#191
da boo
I primi tempi.
Tommaso stava attaccato anche un'ora e mezza. Il pediatra aveva detto di tenerlo attaccato di meno, io lo staccavo e lui urlava come un pazzo.
Io a momenti impazzivo, piangevo per nulla, mi tiravo scema lì seduta a guardare il vuoto (manco la tivvù o un libro, non mi andavano) co' 'sto bimbo attccato e le tette che mi facevano malissimo e poi gonfie e perdevo latte e uno schifo.
Lui, se era sveglio, frignava.
A meno che non lo portavo in giro.
Un marzo freddissimo, e io stavo in giro due-tre ore al giorno.
Per non sentirlo urlare, per non continuare ad averlo attaccato.
Non sapevo quando mangiare, quando andare in bagno.
Quando c'era mia mamma che lo teneva dicendo "lascialo stare adesso, tu mangia un po'" mi sembrava di volare di gioia.
Come sono sopravvissuta?
Grazie appunto a mia mamma anzitutto. Tutte le mammine che ce l'hanno fatta da sole forse non avevano un bimbo che urlava come un'aquila ogni volta che era sveglio.
Grazie alla donna delle pulizie.
E grazie alle uscite quotidiane.
Ah, anche grazie ai consigli della consulente La LEche LEague.
Temevo che Tommaso non si attaccasse bene, lei ha guardato la poppata.
E mi ha consigliato: tanti cuscini per tenere i muscoli rilassati. I bimbi sentono la tensione, e la "assorbono". Con i tanti cuscini riuscivo poi anche a tenere dei libri in mano. Ho letto tantissimo.
E poi pazienza: compiuto un mese i muscoli del viso si rinforzano. I capezzoli non fanno più male, improvvisamente. E il bimbo sa ciucciare con più energia: Tommaso ha iniziato a fare poppate di massimo 10 minuti, non ci credevo!
Kylie, il mio numero ce l'hai.
Nei 50 minuti di poppata, fammi uno squillo, davvero.
Parlare con le mamme, voce a voce anziché scritto a scritto, è IM-POR-TANtTI.SSI-MO. Giuro.