a quel tempo, sentivamo l'esigenza di "aumentare gli spazi" e avevamo deciso (più io, per la verità) di spostarci fuori Milano e prendere una villetta.
Il problema è che ci siamo separati a due settimane dal rogito... ho deciso di acquistare ugualmente la casa da solo, perchè a mio avviso è una sistemazione stupenda.
Il problema era la mobilia!!
non volevo correre il rischio di passare mesi ad auto-commiserarmi piagnucolando per casa dicendo "questo mobile l'aveva scelto lei.....
Ero talmente svuotato, all'epoca, che non riuscivo a focalizzare l'idea di "me stesso senza di lei" e quindi ho deciso che la casa ed il suo arredamento avrebbero dovuto simboleggiare la riscoperta della mia identità... insomma l'ho vissuta come una terapia per ritrovare me stesso, quindi ogni singolo ambiente della mia casa rappresenta qualcosa di me, una sfaccettatura del mio carattere, i miei interessi e la mia storia...
ho creato ambienti separati arredati in modo completamente diverso, come se le varie stanze fossero un "collage" di sentimenti e passioni legate esclusivamente a me stesso, al mio modo di essere, al mio mondo...
Tanti piccoli ambienti a tenuta stagna, non comunicanti ne come stili ne come colori, alcuni moderni, altri rustici ed altri ancora etnici...
Insomma, per me l'arredamento è stata una valvola di sfogo fortissima, che mi ha permesso (in un momento in cui ero completamente allo sbando) di tornare a capire chi sono e di tornare afar presa sulle mie radici

