Arredo etnico

A Naviglio Martesana a Milano crocevia di cultura e artiginato

"...Immagina una grande nave che segue la sua rotta, scivolando sul grande silenzio dell'oceano, una nave da trasporto, un cargo. A bordo né feste né ponti di prima classe, i computers seguono la rotta, gli uomini dell'equipaggio si alternano nei turni, scambiandosi poche parole. Nel porto grandi gru attendono i containers carichi di imballi, odori, storie, merci da sdoganare ed avviare, ciascuna verso la sua destinazione. Giorno e notte migliaia di navi solcano il grande mare, cariche di uomini e cose, di affari e di sogni". Queste sono le parole con cui HighTech-Cargo descrive il nuovissimo concept sviluppato per importare e distribuire in Italia pezzi di arredo etnico provenienti da tutto il mondo. Sul Naviglio Martesana a Milano, all'interno della ex fabbrica dell'Ovomaltina, la cui struttura originaria si è mantenuta intatta, sono raggruppati per luogo di provenienza armadi, tavoli, divani, tappeti, sedie, pouf. Una superficie di 11.000 mq, in cui piante esotiche aiutano il pubblico ad orientarsi tra i Paesi di provenienza della merce: India, Cina, Indonesia, Filippine, Marocco, Messico, Cina, questi sono i luoghi dai quali ogni giorno giungono nei locali di Cargo, container contenenti mobili coloniali, antichità varie, oggetti rustico-folk.

Grazie ai passaggi diretti i pezzi sono proposti a prezzi ridotti almeno del 30 per cento rispetto a negozi o antiquari, mentre un aggiornatissimo sito internet consente di controllare i nuovi arrivi da casa e prenotare gli oggetti di interesse. La fusione dello stile orientale cinese con gli oggetti di uso quotidiano del mondo occidentale rendono suggestivo ogni ambiente. Look minimalista e durezza del teak si uniscono nel tavolo Opium per dare vita a quello che si può definire un modernismo etnico. La sua forma particolare è tipica delle tradizioni indonesiana e thailandese, che vedono gli oggetti di arredo come elementi che devono avvicinarsi il più possibile alle forme del mondo naturale.

Grazie ai passaggi diretti i pezzi sono proposti a prezzi ridotti almeno del 30 per cento rispetto a negozi o antiquari, mentre un aggiornatissimo sito internet consente di controllare i nuovi arrivi da casa e prenotare gli oggetti di interesse.

tavolo oppio intarsiato


Un arredamento fusion per confini domestici allargati

bacile africano Racchiudono i segreti di terre lontane, sono il frutto di lavorazioni artigianali, sono originali e capaci di ricreare atmosfere calde e solari in qualsiasi ambiente, dal classico all'ultramoderno. L'arredo etnico ha origine da una contaminazione di stili e culture. Se anni fa il mercato dell'etnico si rivolgeva soprattutto ad un pubblico medio-alto di intenditori appassionati di viaggi, col tempo ha conquistato un numero sempre maggiore di consumatori, che amano arredare interi locali "in stile" o dare un tocco esotico ad un ambiente ricorrendo ad un pezzo d'importazione, grazie anche ai costi abbastanza contenuti di tali arredi. Il carattere distintivo dello stile etnico risiede nel suo aspetto primordiale, che nulla toglie però alla cura delle lavorazioni, soprattutto nei mobili provenienti dalla Cina e dall'India. La casa minimalista ha ceduto il passo ad un nuovo concetto di habitat, la cosiddetta fusion, che ama accostare oggetti e stili differenti, all'insegna di una libertà pluralista. Ognuno può scegliere seguendo il proprio istinto e la propria personalità, mescolando con gusto i segnali di differenti culture, dalle regole dell'abitare sano dettate dal Feng Shui ai colori caldi e speziati delle stoffe indiane, alle lucide lacche cinesi, agli oggetti tribali africani. Il microcosmo domestico abbatte confini culturali e geografici, per ripercorrere le tappe di un viaggio, per esprimere il nostro spirito nomade e la nostra curiosità, per indagare i segreti di materiali e lavorazioni di genti lontane.

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Sculture senegalesi di Croce del Sud: mistero, forza e colori caldi

arredo etnico Nel suo showroom di Imola, Croce del Sud distribuisce pezzi d'arredo etnico provenienti da tutto il mondo: complementi cinesi in legni pregiati, ceramica giapponese, seta tailandese, argento messicano, oli essenziali e prodotti da bagno francesi, artigianato africano, mobili indonesiani e mobili d'antiquariato cinese. E ancora accessori d'arredo, quali tavoli e panche in legni pregiati come la canfora e l'olmo, per poter personalizzare ancor più intensamente le ambientazioni domestiche. Tra le proposte una serie di oggetti africani, che racchiudono il mistero, la forza e i profumi di un continente unico e senza mezze misure. La morbidezza delle linee nelle sculture dal Senegal realizzate in solidissimo teak, l'aspetto ruvido e spigoloso dei diffusori di delicati aromi, i colori caldi dei bogolan di Malé tinti con l'argilla, per immaginare o ricordare un mondo che rispecchia la parte più istintiva nascosta in noi. La storia del mobile cinese è segnata da un graduale sviluppo, dato che fino al 500, le attività quotidiane erano svolte inginocchiati o seduti a gambe incrociate su piattaforme basse dette kang che, ricoperte da materassi e cuscini, fungevano anche da giacigli per la notte. Lungo i bordi dei kang venivano collocati poi tavolini, bauli e mobili bassi con ripiani o cassetti.


Arredo etnico: L' ambientazione orientale di Gierredue Arredamenti

ambientazione orientale La maggior parte dei pezzi cinesi inclusi nel catalogo di Gierredue Arredamenti risalgono al periodo particolarmente fiorente della dinastia Qing, che nella seconda metà del 1600 condusse la Cina verso nuove dinamiche culturali, favorendo nel Paese la crescente richiesta di case ed arredi adeguati al nuovo status socio-culturale della popolazione. A differenza dell'elite dominante, i cui gusti avevano regnato per secoli sul design cinese, questi nuovi consumatori si svincolarono dalle regole imperiali riguardanti il mobilio, iniziando ad apprezzare prodotti raffinati ed eleganti. I pezzi di arredo etnico distribuiti da Gierredue sono estrosi e puntano su una gamma cromatica che spazia dal rosso, al nero, al borgogna al porpora, con motivi che ritraggono scene di vita e paesaggi locali, come testimonia il baule proveniente dall'Est della Cina e realizzato in catalpa, un tipo di legno utilizzato dagli ebanisti del periodo classico soltanto per le parti nascoste dei mobili, ma poi diffusosi nei mobili d'uso quotidiano e in quelli da laccare.

Ha scelto come logo una bussola con un ago puntato verso Est Roberto Cornacchia, che sotto il marchio Orientami importa e distribuisce in Italia pezzi d'arte, d'antiquariato e di artigianato artistico da Cina, Tibet, Giappone, India e Africa Occidentale. Mobili ed oggetti inconsueti ed originali, come l'armadio nuziale verde in legno di jumu (olmo), proveniente da Shangdong, in Cina settentrionale, e risalente agli inizi del XX secolo, oppure la riproduzione di un'antica panca musicale a forma di lira, importata da Pechino, o ancora il baule cinese in legno di zhang (canfora), degli anni '30-'50, disponibile in varie misure.