QUesto è giusto per me stamattina.
Si potrebbe essere uno sfogo. ma è più una perplessità, quindi il topic direi che è perfetto
Non concepisco che un titolare (quello del Tato) sia in.ca.zz.ato nero con un suo dipendente perchè è a casa in infortunio sul lavoro, quando si è fatto male... lavorando per lui!!!
Il Tato è elettricista industriale. Ovvero, non tira quattro filetti da una presa all'altra. Tira CORDE DI RAME pesantissime tutto il giorno. Lavoro che in teoria dovrebbe fare una macchina, ma l'operaio costa meno.
Fatto sta che da un anno ha cominciato a soffrire di epicondilite (gomito del tennista) prima lieve, poi acuta. Ha chiesto più volte di esser passato per un periodo ad un lavoro più leggero ma non c'è stato verso. BISOGNA LAVORARE dice il capo. Allora si lavora, per forza.
Il 3 gennaio in cantiere sente uno strappo al gomito. Gli cade il flessibile dalle mani (pericolosissimo) e non riesce più a muovere il braccio.
Lo porto in Pronto Soccorso e gli prescrivono terapie e ASSOLUTO riposo. Rischio di lesioni gravi ai tendini e perdita parziale dell'uso dell'avambraccio. Ieri controllo. Prescritta risonanza magnetica e riposo assoluto almento fino al 4 febbraio, perchè la situazione non è cambiata.
Porta il certificato al lavoro (accompagnato da suo papà, lui a volte guida, ma in genere lo scarrozziamo) e il capo si arrabbia perchè NON è vero che si è fatto male al lavoro. E che è ECCESSIVAMENTE POLEMICO quando gli ha ribadito che ha chiesto più volte di non tirare corde per un po', e che se sta così è perchè ha sforzato troppo.
NON CONCEPISCO che le persone che si fanno il CU.LO tutti i giorni per portare a casa una manciata di soldi venga trattata in questo modo.