#67
da janis70
Di nuovo x chiarire qualcosa a qualcuno su una materia dove, anche cercando, trovi scarse risposte quasi "omertose".
Il famoso 1967 non fa da discriminante x la regolarità urbanistica, che DEVE esistere x qualunque immobile, ma semplicemente è stato uno spartiacque introdotto DOPO, dalla prima legge sul condono del 1985: siccome in quella legge si dava anche un termine entro il quale gli immobili costruiti in assenza o difformità rispetto alla concessione edilizia (cioè abusivi, cosa diversa dall'essere inabitabili) andavano abbattuti, si doveva per forza fissare un termine all'indietro del quale tali difformità potevano essere controllate. Quindi, per poter effettuare (eventualmente) tali controlli di conformità rispetto alla concessione edilizia, è stato stabilito di allegare agli atti di compravendita la concessione edilizia stessa, o citarne il numero: per immobili finiti di costruire prima del 01/09/1967, però, basta che il venditore dichiari nell'atto che sono antecedenti, e non è obbligato né ad allegare né a citare la concessione edilizia (che pure in molti casi esiste, perché mi pare sia stata introdotta con la Legge Edilizia del 1942). Questo nella maniera più assoluta non autorizza ad abitare un immobile privo di abitabilità, che è data per la maggior parte dalle norme igienico-sanitarie (altezza dei soffitti, dimensioni delle singole stanze, areazione e luminosità delle stanze, dotazione di servizi igienici, ecc ecc, stabiliti prima dalle Istruzioni Ministeriali del 1896, poi ribaditi nel R.D. del 1934 e modificati dal DM Bindi di Luglio 1975).
Per immobili molto vecchi, le possibilità sono diverse: se il certificato fu rilasciato all'epoca (e, se anche perso il cartaceo, questo è verificabile presso la Gestione Edilizia - Ufficio Tecnico del Comune di appartenenza) resta valido (quindi nel caso di Peppe...secondo me non aveva nessun diritto la banca di chiederti un altro certificato aggiornato: non è mica uno stato di famiglia, che va aggiornato al momento di quando ti serve: è stato chiesto all'epoca, come era giusto che fosse, è stato dato: BASTA!), e anzi l'abitabilità non deve essere nuovamente chiesta perché già esiste (così mi disse un geometra dell'UFficio Tecnico riguardo alla casa che ho poi comprato invece del "tugurio" col soffitto basso...questa è stata terminata nel 1968 e viene appunto citato nell'atto di provenienza il certificato di abitabilità, concesso nel 1968: tanto basta); se non fu mai chiesto e quindi mai rilasciato, chiedendolo oggi si deve sottostare a normative divenute più restrittive, inclusa la faccenda dell'antibagno, e ci si trova in pratica a dover rispettare parametri moderni su case costruite con concezione spesso rurale o quasi, quindi si possono rendere necessarie delle modifiche; se infine non solo il certificato non fu mai chiesto e rilasciato ma mancano anche alcuni dei requisiti essenziali per la concessione, allora è un bel problema. Il che non impedisce che (soprattutto nelle grandi città, a quanto ne so) esistano molti immobili in queste condizioni, che molta gente ci viva senza neanche conoscere il problema, le compri e le venda come niente fosse: probabilmente controlli su questo tipo di immobili così vecchi (spesso ex-case popolari) non vengono mai fatti, e se anche venissero fatti ci sarebbe un "sollevamento" di massa, magari con interventi comunali ad hoc x sanare il tutto. Se però uno non ha voglia di cercarsi rogne, soprattutto nel caso in cui sa di dover rivendere anche abbastanza presto la casa, di solito evita di cacciarsi in questi impicci. Chiaramente, l'assenza di abitabilità come diceva Rananera è tanto più grave quanto più è recente l'immobile...
Ed è clamoroso che un agente immobiliare dica che l'abitabilità va richiesta da tutti i condomini insieme...non sanno davvero più cosa inventarsi! sapete qual è il vero problema? per vendere case in Italia basta anche essere un semplice "mediatore d'affari". Competenza richiesta in campo immobiliare: ZERO. Responsabilità: PURE.