Preciso meglio.
Il noname si fa' in due. Produttore e rivenditore. Chi racconta che se le fa' costruire (le cucine o altro), chi dice vengono prodotte su licenza, chi dice che le disegna....insomma anche qua' una vera giungla, anche se legalmente si puo stipulare il contratto di collaborazione che si vuole, basta che sia condiviso da entrambi.
Nascondere il marchio del produttore con il proprio, da punto di vista legale si chiama in altro modo. La legge prescrive che per ogni prodotto sia chiaramente indicato il produttore che ha diversa responsabilita' giuridica rispetto al distributore (anche questo, se non quello finale va' indicato).
Questo comportamento si chiama "millantazione", cioe' ci si spaccia per cio' che non si'e' o si pretende cio' che non si ha.
Essere o avere commercialmente presuppone diritti e doveri.
Se la mozzarella te la vendo scaduta rispetto alla data indicata, la responsabilita' e' del rivenditore, se quando apro la confezione diventa blu' pur essendo entro la data di scadenza la responsabilita' e del produttore, se la compero e la mangio o la faccio mangiare dopo la data di scadenza la responsabilita' e' del consumatore.
Il diritto si basa sulla distinzione di queste figure, il resto e' una truffa.
#47
cicciooooooooooooo (direbbe Franco Franchi a Ciccio Ingrassia) non è una stampa a getto d'inchiostro "normale" ma una stampa denominata UV perchè inchiostri particolari reagiscono alla lampade UV fissandosi sul vetro.qsecofr ha scritto:Qui comunque volevo far notare che non si tratta di una banale serigrafia su vetro: è una "stampa" in digitale a getto di inchiostro...
Scusate l'OT e scusami tanto Q ma è il mio lavoro ...
Frigoriferi, CAPPE, schienali cucina, pannelli d'arredo, ante, TUTTO DECORATO E/O VERNICIATO anche PERSONALIZZATO!
sito web -----> http://www.coolors.it
FOTO REALIZZAZIONI NUOVA PAGINA FACEBOOK -----> https://www.facebook.com/CoolorsItalia
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#49
Ti rispondo per fortuna perchè non se ne può piu' di tutte ste cucine tutte uguali. Finalmente qualcosa di nuovo e spero che di novità (sia estetici che tecnici) ce ne siano ancora perchè il mercato ne ha bisogno ...stephanenkov ha scritto:Coolors, qualunque cosa sia, le aziende non sanno piu' che inventarsi in un momento dove la cucina con la gola rende pressoche uguali il modello della Lube(o altri) e quello di Boffi (o altri).
Io, nel mio piccolo costruendo progetti di prodotti d'arredamento "particolari" e personalizzati sto avendo riscontri impensati, c'è una fetta di clientela che cerca prodotti unici, non ne vuole sapere del tutto standard (per fortuna
Scusate l'OT ma mi sono sentito preso in ballo
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#50
Sto ridendo come un pir#a...ah h ahahcoolors ha scritto: ... e con tutto il rispetto per la cucina http://www.myluxury.it/wp-galleryo/kari ... itchen.jpg disegnata dal "sig. geroglifici mega super iper designer sò figo sò beo sò fotomodeo" Karim Rashid per Scavolini che onestamente non se pò proprio vedè tant'è che non ne venderanno una nemmeno a regalarla...
Proprio l'altro giorno sfogliavo la rivista che viene distribuita da Scavolini e mi chiedevo chi può essere interessato a una cucina simile.
"adesso siamo compagni di vita / di vita sognata e di sopravvivenza / la nostra casa è arredata con i tuoi colori / e con le mie parole / i nostri libri mescolati insieme intrecciano / e fondono le nostre storie"
La promessa - Niccolò Fabi
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#51
@francy e kiwina: al contrario, devo dire che vista dal vivo la prima volta mi ha fatto un'ottima impressione e ancora non avevo idea di cosa fosse. soprattutto per la sensazione di essere davanti ad un prodotto che non sa di già visto o di omologazione ai canoni estetici correnti.
steph: il tuo discorso non fa una piega, in effetti mi viene da pensare che chissà se l'azienda produttrice è al corrente di questa modalità di vendita. oppure se pur sapendolo sia interessata solo a che il mobiliere ne spinga la vendita.
@Q: ho seguito il tuo suggerimento di guardare sul lato delle guide per beccare il marchio ma c'era una targhetta nera tipo adesivo sagomato e non sono riuscita a capire lì per lì se fosse un coperchietto di serie oppure una cosa messa apposta dal rivenditore.
il marchio F4 è saltato fuori da una paginetta di un catalogo che sarà sfuggita all'occhio dell'addetto alla "censura"
e dal retro di un campione per i colori dell'anta. devo dire che questa politica commerciale mi lascia piuttosto perplessa, francamente fatico a capire il motivo per il quale si dovrebbe occultare il nome di un produttore.
ho richiesto all'addetta che mi sta seguendo e la risposta è stata, ancora una volta: "vogliamo che il cliente apprezzi la qualità prima che il nome". ok, ma non capisco per quale ragione non procedere direttamente proponendola con tanto di nome. forse perché un cliente potrebbe storcere il naso subito davanti ad un marchio poco noto? e invece, non conoscerlo affatto dovrebbe lasciarlo indifferente? (discorso analogo per nicoline e questo punto credo un po' tutte le ditte da loro trattate).
in effetti pur essendo rivenditori berloni non me l'hanno proposta proprio.
@allegri: non ho capito il discorso sui clienti di napoli. anche io ieri sono andata all'ultima pagina del catalogo ma anche se fossi stata una cittadina del triveneto credo che avrei avuto la stessa curiosità e lo stesso modus operandi.
non me la sono presa, è solo che vorrei capire che intendi.
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steph: il tuo discorso non fa una piega, in effetti mi viene da pensare che chissà se l'azienda produttrice è al corrente di questa modalità di vendita. oppure se pur sapendolo sia interessata solo a che il mobiliere ne spinga la vendita.
@Q: ho seguito il tuo suggerimento di guardare sul lato delle guide per beccare il marchio ma c'era una targhetta nera tipo adesivo sagomato e non sono riuscita a capire lì per lì se fosse un coperchietto di serie oppure una cosa messa apposta dal rivenditore.
il marchio F4 è saltato fuori da una paginetta di un catalogo che sarà sfuggita all'occhio dell'addetto alla "censura"
ho richiesto all'addetta che mi sta seguendo e la risposta è stata, ancora una volta: "vogliamo che il cliente apprezzi la qualità prima che il nome". ok, ma non capisco per quale ragione non procedere direttamente proponendola con tanto di nome. forse perché un cliente potrebbe storcere il naso subito davanti ad un marchio poco noto? e invece, non conoscerlo affatto dovrebbe lasciarlo indifferente? (discorso analogo per nicoline e questo punto credo un po' tutte le ditte da loro trattate).
in effetti pur essendo rivenditori berloni non me l'hanno proposta proprio.
@allegri: non ho capito il discorso sui clienti di napoli. anche io ieri sono andata all'ultima pagina del catalogo ma anche se fossi stata una cittadina del triveneto credo che avrei avuto la stessa curiosità e lo stesso modus operandi.
#52
il fatto di pensare che il produttore sia tanto interessato a come il rivenditore vende è una credenza popolare del tutto diffusa e devo dire estremamente commovente (vista da questa parte)antopattin ha scritto:
steph: il tuo discorso non fa una piega, in effetti mi viene da pensare che chissà se l'azienda produttrice è al corrente di questa modalità di vendita. oppure se pur sapendolo sia interessata solo a che il mobiliere ne spinga la vendita.
se il cliente paga, compra tanto, non ha sostituzioni fuori norma è un ottimo cliente a prescindere dal fatto che tenga molteni o gamma, a prescindere dal fatto che sia un mago dell'adesivo, a prescindere da pressochè tutto..
Il discorso della targhetta non è sempre così fondamentale e non è nemmeno corretto pensare che sia una precisa direttiva /sostituzione del rivenditore... alle volte non si mettono (costano qualche decimo di euro di ammortamento stampo in più quelle "loggate"), alle volte si rimane senza... insomma non si possono lanciare accuse in tal senso.
Come alla fine non vedo manco questo atto criminale l'apporre un adesivo su un catalogo: io la vedo fredda la cosa: ti piace la cucina? si; trovi che il prezzo sia competitivo? si... basta la compri e chiuso...
Il discorso di Napoli... be non vorrei fare di tutta un erba un fascio ma devo dire che un pochetto mi sono riconosciuto nelle parole di Allegri: diciamo che una trattativa con un Napoletano è mediamente molto più estenuante che non con un rivenditore del Nord... questo lo posso assicurare... gia basta spostarsi a salerno e la salsa è più breve... mostrano in genere un certo gusto per la fase di trattativa
#53
ok, ma dal mio punto di vista di acquirente non capisco perché nascondere.
dov'è il problema di farmi sapere che quella cucina è XY, quell'altra ZW, e via dicendo?
ora, sarò scema io ma non ci arrivo e nel mio modo scemo di vedere le cose non posso che essere quantomeno sorpresa perché di norma si nasconde ciò che per i più svariati motivi è scomodo mostrare. attenzione, non sto dicendo che sia questo il caso ma per i profani come me si presta ad essere visto con un briciolo di sospetto.
aggiungo che l'addetta mi ha appena chiamato perché oggi ha sviluppato una soluzione con l'architetto e ha riscontrato problemi con un'apertura per via di un pilastro. beh, magari non c'era bisogno dell'architetto per individuare questo intoppo, con un po' di criterio potevo rendermene conto anche da sola, però che ci sia un esperto a verificare la realizzabilità mi fa stare più serena ed è un servizio che apprezzo. (stessa composizione, il rivenditore snaidero non se n'era accorto e con lui manco io
)
dov'è il problema di farmi sapere che quella cucina è XY, quell'altra ZW, e via dicendo?
ora, sarò scema io ma non ci arrivo e nel mio modo scemo di vedere le cose non posso che essere quantomeno sorpresa perché di norma si nasconde ciò che per i più svariati motivi è scomodo mostrare. attenzione, non sto dicendo che sia questo il caso ma per i profani come me si presta ad essere visto con un briciolo di sospetto.
aggiungo che l'addetta mi ha appena chiamato perché oggi ha sviluppato una soluzione con l'architetto e ha riscontrato problemi con un'apertura per via di un pilastro. beh, magari non c'era bisogno dell'architetto per individuare questo intoppo, con un po' di criterio potevo rendermene conto anche da sola, però che ci sia un esperto a verificare la realizzabilità mi fa stare più serena ed è un servizio che apprezzo. (stessa composizione, il rivenditore snaidero non se n'era accorto e con lui manco io
#54
be i motivi per nascondere il catalogo te li ho spiegati.... non saranno grandi motivi, non saranno così trasparenti, non piaceranno, ma se tanti lo fanno vuol dire che una loro utilità ce l'hanno... magari non per te ma per altri clienti si.
Il fatto che abbiano visto (con architetto o senza non cambia tanto) che ci sono problemi con il pilastro mentre l'altro non se n'era manco accorto vuol dire che quantomeno non dormono (o/e che l'altro dorme di brutto)
Il fatto che abbiano visto (con architetto o senza non cambia tanto) che ci sono problemi con il pilastro mentre l'altro non se n'era manco accorto vuol dire che quantomeno non dormono (o/e che l'altro dorme di brutto)
#55
non penso...ho visto una lube laccata giusto sabato.stephanenkov ha scritto:Coolors, qualunque cosa sia, le aziende non sanno piu' che inventarsi in un momento dove la cucina con la gola rende pressoche uguali il modello della Lube(o altri) e quello di Boffi (o altri).
non penso proprio somigli alla Boffi, forse le cerniere?
PRATICA ETERNA E SOPRATTUTTO FACILE DA PULIRE
#58
forse vogliono occultare il marchio perchè vogliono evitare che tu possa fare raffronti di prezzo con altri punti vendita anche del Nord, e magari su queste cucine hanno margini più elevati rispetto alle Berloni.
Il no name lo eviterei a meno che non sia di qualità elevata dimostraya da amici e conoscenti e riguarda aziende solide che stanno da molti anni sul mercato
Il fatto dell'occultamento del marchio non è un buon indice del negozio.
Il no name lo eviterei a meno che non sia di qualità elevata dimostraya da amici e conoscenti e riguarda aziende solide che stanno da molti anni sul mercato
Il fatto dell'occultamento del marchio non è un buon indice del negozio.
#59
Meno male che leggo questo da qualcuno che di cucine se ne intende! Circa 6 mesi fa avevo osato scrivere più o meno la stessa cosa ... e come al solito mi si è fatto passare per il solito s t r o n z o polemicostephanenkov ha scritto:Coolors, qualunque cosa sia, le aziende non sanno piu' che inventarsi in un momento dove la cucina con la gola rende pressoche uguali il modello della Lube(o altri) e quello di Boffi (o altri).
Certo questo implica un maggiore lavoro e un maggiore sforzo da parte dei professionisti della vendita e della consulenza, ma credo che ne andrebbe a tutto vantaggio dell'industria stessa. Però è chiaro che il copia e incolla è decisamente più comodo e redditizio. L'industria tuttavia dovrebbe essere confrontata a una clientela difficile e fortemente individualista/consapevole nei propri gusti: una clientela che non le lascia spazio per dormire sugli allori o per propinare soluzioni "passe partout" vendute in bella vista sulle riviste patinate.
Sfatiamo poi il mito che una casa originale, "a propria immagine" ed elegante sia per forza più cara. Non è vero. Basta navigare tra i molti siti web che mostrano le case "vere" di molti cittadini e si scopre che un appartamento di gusto può anche non avere una Varenna Twelve da 20'000 € "come da catalogo", bensì, che ne so, una serie di comunissimi moduli diversi tra loro ma accostati in maniera geniale. E magari a un costo complessivo di soli 10'000 €. Questo tocco "geniale" deve ovviamente venire dal mobiliere/arredatore, se il cliente non ci arriva.
Ma fino a quando le riviste e la pubblicità continueranno a illudere l'utenza sulla bontà di una scelta "personale ed esclusiva" quando in realtà si tratta di standardizzazione, fino a quando l'industria è cosciente che questa gran balla è vendibile e credibile (e persino desiderabile!) agli occhi del compratore, fino a quando i mobilieri si limiteranno a vendere queste illusioni ai propri soddisfatti clienti, penso proprio che vedremo, sempre di più, arredamenti-cloni (cucine comprese).
Mi si dirà che è sempre stato così, ma trovo triste che ciò continui a verificarsi in una società della comunicazione e dell'informazione globale e cioè, potenzialmente, nemica dell'omologazione imposta "dall'alto".
Mi scuso per il lungo OT!
#60
ciao boy, l'ultima volta che ti ho letto non condividevo né i modi né i contenuti del tuo intervento. ci tengo a comunicartelo perché ti percepisco come una persona intelligente con cui si può confrontarsi, al di là di spiriti polemici che sono anche connaturati alle persone e che tu ammetti di avere.
non che non ci dorma la notte ma anch'io sarei un po' delusa se mi ritrovassi in casa delle scelte di arredamento troppo simili al trend generale, non per snobismo ma perché vorrei sentirmi veramente integrata nella casa che vivo. anche se OT quindi mi sento di sottoscrivere quello che tu dici ma da acquirente ti dico che non è semplice non fosse altro che anche gli allestimenti negli showroom propongono linee abbastanza simili. e il gusto e la conoscenza per i non addetti ai lavori si formano anche presso le rivendite, non solo sulle riviste.
non che non ci dorma la notte ma anch'io sarei un po' delusa se mi ritrovassi in casa delle scelte di arredamento troppo simili al trend generale, non per snobismo ma perché vorrei sentirmi veramente integrata nella casa che vivo. anche se OT quindi mi sento di sottoscrivere quello che tu dici ma da acquirente ti dico che non è semplice non fosse altro che anche gli allestimenti negli showroom propongono linee abbastanza simili. e il gusto e la conoscenza per i non addetti ai lavori si formano anche presso le rivendite, non solo sulle riviste.
