Antifurto in casa: guida alla scelta

Quale antifurto mettere in casa

I furti nelle abitazioni, in Italia, negli ultimi anni sono diminuiti ma il numero resta elevato. Ci troviamo dinanzi a un vero e proprio allarme sociale, che ha spinto e spinge alcuni cittadini di acquistare addirittura armi da fuoco. È possibile, però, proteggere la propria casa in modi diversi: dotandola di porte blindate e finestre antieffrazione. E di un buon antifurto che scoraggi spiacevoli intrusioni. Al momento della scelta bisogna valutare in primis le dimensioni e la tipologia dell’abitazione, la sua struttura (ovvero il numero di ambienti che la compongono), la facilità d’uso e di installazione dell’impianto nonché le sue caratteristiche tecnologiche. Sempre più diffusi e richiesti sono i sistemi di allarme che si possono gestire tramite il proprio cellulare e anche da remoto.

In foto l’antifurto Zeno di Urmet. È bidirezionale: i dispositivi che lo compongono, cioè, dialogano costantemente con la centrale. È dotato di video verifica e si gestisce da remoto tramite smartphone e tramite l’apposita App gratuita scaricabile dagli store Google Play (per Android) e App Store (per iOS). La programmazione risulta estremamente semplice grazie al riconoscimento automatico delle periferiche da parte della centrale: è sufficiente premere un pulsante sul dispositivo da acquisire. La connettività figura fra i punti di forza di Zeno e consiste in invio di allarme vocale, invio di Sms, invio di immagini, di mail, di protocolli numerici. Segnaliamo anche la funzione Anti Jamming, ovvero la rilevazione di interferenze in radiofrequenza.

Quale antifurto mettere in casa


Antifurto casa senza fili

Antifurto casa senza fili Gli antifurti per la casa si dividono in due macro categoria: quelli con i fili e quelli senza. I primi, nella maggior parte dei casi, devono essere montati da un tecnico esperto e richiedono non solo interventi murari ma anche la formazione di tracce: se il prezzo iniziale risulta inferiore rispetto ai wireless, perciò, rischia comunque di lievitare a causa di quanto appena detto. Per quanto riguarda appunto gli antifurti senza fili, invece, risultano molto comodi e anche versatili: in caso di trasloco, per esempio, possono essere smontati e rimontati nella nuova casa senza particolari difficoltà. E a proposito di installazione, nella maggior parte dei casi non è necessario rivolgersi a un esperto ma basta seguire le istruzioni (il che si traduce in un risparmio). Si consiglia di acquistare un modello dotato di Anti Jamming e a doppia o tripla frequenza; ricordando che si tratta di apparecchi basati sulla comunicazione via radio tra sensori e centralina, si ribadisce che l’Anti Jamming impedisce la dispersione del segnale, mentre la doppia o tripla frequenza gli permette di viaggiare su quelle che non siano state prese di mira.

In foto Lynx di Daitem, gamma di antifurti wireless che possono essere gestiti tramite l’apposita App. La trasmissione radio fra i dispositivi avviene su due bande contemporanee per assicurare massima sicurezza ed efficacia; il segnale viene ricevuto anche nel caso in cui una delle bande si oscuri. Se una delle due frequenze viene disturbata, l’altra garantisce la trasmissione delle informazioni. I tentativi di effrazione vengono rilevati in pochi secondi e segnalati tramite un allarme. Lynx è alimentato tramite comuni batterie alcaline.


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Come montare un antifurto in casa

Come montare un antifurto in casa Come si diceva, l’installazione di un antifurto filare richiede l’intervento di un tecnico, mentre per un antifurto wifi si può precedere anche in modo autonomo. Montare, gestire e configurare questi apparecchi iper tecnologici è facile e si tenga presente che non pochi vengono preconfigurati in fase di produzione, di conseguenza l’utente finale deve fare ben poco. Importante, piuttosto, è collocare gli elementi che compongono un kit nei punti giusti della casa, in modo da creare una vera e propria rete di sicurezza.

In foto Home Alarm di Somfy, un sistema che rileva eventuali tentativi di effrazione e fa scattare l’allarme ancor prima che l’estraneo si intrufoli in casa: tutto merito dei sensori per vibrazioni IntelliTAG, che avvisano tramite sirena locale e anche inviando notifiche sullo smarphone. Grazie ai badge, inoltre, questo antifurto riconosce gli utilizzatori e si disattiva automaticamente al loro ritorno. Somfy Home Alarm permette di invitare le persone fidate per sorvegliare gli ambienti domestici.


Antifurto in casa: guida alla scelta: Antifurto per le casa: detrazioni

Antifurto per le casa: detrazioni L’installazione di un antifurto rientra nelle misure finalizzate “a prevenire – si legge in un opuscolo delle Agenzie delle Entrate - il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi”. E per le suddette misure è possibile usufruire delle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie, ovvero di una detrazione dall’Irpef pari al 50 per cento delle spese sostenute. I beneficiari non sono soltanto i proprietari degli immobili o i titolari di diritti reali sugli immobili, ma anche gli inquilini e i comodatari. Bisogna però eseguire il pagamento tramite bonifico bancario o postale e presentare le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate.

In foto il kit Home Lock di Faac, un antifurto wireless che non richiede alcun collegamento via cavo. È preconfigurato nonché dotato di batterie di backup che assicurano un regolare funzionamento anche in caso di blackout e sbalzi di corrente. Dopo averlo comprato, basta mettere i vari elementi nei posti indicati sul manuale. Essendo un sistema modulare, Lock può essere arricchito di componenti e funzionalità anche a installazione già avvenuta. È disponibile sia in versione GSM che in versione analogica. La trasmissione radio viene criptata per garantire la massima sicurezza e il comunicatore telefonico (analogico o GSM in base al kit scelto) rende possibile il controllo da remoto: se un malintenzionato entra in casa, quindi, scatta l’allarme e tutti i numeri memorizzati ricevono una chiamata.