Negozi di arredamento

Comprare mobili per la casa è un passo impegnativo. L’arredamento dei nostri interni ci accompagnerà nel tempo prezioso che trascorriamo in casa. Ogni pezzo di arredo deve rispondere al nostro gusto ma anche garantire il comfort e la funzionalità necessari. Non è dunque semplice orientarsi nella scelta dei mobili e dei complementi di arredo, innanzitutto perché un’offerta così ampia come quella in commercio, se da una parte consente una grande scelta e si traduce in un ventaglio di soluzioni molto variegato, dall’altra può diventare motivo di confusione e indecisione. E poi si consideri che l’arredamento ha un indissolubile legame con la “casa” e con i luoghi in cui si vive da soli o con la propria famiglia, quindi è alto il contenuto emozionale che di conseguenza diventa una variabile fondamentale. Procedendo per gradi e in modo “strategico”, ... continua

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      prosegui ... , tuttavia, la strada diventa subito in discesa.

      Il primo passo consiste nella definizione del budget disponibile: soltanto stabilendo con esattezza la cifra che si può spendere è possibile individuare i negozi abbordabili ed escludere subito quelli che sono fuori dalla propria portata da un punto di vista economico. Puntate, in ogni caso, sui negozi di arredamento qualificati. Nei migliori punti vendita, a prescindere dalla fascia di mercato in cui si collocano, ci sono figure specifiche, professionisti che affiancano i clienti nella progettazione della casa e offrono anche la possibilità di sopralluoghi per prendere le misure di ogni ambiente e farsi un’idea più precisa del contesto in questione. Queste stesse persone sanno fornirci informazioni su come accedere alle agevolazioni fiscali, in primis il Bonus Mobili. I punti vendita di eccellenza offrono la consulenza di arredatori esperti e architetti, per giungere al risultato ottimale.

      Negozi di arredamento per la casa

      Arredare la propria casa significa creare un rifugio, un mondo privato, ma anche affrontare spese importanti. È una splendida occasione per liberare la propria creatività e concretizzare le proprie preferenze in termini estetici, tuttavia è fondamentale fare scelte che siano anche funzionali e pratiche e che tengano conto delle esigenze di tutti i componenti della famiglia. Rivolgendosi al negozio giusto si ha la possibilità di passare in rassegna i mobili e i complementi di arredo disponibili e di andare ancora più a fondo, individuando i materiali più adatti, gli accostamenti cromatici più armoniosi, le combinazioni strutturali più efficaci. È un percorso bello ma anche impegnativo, nel quale diventa fondamentale il supporto di esperti. E gli esperti sono presenti in tutti i negozi di arredamento che siano davvero di qualità: tenetelo sempre a mente. Molto indicativo è inoltre lo showroom, che deve risultare sufficientemente ampio da ospitare numerosi elementi di arredo valorizzandoli in ogni dettaglio. Diffidate dai punti vendita che non prestano la necessaria attenzione all’esposizione dei prodotti o che la organizzano in spazi angusti e trascurati.

      Un ruolo di primo piano, naturalmente, spetta ai brand trattati dai negozi stessi. La qualità è conosciuta e riconosciuta, quindi il suggerimento è quello di orientarsi verso marchi noti e affidabili. Le eccezioni non mancano, nel senso che aziende meno “famose”, magari giovani, possono offrire ottimi mobili; tuttavia il nome è spesso motivo di sicurezza, soprattutto se non si hanno particolare conoscenze relative al settore dell’arredamento. Come individuare i negozi di arredamento presenti nella propria città? Uno strumento prezioso ce lo fornisce il web: le attività commerciali di un certo livello si individuano con molta facilità tramite la Rete. In questa sezione troverete molte informazioni sui negozi di mobili, punti vendita di marchi operanti nel settore e rivenditori, con una serie di suggerimenti utili.

      Bonus Mobili

      Introdotto nel 2013, il Bonus mobili e arredi ha contribuito a far tornare in positivo il trend del mercato interno del mobile dopo anni di contrazione. Viene utilizzato ogni anno da circa 300mila persone.

      Ricordiamo che è possibile portare in detrazione sulla propria dichiarazione dei redditi fino al 50 per cento delle spese effettuate per l’acquisto di mobili destinati ad arredare l’unità immobiliare oggetto di lavori di ristrutturazione o le parti comuni del condominio fino a una spesa massima di 10.000 euro, rimborsabili in 10 rate annue di pari importo. Nell’importo delle spese detraibili si possono inserire anche quelle di trasporto e di montaggio. Per i mobili e gli elettrodomestici acquistati nel corso dell’anno, l’agevolazione può essere richiesta soltanto da chi ha realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato dal 1° gennaio dell’anno precendente. Tra i mobili, rientrano nell’agevolazione quelli che costituiscono un “necessario completamento dell’arredo” dell’immobile ristrutturato: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, i materassi e gli apparecchi di illuminazione. Non sono invece ammessi porte, pavimentazioni, tende, tendaggi o altri complementi di arredo. Il Bonus spetta anche per l’acquisto di grandi elettrodomestici con etichetta energetica di classe A+ o superiore (per i forni A o superiore). L’acquisto di grandi elettrodomestici senza etichetta energetica è agevolabile solo se per essi non è ancora previsto l’obbligo. Non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima degli acquisti degli immobili, ma questi ultimi devono essere pagati con bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito. Non bisogna, di contro, utilizzare contanti, assegni bancari o altri mezzi di pagamento. È obbligatorio conservare le fatture o lo scontrino del negozio di mobili che riporta il codice fiscale dell’acquirente, con la specifica della natura, della qualità e della quantità dei beni e dei servizi acquistati, e le ricevute di pagamento. Se lo scontrino o la fattura non riportano i dati del compratore, si può fruire del bonus soltanto nel caso in cui ci sia riconducibilità al contribuente titolare del bancomat in base alla corrispondenza con i dati della transazione (negoziante, importo, giorno di acquisto, ora).