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da maestro
Con tutto il rispetto per l'intervento comunque esaustivo di dammispazio penso che nel nostro settore la qualifica accademica conti veramente poco anche perchè non c'è un percorso di studi per arredatori che sia all'altezza della professionalità richiesta.
Le scuole professionali d'arredamento (medie superiori) offrono una formazione di livello bassissimo; le facoltà di architettura, disegno industriale e così via offrono un livello più alto ma talmente avulso dalle realtà commerciali da risultare comunque tendenzialmente inutile.
Sicuramente importanti le competenze di base come la cultura generale, la dialettica, la capacità relazionale, competenze di disegno a mano e su Pc, la lingua inglese, la voglia di imparare...l'esperienza verrà con il tempo.
Ma la cosa più importante di tutte è quella che io chiamo "amore per il particolare"...ho scoperto poi che l'ing. Caprotti di Esselunga usa per lo stesso concetto la definizione di "furia per il dettaglio".
http://arredamentidiotti.blogarredamento.com