personalmente nel passato ho fatto selezione di personale per alcuni progetti e ho visionato centinaia di curriculum per poi procedere ai colloqui solo di quelli che da curriculum mi impressionavano positivamente.
innanzi tutto, vorrei sfatare il mito del curriculum a pagina singola. forse va bene per i neolaureati che non hanno nulla da scrivere, ma se uno si presenta con dieci anni di lavoro alle spalle qualcosa da scrivere ce l'avrà per forza no?
in seconda battuta a me piace sapere i voti con cui ci si è diplomati e laureati. ovvio che se uno ha preso il minimo non fa bella figura, ma almeno lo si sa.
passando alla descrizione di sè, la qualità che io di solito cerco nei miei collaboratori è la seguente: essere in grado di portare a termine quello che ti chiedo. per fare ciò normalmente serve 1) sapere fare il lavoro 2) se non lo si sa fare, saper imparare 3) tenacia 4) tenacia 5) tenacia. se si lavora in gruppo va aggiunto saper lavorare in squadra.
a seconda delle volte si dovranno ricoprire ruoli differenti: dall'aggressivo figlio di p***** sino al silenzioso soldatino per cui è importante una buona dose di adattabilità.
ecco, è imprtante che queste cose emergano dal curriculum. non serve a nulla scrivere che per 3 anni si è fatto un lavoro se non è chiaro con che ruolo, con che risultati e con che aspettative future.
hobby e interessi personali possono servire come abboccamento se il selezionatore li condivide. magari al colloquio per stemperare un po' il dialogo si passa anche a quelli e magari in quell'ambito è più facile rilassarsi e parlare con entusiasmo di cosa si fa, trasmettendo una immagine positiva di se stessi.
queste cose valgono a tutti i livelli, dal top manager alla signora che gli pulisce l'ufficio la sera (anche perché buona parte dell'immagine che traspare quando si entra nel suo ufficio dipende dalla seconda

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