio schierare ne con uno, ne con altro. La mamma è stata sempre una donna attiva e un po’ rompina, ma ci ridevamo sopra, che è la malattia del mestiere…. è per mio padre che sono preoccupata.
Stavo pensando di fargli venire per un periodo da me – insieme, la sua risposta ok, vengo ma senza la tua madre. Non mi piace come la soluzione, volevo che venivano insieme, sperando che magari si sciolgono un po’. Mio marito mi consiglia di invitarlo adesso da solo, cercargli di parlare e poi magari in autunno fargli venire insieme. Sto valutando anche quest’idea, però non so cosa dire, come farsi capire da lui, ho paura di ferirlo. Come dovrei comportarmi con la persona di 75 anni, che secondo me è depressa? Parlargli o lasciarlo tranquillo, sperando che ritrova la serenità? Quanti dubbi!!!
Scusate se mi sono allungata…. e per errori…io e grammatica italiana stiamo ancora combattendo
grazie!
andrea
Mi preoccupano i miei genitori. Soprattutto mio padre. Per me è sempre stato un grande. Da giovane era un po’ “spirito libero”. Ma ha fato bene secondo me, ha fato le scelte magari non condivise dai parenti ma ha vissuto bene. Ha abbandonato la università (un veterinario in meno
Mio padre da quel momento cambia. Ha molato calcio, amici, lavoro, dal impiegato si è messo fare l’operaio, spiegandomi, quando ero più grande, che si sentiva morire dietro la scrivania, che aveva bisogno di un lavoro manuale. Ha conosciuto la mia mamma che ha 12 anni meno di lui e subito dopo 3 mesi si sono sposati. Dopo un anno sono nata io e dopo altri tre la mia sorella. Mio padre con l’aiuto del nonno materno ha iniziato costruire la nostra casa. L’hanno fata veramente con le loro mani. ‘E diventato talmente bravo, che come secondo lavoro faceva falegname, soprattutto costruiva i tetti in legno.
Nonostante un po’ più grande rispetto ai padri dei miei compagni della scuola, dimostrava sempre 10 anni in meno. Insieme con la mamma ci portava sciare, facevamo tante gite in montagna, abbiamo girato tutto il mio paese, qualche vacanza al estero. Non ci hanno viziato, anzi
Ho sempre ammirato i miei genitori. Sicuramente hanno avuto qualche problema fra di loro, ma noi figlie non ci siamo mai accorte di niente. Erano intelligenti, e se dovevano discutere non lo facevano mai in nostra presenza.
Verso 50 anni ha cominciato cambiare. Ha cominciato dire, che sicuramente muore al età del suo padre, ha cominciato contare quanto gli rimane. L’”età critica” ha superato da molto, però non è più lui. Sta diventando sempre più chiuso, nervoso, tirchio, sofferente verso gli altri. La situazione non è migliorata ne anche dopo che si sono trasferiti nella casa nuova vicino loro parenti ( io vivo qui in Italia , mia sorella a 360 km da loro), ne anche dopo la nascita della prima nipotina. Anzi è peggiorata da 2 anni ,da quando mia mamma ha smesso insegnare ed è andata in pensione. Ultimo anno vivono praticamente da separati. Quando la mia mamma non c’e l’ha fa più, scappa da mia sorella. A lui, sembra, che cosi va più che bene. Esce, si fa le passeggiate, va trovare le sorelle…
Se c’e la mamma, si chiude in casa . A me questa situazione mi fa impazzire. Ma com’è possibile? Loro matrimonio è stato per me un esempio, sono riusciti andare d’accordo per quasi 35 anni, perché adesso si comportano cosi? Ma perché non lo vogliono capire, se non parlano fra di loro in maniera civile, non si risolve niente? Poi tutte le loro discussioni per motivi futili.
Non so come aiutargli. Voglio bene a tutti due, non mi voglio schierare ne con uno, ne con altro. La mamma è stata sempre una donna attiva e un po’ rompina, ma ci ridevamo sopra, che è la malattia del mestiere…. è per mio padre che sono preoccupata.
Stavo pensando di fargli venire per un periodo da me – insieme, la sua risposta ok, vengo ma senza la tua madre. Non mi piace come la soluzione, volevo che venivano insieme, sperando che magari si sciolgono un po’. Mio marito mi consiglia di invitarlo adesso da solo, cercargli di parlare e poi magari in autunno fargli venire insieme. Sto valutando anche quest’idea, però non so cosa dire, come farsi capire da lui, ho paura di ferirlo. Come dovrei comportarmi con la persona di 75 anni, che secondo me è depressa? Parlargli o lasciarlo tranquillo, sperando che ritrova la serenità? Quanti dubbi!!!
Scusate se mi sono allungata…. e per errori…io e grammatica italiana stiamo ancora combattendo
grazie!
andrea