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Impianto elettrico

Avere un impianto elettrico a regola d’arte è la condizione necessaria per un corretto funzionamento dell’abitazione. L’impianto deve essere eseguito solo da imprese iscritte alla Camera di Commercio. Nel caso di modifiche allo stesso, occorre rivolgersi a personale abilitato, in grado di rilasciarci a fine lavoro la Dichiarazione di conformità dell’impianto.

I componenti dell’impianto elettrico:

  • Quadro elettrico: si trova solitamente vicino all’ingresso di casa. Ha un interruttore generale e per lo meno due salvavita. Dai mq dell’abitazione dipenderanno il tipo di impianto e il numero di linee
  • 
Prese per l’attacco di elettrodomestici e apparecchiature che necessitano di corrente
  • 
Interruttori per accendere e spegnere le luci
Interruttori magnetotermici per prevenire i danni da sovracorrente

  • Sistema di messa a terra 


A seconda della superficie dell’abitazione, secondo contratto viene fornita una differente potenza si va da un minimo di 3 kW per superfici fino a 75 mq a un minimo di 6 kW per abitazioni di oltre 75 mq.

Impianto domotico

La domotica consente di rendere la vita in casa più smart e agevole, attraverso il controllo dei vari impianti domestici. Migliora la qualità della vita di persone che necessitano di assistenza, come anziani e disabili.
 La domotica consente di monitorare da remoto il funzionamento di climatizzazione, illuminazione, elettrodomestici, antifurto, videocitofoni, impianto di irrigazione, videocamere, tende, tapparelle in ogni momento ovunque ci troviamo attraverso i smartphone e tablet, così come di programmarne accensione e spegnimento. In casa un Un’apposita centralina elettronica gestisce in modo automatico e coordina molteplici sistemi: questo ha portato l’American Association of housebuilders nel 1984 a coniare il termine di casa intelligente. Da quando le normative vigenti hanno resa obbligatoria la "Certificazione energetica", la Domotica si è ulteriormente sviluppata.

Impianto fotovoltaico

I pannelli fotovoltaici sono in grado di catturare l'energia radiante proveniente dal sole, grazie al semiconduttore, generalmente in silicio, contenuto al suo interno; questa energia viene poi trasformata in energia elettrica a polarità alternata.
pronta per l'uso. L'energia elettrica prodotta, con qualsiasi processo tecnologico, ha il grosso svantaggio di non poter essere immagazzinata in grandi quantità, e di questo risente la rete distributiva e, in ultima battuta, l'utente finale, nei momenti in cui la richiesta è maggiore come, ad esempio, in estate a causa dei tantissimi climatizzatori contemporaneamente in funzione; di contro questo spiega l'applicazione delle tariffe orarie, che hanno lo scopo di incentivare la richiesta di energia nelle ore meno "probabili".

Il pannello fotovoltaico non sfugge a queste regole ma consente, nel caso di un impianto connesso alla rete elettrica distributiva, di rivendere l'energia prodotta in eccesso, ammortizzando così i costi iniziali. Che l'impianto fotovoltaico lo si voglia connesso alla rete elettrica, oppure stand-alone (isolato), occorre fare alcune considerazioni di carattere logistico e pratico, prima di procedere con l'istallazione.

L'impianto stand-alone è indicato per tutte quelle situazioni in cui la rete non può arrivare a garantire la fornitura di energia elettrica; zone impervie, come rifugi montani, o unità abitative mobili, paesi ancora in via di sviluppo, dove l'energia elettrica da impianto fotovoltaico potrebbe permettere un salto in avanti di moltissimi anni, ecc...

Per tutte le altre situazioni, già servite dalla rete elettrica, l'installazione di moduli fotovoltaici rappresenta una soluzione ecologica in grado di pagarsi da sé. Sono però necessari un terreno o un tetto in cui posizionare i moduli, orientandoli verso sud, in modo da catturare tutta l'energia radiante disponibile che, ricordiamo, giunge ai pannelli anche in caso di copertura nuvolosa. Dato che il ricorso al fotovoltaico rappresenta una scelta ecosostenibile, è fondamentale non deturpare l'ambiente con istallazioni esagerate e in grado, da sole, di trasformare un panorama, ovviamente in peggio. Il migliore approccio in questi casi è quello che tiene conto della richiesta di energia necessaria, sommando la giusta produzione per far sì che l'impianto venga ammortizzato nelle tempistiche corrette.

Il decreto ministeriale 28 luglio 2005 e la delibera 188/05 dell'Autorità per l'Energia, regolano il mercato relativo alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici privati, determinando al contempo il prezzo per ogni kWh prodotto. Il prezzo erogato dipende dalla potenzialità dell'impianto, e viene garantito per i vent'anni successivi alla stipula del contratto secondo il seguente schema:

  • impianti di potenza da 1 a 20 kW 0,436 €/kWh
  • impianti di potenza da 20 kW a 50 kW 0,451 €/kWh
  • impianti di potenza da 50 kW a 1.000 kW (soglia limite di produzione privata) 0,480 €/kW

Per quanto riguarda gli impianti di potenza nominale entro i 20 kW è necessario fare un pò di calcoli, perché il decreto ministeriale prevede che, in questi casi, la contabilizzazione riguardi tutta l'energia prodotta, che quindi sarà rivenduta al proprietario dell'impianto fotovoltaico con una tariffa scontata di circa 0.165 € per ogni kWh.

La taglia migliore dell'impianto è sicuramente quella che sta tra i 20 e i 50 kW, in quanto permette di consumare "in proprio" l'energia prodotta e vendere l'eccedenza alle tariffe riportate sopra.

Di scala quasi industriale, e quindi soggetti a regole di appalto, gli impianti da 50 a 1000 kW, dove comunque il produttore ha facoltà di proporre il prezzo dell'energia, senza superare il limite massimo di 0.490 €/kWh.