Lampadari

Sono diversi per forme, colore, stili, arredano la nostra casa, caratterizzano angoli anonimi, sono dei complementi d'arredo davvero indispensabili per la nostra abitazione. Si tratta dei lampadari, veri alleati non solo per la definizione corretta dei punti luce, ma anche per regalare un tocco di personalità alla nostra abitazione. Naturalmente per ogni stanza andrà scelto un lampadario differente che si adatti al tono e alle esigenze dell'ambiente. Dovrà essere sospeso a un'altezza elevata, se la stanza in cui lo collochiamo è piccola, così da diffondere meglio la luce, al contrario dovrà essere posizionato ad un'altezza inferiore in corrispondenza, di un tavolo, o di un piano da lavoro così da ottenere un'illuminazione più puntuale. Soffusa dovrà essere invece la luce che il nostro lampadario emette in zona televisione: così da evitare il riflesso che sullo schermo della tv e non affaticare i nostri occhi. Funzionalità si diceva, ma anche estetica, bellezza: come sceglierlo? Cosa si adatta meglio alla nostra casa, all'ambiente in cui ci troviamo? Guardiamoci intorno, diamo un'occhiata ai mobili della nostra abitazione: se il suo look è moderno, comtemporaneo, la scelta del lampadario dovrà ricadere su un oggetto di design, dalla forma asimmetrica, a metà strada tra il complemento d'arredo e l'opera d'arte. Possiamo scegliere tra il rigore geometrico di quelli in metallo, in policarbonato, dalle forme scultoree, molto severi nella loro struttura, spigolosi, che filtrano una luce diretta e molto drastica, conferendo alla stanza un aspetto quai teatrale, drammatico, alle più rassicuranti sfere lattiginose, ce ne sono in tutte le dimensioni, dal tono altrettanto contemporaneo però più rassicurante. Spesso in vetro, ma più frequentemente in plastica, questo tipo di lampadario filtra una luce rassicurante e calda, che si diffonde in tutto l'ambiente. Ha quasi l'aspetto di una creatura marina antichissima, che galleggia mollemente, sospesa al centro della nostra stanza. Se abbiamo intenzione di stemperare, ammorbidire, il rigore dell'ambiente in cui andiamo a collocare il lampadario, possiamo decidere di interrompere tanta severità con un gesto shock: acquistiamo uno di quei lampadari pieni di pendenti, festoni e candelabri che strizzano l'occhio alle manifatture di murano, ma anche alla soffitta della nonna: ce ne sono di tanti e di tutti i prezzi. Completamente trasparenti, oppure monocromi, o, meglio ancora, multicolor, così da denunciare tutta la loro intenzione giocosa. Leggerissimi, spesso sono realizzati in una plastica che non vuole sembrare altro da sé, così da avere un incredibile effetto sorpresa: nulla c'è di meglio che declinare una forma retrò in un materiale sfacciatamente moderno, il nostro lampadario, anche il più barocco verrà sdrammatizzato in un attimo dalla leggerezza e dalla semplicità del pvc. Ma magari la nostra casa ha un tono più classico, più tradizionale, e allora la scelta del lampadario dovrà ricadere su un modello più sobrio. A meno di non dover illuminare un salone delle feste, evitiamo di aggiungere forme pompose, baroccheggianti ad un mobilio già impegnativo di per sé. Otterremo un non sempre felice effetto bomboniera. Possiamo conservare i materiali della tradizione: ottoni, bronzi, e se preferiamo anche la foggia del candelabro, ma scegliamo sempre linee pulite: evitiamo, nei limiti del possibile di acquistare un lampadario troppo ricco, il risultato finale non sarà armonioso. Più semplice, di solito, è la scelta per il lampadario della cucina: Per questa stanza la scelta del lampadario dovrà seguire una direttiva estetica, oltre che funzionale: la cucina è infatti la stanza dove più di tutte si producono e si addensano odori, fumi, e in poco meno di qualche mese il lampadario sarà ricoperto di una patina gialla e unta. Scegliamo dunque un modello che sia facilmente lavabile, senza troppe sfaccettature, né interstizi. Che fornisca molta luce -la cucina è la stanza nella quale passiamo più tempo- e che naturalmente si adatti allo stile della stanza. Di solito in cucina è molto presente la maiolica: andiamo da un artigiano ceramista, facciamoci realizzare un lampadario con lo stesso decoro del rivestimento che abbiamo scelto per le pareti o per il pavimento, o quanto meno con la stessa gamma cromatica. La cucina si colorerà di un tocco unico, personalizzato. Se preferiamo la tinta unita, scegliamo un plexiglass dalla forma molto semplice, lineare, che diffonda bene la luce e si pulisca facilmente con una spugnetta umida. Collochiamolo in alto, ma al centro del tavolo: illuminerà la stanza e al tempo stesso sarà diretto sulla zona pranzo.

 
 

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