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A Falmec il Red Dot Design Award

Uno straordinario riconoscimento che premia la scelta di considerare il design un fattore decisivo di competizione strategica. Falmec ha vinto il prestigioso Red Dot Design Award, il premio internazionale che ogni anno dal 1955, ad Essen, in Germania, porta alla ribalta i capolavori del design di tutto il mondo. Il premio costituisce uno dei riconoscimenti più accreditati nel campo del design e in passato è stato assegnato ad aziende come Apple, BMW, Philips, Guzzini, Pininfarina, Adidas, ecc.
cottura cappe

Falmec, cappa Rialto, particolare

Falmec, alla sua prima partecipazione, ha presentato due cappe della nuova collezione 2010: Prestige, disegnata da Emo design, e Rialto, firmata da Antoniazzi & Niolu design. Entrambe sono state insignite del Red Dot 2010 per la categoria Product Design - sezione Households and kitchens (kitchens appliances and machines).
 
La giuria ha preso complessivamente in esame ben 4.252 realizzazioni di 1.636 aziende, in rappresentanza di 57 paesi di tutto il mondo ed ha espresso valutazioni che hanno tenuto conto non solo della qualità progettuale e formale di ciascun prodotto, ma anche della sua reale efficienza, accertata tramite test funzionali.
Il premio verrà consegnato il 5 luglio 2010 durante una cerimonia solenne che si terrà nell’Aalto-Theater di Essen e le cappe Falmec, come tutti i prodotti premiati, saranno presentate in una speciale esposizione presso il Red Dot Museum di Zollverein (Essen) dal 6 luglio al 1 agosto 2010.
 
Abbiamo chiesto ai designer che hanno firmato le cappe premiate con il Red Dot Design Award 2010 di parlare delle loro concezioni teoriche e dei percorsi creativi che hanno portato alla progettazione di elettrodomestici che hanno il fascino di splendidi oggetti d’arredo.
cottura rialto

 Falmec, cappa Rialto

Vittore Niolu e Alessandro Antoniazzi per la cappa Rialto
D: Da quale idea nasce la cappa “Rialto” da voi disegnata?
R: A Venezia, a novembre, in un giorno di particolare luminosità e nitidezza, il gioco di riflessi nell’acqua a fianco del ponte di Rialto suggeriva forme e colori di una purezza unica e irripetibile… Il sogno e l’astrazione sono fondamentali nella ricerca dell’essenziale. L’emozione di quel momento ci ha fatto intuire una possibile strada da percorrere per rispondere alla richiesta dell’azienda, molto determinata nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie, che voleva trovare una simbiosi tra dimensione emozionale e contenuto innovativo.
La cappa “Rialto” gioca con l’abbinamento di materiali puri, come l’acciaio lucido e ossidato, e una forma rigorosa, ma non banalmente rigida. Il gioco dei riflessi rende partecipi della situazione e dell’ambiente vissuto allora, variabile al variare della luce e dei movimenti.
D: Qual è il ruolo del design per questo tipo di elettrodomestico?
R: La cappa “Rialto” rappresenta un elemento di distinzione e di grande personalità; aiuta a caratterizzare l’ambiente cucina e in una lettura di mercato che tende sempre più all’omologazione, sia nelle linee che nei frontali dei mobili, diventa sinonimo di tecnologia, di funzionalità, anche grazie ad un’estetica accattivante e originale.
Progettare un oggetto di uso quotidiano significa innanzitutto muoversi liberamente nella dimensione emozionale per poi confrontarsi nella ricerca dell’essenziale.
Dall’intuizione prendono forma immagini, idee eterogenee, fino all’espressione più compiuta delle forme.
Non ci si può limitare alla ricerca della perfezione di oggetti già noti o alla cura del dettaglio fine a se stessa. Proprio in questo vediamo il ruolo fondamentale della nostra ricerca: variare parametri dati per certi, percorrere sentieri diversi, stando sempre attenti alle mutazioni del gusto, degli stili di vita ed alla percezione del bello.
D: In che modo il design può contribuire a migliorare la funzionalità del prodotto?
R: La sensibilità crescente nei confronti del rispetto per l’ambiente, nei paesi sviluppati, è sicuramente uno dei temi sui quali il design opera sfruttando le competenze tecnologiche dell’azienda.
Ci piace pensare alla cappa come ad un elemento funzionale capace di determinare lo stile di un ambiente, non limitato al filtraggio dei vapori e degli odori. 
La cappa “Rialto” vuole essere un oggetto scultoreo in cui non compare il camino. La luce a neon evidenzia il distacco dalla parete, creando uno scenario di luce, anche in funzione dell’utilizzo del momento, con consumi ridotti di energia, grazie ai LED utilizzati per la luce di servizio. Anche il rumore del motore si riduce di circa l’80% rispetto ai sistemi tradizionali e quindi si è pensato di fornire come optional un sistema audio innovativo, dove l’acciaio in vibrazione diventa cassa armonica…
Questo è solo un esempio di come la nostra ricerca possa contribuire alla sensazione di benessere e alla eco-compatibilità degli ambienti domestici. 
È un percorso entusiasmante, che già ci porta verso nuovi sentieri, nuove idee e progetti, sempre pronti al confronto e all’applicazione di tecnologie d’avanguardia.
cottura prestige

 Falmec, cappa Prestige

Lukasz Bertoli, studio Emo design per la cappa Prestige
D: Da quale concetto nasce la cappa “Prestige” da lei disegnata?
R: In linea generale “Prestige” nasce come soluzione di prodotto capace di rappresentare i valori storici riconosciuti del brand Falmec. La perfezione costruttiva e l’efficacia assoluta della funzione d’aspirazione sono qualità tecniche, caratteristiche di prodotti altamente performanti e per questo con un indole fredda e tipicamente maschile. Attraverso l’utilizzo del vetro, innovativo in questo settore, “Prestige” si propone con un’allure decisamente femminile, senza però nascondere le caratteristiche funzionali del prodotto. 
D: Qual è il ruolo del design per questo tipo di elettrodomestico?
R: Il design non si confronta solo con la tipologia del prodotto, ma deve anche tenere in considerazione l’azienda che lo propone e il brand che la rappresenta. In questo settore, come in molti altri, il design deve portare a soluzioni compatibili con il sistema di valori dell’azienda e con il mercato di riferimento, evitando di competere con altri produttori. Le aziende non possono più puntare sull’inerzia del proprio business, ma devono proporsi e posizionarsi sul mercato in maniera chiara e riconoscibile. In questo modo si evita la concorrenza e si creano dei mercati “privati”, a cui solo un determinato brand può rispondere con i propri prodotti.
D: In che modo il design può contribuire a migliorare la funzionalità del prodotto?
R: In molti modi. Attraverso il design è possibile, per esempio, migliorare la percezione qualitativa del prodotto. Il pulsante di una cappa che quando lo si preme fa un rumore secco e metallico è percepito diversamente da un pulsante che fa un suono morbido. La stessa cosa succede con le portiere delle automobili, dove le guarnizioni vengono studiate per mesi in modo da ottenere un feedback di chiusura altamente solido e dal feeling protettivo. L’interazione con il prodotto è un altro aspetto su cui il design può intervenire. Il rapporto con il prodotto può essere progettato in maniera innovativa, assecondando azioni d’utilizzo maggiormente intuitive e naturali. Anche la capacità di stimolare un’emozione è una funzione del design. In campo automobilistico questo è molto chiaro. Alcuni brand si proiettano verso l’innovazione avveniristica, altri alla sportività ed altri ancora al conservatorismo. In questo modo vengono “funzionalmente” assecondate le emozioni di gruppi di mercato diversificati tra loro. 
  Falmec
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