Credo facciate un po' di confusione con il decreto in oggetto,vale a dire appunto il DM N.443 DEL 90,e nello specifico quando cita le disposizioni inerenti gli addolcitori a scambio ionico:
Addolcitori a scambio ionico.
1)Dispositivo per la rigenerazione automatica, (almeno ogni 4 giorni);
2)sistema automatico di autodisinfezione durante la rigenerazione o di postdisinfezione
continua;
3)se i sistemi di autodisinfezione od post-disinfezione non usano il cloro o i suoi
composti o lampade a raggi U.V., il sistema dovrà essere approvato dal
Ministero della sanità;
4)sistema di miscelazione dell'acqua originaria con quella trattata al fine di
mantenere la durezza secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 236/1988, e il
contenuto in sodio non superiore il limite di 150 mg/l;
5)le resine e gli altri scambiatori di ioni devono rispondere alle prescrizioni
previste per i tipi utilizzati nel campo alimentare.
E' chiaro che viene fatta confusione al punto 4) tra ioni calcio e ioni sodio;la legge infatti impone un residuo nell'acqua in sodio pari appunto al valore di 150 mg/lt,mentre non impone limiti di durezza.
Se non ricordo male,un valore attorno ai 10/15 °f veniva consigliato piuttosto in un testo inerente l'argomento dall'Organizzazione Mondiale della Sanita'.
Personalmente,in presenza di tubature vecchie in ferro,sono solito regolare la durezza attorno ai 10 °F,mentre in presenza di costruzioni moderne,con tutte le tubature in multistrato(plastiche quindi) si puo' "tirare" fino ai 7/8 °f senza particolari ansie,anzi.
L'unica cosa che ricordo sempre agli utenti finali,cioe' chi poi ha l'addolcitore in casa,che piu' durezza andiamo ad eliminare,piu' sodio andra' ad esserci nell'acqua in uscita,per cui,se si beve l'acqua del rubinetto,attenzione a chi per questione fisiche,mediche etc deve seguire una dieta povera di sodio;diversamente,se non abbiamo di questi problemi,o non beviamo l'acqua del rubinetto,sicuramente l'addolcitore regolato in siffatta maniera da luogo ad evidenti miglioramenti e risparmi.
Ultima considerazione:la quantita' di sodio presente nell'acqua dopo l'addolcimento,non dipende dalla durezza in °f che abbiamo in uscita,ma dall'entita' dello scambio ionico delle resine;es.tariamo due addolcitori a 10 °f in uscita,ma in entrata in uno abbiamo un'acqua con durezza pari a 28 °f,nell'altro 40 °f.E' ovvio che dopo l'addolcimento,nonostante la stessa durezza in uscita,avremo una concentrazione di sodio piu' alta nel secondo caso.
Se si volesse assumere l'acqua addolcita ma senza assumere il sodio,la soluzione e' l'installazione di un'osmosina compatta,anch'essa tarata a dovere ed ovviamente a norma con il Dm,direttamente sotto il lavello della cucina;in questo modo andremo a ridurre la presenza di tutte le sostanze disciolte nell'acqua grazie al miscelatore interno,senza pero' renderla neutra o troppo povera di sostanze.
Restando a disposizione,porgo distinti saluti.
Celano Giuseppe
www.boschel.it