A mio personalissimo parere, l'abissale differenza tra Valcucine e un buon marchio medio/medio-alto la si riscontra quando si entra nell'alto di gamma di Valcucine, ossìa in un'esecuzione, ad esempio, con basi vitrum, pensili aerius, ecc. Poi, certamente, anche l' "entry-level" ha delle differenze qualitative, ma tutto sommato contenute e specifiche su taluni aspetti.
In questo senso determinate, per la scelta, è soprattutto il "feeling" immediato che si ha con una cucina piuttosto che con un'altra. Sulla longevità ho qualche dubbio, nel senso che i miei hanno una cucina "media" (ben costruita) da ormai 15 anni (tra l'altro non ha ammortizzatori o altri dispositivi oggi disponibili su tutte le cucine), mia madre passa il 50% del suo tempo tra i fornelli e non si può dire che tratti la cucina come uno showroom di cristalli ... eppure tutto è ancora lì in perfetta forma. Certo non sembra uscita dalla fabbrica, ma vorrei ben vedere quale cucina sembra nuova dopo 15 anni di utilizzo intensivo.
Per cui, sia che si tratti di Snaidero o di Valcucine, l'invecchiamento è inevitabile, l'usura pure ed entrambe, secondo me, reggono l'uso quotidiano per molti anni senza cadere a pezzi ... con qualche punto, forse, a favore di Valcucine rispetto a Snaidero, ma senza eccessive e strabilianti differenze. Parlo ovviamente di Valcucine "entry-level".
Comunque, se mi si permette l'OT, direi che mai come in questi ultimi anni, la scelta della cucina sembra seguire la logica "automobilistica" piuttosto che quella d'arredamento. Sarà per il valore aggiunto tecnologico, sarà per il prestigio e l'immagine che certi marchi riescono a veicolare, ma mi pare che, così come è "fico" avere, che ne so, una BMW X6 full-optional in garage, allo stesso modo è "fico" sapere di possedere una cucina firmata e superlativa in casa. Vale per la cucina, prima ancora che per il soggiorno o la camera da letto.
Mi sembra che spesso gli argomenti di supporto per la scelta di una cucina esulino un po' dall'effettivo uso che se ne fa o da quanto questa sia effettivamente chiamata a svolgere. Sono interessantissimi gli aspetti tecnici sollevati in questo forum, ma talvolta mi chiedo se tutte quelle finezze tecniche/tecnologiche siano di fatto un argomento sostanziale o se non siano uno sfizio che ci si toglie per il solo gusto di possedere un oggetto di "pregevole fattura". In questo senso mi viene in mente il mondo automobilistico e i suoi fan, dove l'auto assume valori e significati che vanno ben oltre l'effettivo uso che se ne fa. Certo, è bello sapere che le cuciture dei sedili sono fatte a mano, che il blocco motore è in una superlega leggera, che il pistoncino del tappo del carburante è cromato o che la servochiusura della portiera è impercettibile ... ma sono questi gli argomenti forti di fronte alla pure esigenza di mobilità? Direi di no. Talvolta ci facciamo convincere a prendere degli optional che poi usiamo 3 o 4 volte sull'arco della vita del veicolo (spesso all'inizio, per impressionare i nostri passeggeri

). Ecco, la cucina, a parer mio, segue un po' questa logica talvolta. Dettagli che, per carità, fanno anche la differenza, ma che sostanzialmente non elevano o migliorano il normale utilizzo di una cucina - o la sua longevità (a meno che non si chieda alla cucina di essere più longeva della casa stessa

). Il fatto è che, una volta passata l'euforia e il compiacimento della supercerniera rallentata, dell'anta strarifinita, del cyberforno che dice "Goodevening" e del miscelatore elettronico a LED, rimane un investimento destinato comunque a perdere valore (come l'auto) e il cui uso, alla fine, si riduce a preparare le solite pietanze quotidiane.
Non è un giudizio negativo il mio, intendiamoci. Perché in fondo la cucina non dovrebbe far parte degli "acquisti emozionali"? Basta rendersene conto fino in fondo, quando si effettua la scelta.
PS: questo OT
non era riferito a torojack ... tanto per chiarire

Era solo una considerazione generale.
bye a tutti!