E' solo che mi scontro ogni giorno con persone che hanno idee e modi di fare diversi dai miei, su questo non c'è problema.
E' quando certi atteggiamenti che mi sembrano insensati vanno a colpire le fasce familiari più indifese (i bimbi) che mi viene da dire: "ma perchè hai fatto un figlio, allora?"
1- l'altra sera sento all'interfono la mia bimba che piange: salgo di corsa, e scopro che si è svegliata perchè la cuginetta (dall'altra parte del muro) piange come una disperata. Povera la mia stella! presa in braccio, tre minuti dopo stava ronfando beatamente. La cuginetta ha pianto 35 minuti.
Ieri sua madre ci ha detto: "avete sentito che piangeva? non siamo andati da lei così impara a non piangere più e noi siamo più liberi" (la piccola ha 9 mesi, già soffre di sindrome da abbandono perchè l'hanno sempre cagata da tutte le parti, e adesso vogliono farne un altro)
2- chiedo ad una collega con due figli: ma secondo te è giusto che cullo ancora la bimba per metterla a letto? risposta: eh, ma guarda, io ai miei figli (meno di tre anni e cinque anni) dò le gocce per dormire. Come, le gocce? ma sì, un calmante, così non mi alzo di notte. La collega dietro: anch'io, anch'io.
3- la collega col sorriso ebete: eh, di sera ho così taaaaaaanto da faaaaaaare, che ho lasciato mio figlio nel lettino a piangere, piange due ore, ma io almeno guardo la tivuuuuuuuuu
e certe cose, io dico, si fanno (potendo) in armonia con i cicli e con i bisogni del bambino.
O perlomeno, io spero di fare la cosa giusta PER LEI.
Io passo in secondo piano, dato che sono dotato di raziocinio e posso comprendere la situazione. Prima vengono i bisogni primari.
E poi sono io con un'assistente sociale alle costole per indagare sulla possibilità di maltrattamenti alla piccola... robe da matti.





