Piscine fuori terra

La piscina fuori terra è una valida alternativa per tutti coloro che non possono permettersi una piscina interrata, per motivi di spazio e/o di budget. I costi sono sempre più accessibili e l’installazione richiede poco tempo; non sono necessari neanche interventi di scavo, occorre soltanto un livellamento del terreno in caso di pendenze. E’ però importante che la superficie in questione sia soleggiata, vicina a una presa d’acqua (per riempire la piscina) e a uno scarico (per svuotarla), nonché a una presa elettrica affinché il filtro possa essere collegato agevolmente. Si raccomanda inoltre di accertarsi che sotto il terreno non passino connessioni di gas, acqua o di elettricità. Per orientarsi meglio nell’acquisto è opportuno tenere presente che esistono 3 tipologie di piscina fuori terra: quelle autoportanti, quelle Frame e quelle rigide.

Le prime sono realizzate interamente in Pvc, hanno il bordo gonfiabile che funge anche da sostegno alla struttura, si montano e si smontano rapidamente. Risultano molto economiche e hanno costi di gestione decisamente più bassi rispetto alle altre. Alla fine della stagione estive bisogna però necessariamente smontarle in quanto temono le basse temperature. Le piscine Frame sono caratterizzate da una struttura in tubolari d’acciaio e non hanno alcuna parte gonfiabile, di conseguenza non si pone il problema di eventuali forature o danni similari. Rappresentano un convincente compromesso fra la solidità e il prezzo. Le piscine rigide, infine, sono le più apprezzate e richieste perché qualitativamente superiori. Hanno una struttura in acciaio, il rivestimento può essere invece realizzato con diversi materiali fra cui la resina, il metallo e il legno. Non occorre rimuoverle con l’arrivo dell’inverno poiché sono concepite per resistere alle basse temperature e all’azione degli agenti atmosferici. Se si effettua una corretta manutenzione, durano molti anni. Sono più costose rispetto alle piscine autoportanti e alle piscine Frame, ma in realtà il rapporto qualità-prezzo è il migliore. Le piscine fuori terra possono essere circolari, ovali, quadrate, rettangolari, ottagonali: non ci sono particolari limiti in tal senso. Per quanto concerne le dimensioni, la proposta sul mercato è ampia. E dalle dimensioni, così come dai materiali, dipende il prezzo. In linea di massima le piscine in Pvc costano dai 50 ai 5000 euro, per le piscine rigide la forbice va dai 250 ai 7000 euro circa (le più costose sono quelle rivestite in legno), mentre le Frame partono da 200 per arrivare più o meno a 6000 euro. Aggiungiamo però che anche gli utenti più esigenti, generalmente, non spendono più di 1400-1500 e si ritengono comunque soddisfatti.

I tempi di installazione sono ridotti: i modelli basic in Pvc richiedono dai 30 minuti alle 2 ore; per quelli più elaborati, più grandi e con la struttura in acciaio occorrono un paio di giorni. E la manutenzione? E’ semplice. Basta rimuovere quotidianamente (oppure un giorno sì e uno no) le particelle in sospensione quali insetti, foglie, petali, servendosi di un retino; una volta alla settimana è buona norma controllare e ripristinare il pH, pulire il sistema di filtraggio e trattare l’acqua con il cloro. Quando lo si ritiene opportuno, si spazzolino il fondale e le pareti della piscina e si rimuovano tutti i residui accumulati. Alla fine della stagione, come detto, è preferibile smontare sia le piscine autoportanti che le piscine Frame. Quelle rigide vanno invece pulite con cura e poi coperte con un apposito telo. Rapidità, comodità, versatilità e buona resistenza: tirando le somme, sono questi i principali vantaggi offerti dalle piscine fuori terra. Un altro di non poco conto è che non sono necessari particolari permessi per costruire, in quando si tratta di opere non fisse (contrariamente alle piscine interrate). Tuttavia non mancano le eccezioni, quindi si consiglia di informarsi presso l’ufficio tecnico del Comune competente.

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