Traslocare significa attraversare quel periodo in cui ti senti un po' profugo perchè finchè non ci respiri dentro ad una casa non riesci ancora a sentirla tua e quindi quella vecchia, nonostante tutto, ti rassicura e ti dispiace lasciarla.
Forse è il periodo in cui si sente più profondamente vivo il senso della casa.
Il luogo che accoglie e ti raccoglie.
Certo, c'è lo spirito dell'avventura, l'entusiasmo del cambiamento. Ma è un'energia da elaborare e da trovare e deve tener conto delle sue malinconie.
E poi c'è questo bambino così fragile e sensibile. Sensibile al punto di avere un esercito di psicologi, educatori e maestre di sostegno e tutta la mia creatività di madre per aiutarlo a guardare in faccia un mondo molto duro per lui, con quella fiducia nei sentimenti che io stessa con sbigottimento ho dovuto mettere in crisi.
Anche lui è felice di cambiar casa, sto facendo di tutto perchè sia un'esperienza gioiosa. L'ho portato ogni settimana a veder crescere la sua casetta nuova, da fuori perchè nei cantieri i bambini non possono entrare.... ma ieri sera prima di addormentarsi quando parlavamo per l'ennesima volta del suo letto nuovo e gli dicevo che il suo che quando era piccolo aveva lo scivolo, l'avremmo regalato a un bambino che ne aveva bisogno si è messo a piangere, dicendomi che forse si potevano tagliare le gambe e portarlo nella casa nuova
Cambiar casa sarà anche per me cambiar vita ma per lui vorrà dire crescere di botto. ce la farà?
Per fortuna ci sono le risate che mi avete fatto fare in queste ore... RIDERE è un medicamento insostituibile in certi casi, grazie forummisti
E scusate lo sfogo ma devo prendere da qualche parte il coraggio per affrontare quegli scatoloni di ricordi, comprese due fedi custodite in una piccola baretta blu scura. Non è facile. E siccome sono sincera, è giusto che sappiate che fra una risata e l'altra c'è anche la faccia di una inguaribile, incasinatissima, sentimentale, mannaggia a me!
P.S. Ma come vi siete sentiti voi prima di traslocare???


