Tappeti persiani

Quando parliamo di tappeti l’immaginario collettivo si tinge delle tinte forti, dei disegni orientali, delle lontane suggestioni dei classici quanto rinomati tappeti persiani. Questi sono dunque considerati i tappeti per antonomasia, prodotti artigianali che raccontano una lunga ed affascinante storia, che sanno arricchire con fascino e preziosità ogni ambiente domestico, non solo quelli più classici ed in stile tradizionale, ma anche quelli più moderni e di tendenza, dal mood più asciutto e minimale. Data la loro origine che si perde nella notte dei tempi e data la loro evoluzione nella manifattura e nei materiali, nelle lavorazioni e nei decori, ci sarebbe moltissimo da raccontare per conoscere a fondo questa speciale tipologia di complementi d’arredo; ma cerchiamo, in modo sintetico, di individuare i tratti salienti e le caratteristiche peculiari di questi tappeti orientali, ... continua

Articoli su : Tappeti


prosegui ... , in modo da poterci orientare nella vastissima scelta che il mercato propone.

Partiamo individuando il luogo geografico di origine di questi famosi tappeti annodati a mano. L’antica Persia è oggi chiamata Iran, un territorio in cui petrolio e minerali rappresentano, insieme alla manifattura ed alla commercializzazione dei tappeti, le fonti di reddito principali. I tappeti persiani si sono diffusi in occidente grazie alla via della seta che attraversava questa nazione mediorientale e grazie ai commerci internazionali che già secoli orsono permettevano di far conoscere nel vecchio continente i prodotti più pregiati e le merci più costose di provenienza esotica. Se il periodo di maggior splendore, da un punto di vista tecnico ed artistico, si ha nel sedicesimo secolo grazie alla spinta data dai regnanti del tempo, che avevano creato le tessitorie di corte per abbellire i propri palazzi con questi splendidi prodotti artigianali, occorre ricordare che la nascita del tappeto annodato manualmente risale a migliaia di anni fa, per esigenze puramente pratiche delle popolazioni nomadi asiatiche, che cercavano qualcosa di diverso e di più maneggevole della pelle animale per difendersi dal freddo.

Tornando ai giorni nostri possiamo dire che non esiste un unico tipo di tappeto persiano, ma ne esistono tanti, ognuno diverso per materia prima utilizzata, per decori e colori prevalenti. La principale distinzione viene fatta in base alla città di provenienza, alla regione geografica nella quale vengono prodotti, avremo ad esempio: i tappeti Kerman, Ghom, Hamadan, solo per citarne alcune tipologie. Più semplicemente, la classificazione dei tappeti persiani può essere fatta in base all’epoca di realizzazione, troveremo quindi tappeti antichi, vecchi, nuovi e moderni. Nelle produzioni odierne e dunque moderne si cerca l’attualizzazione dei disegni tradizionali, che vengono alleggeriti e reinterpretati in chiave 2.0, in un mix di tecniche antiche ed innovative. Colori più chiari e motivi più delicati ma anche prezzi più contenuti caratterizzano questi moderni tappeti orientali. Antichi sono invece quei manufatti più rari e preziosi confezionati sino all’inizio del ‘900, che presentano ancora preziose lane filate a mano e tinte con colori vegetali, parliamo di articoli i cui prezzi possono superare anche di molto i 5.000 euro. Altra distinzione viene fatta anche in base al disegno dominante che identifica il manufatto. Ecco qua che “srotoleremo” tappeti che evocano scene di caccia, altri che mostrano l’albero della vita e più conosciuti tappeti con medaglione centrale, impreziositi spesso ai bordi con un tripudio di fiori e decori. Non mancano poi quelli con disegno modulare, riprodotto a ritmo costante su tutta la superficie.

Fatte queste classificazioni, ora puntiamo sull’individuazione delle parti caratterizzanti i tappeti persiani e sulle materie prime utilizzate. Vello, ordito e trama compongono di norma un tappeto orientale confezionato a mano grazie al telaio, lo strumento alla base della produzione. Il vello è lo strato superficiale del tappeto, quello che calpestiamo e tocchiamo con le dita, caratterizzato da fili colorati che disegnano il motivo del tappeto. L’ordito è invece la base strutturale, fissato sul telaio per iniziare il lavoro. Su questo viene poi annodato il filato che compone il vello, mentre è la trama che dona stabilità al tappeto e compone lo strato intermedio tra filato superficiale ed ordito inferiore. In tema di materiali possiamo dire che lana, seta e cotone sono le tre principali materie prime impiegate per la tessitura dei tappeti. Queste fibre vegetali ed animali, comunque naturali, sono prodotte a kilometro zero, in quanto il territorio dell’Iran vanta allevamenti ovini, intrapresi soprattutto dai nomadi. La lana ricavata dalle pecore serve sia per il vello che per la trama e l’ordito. Anche il cotone è prodotto localment