Quali piante scegliere per purificare l'aria in casa

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- 05 ottobre 2020

Perché è importante purificare l’aria di casa

Trascorriamo in ambienti chiusi all’incirca il 90 per cento delle nostre giornate ed è importante essere consapevoli del fatto che l’inquinamento indoor non è meno dannoso di quello esterno. Ciò vale soprattutto per la nostra salute, ma anche per il nostro umore e le nostre prestazioni lavorative.

Fra le quattro mura si accumulano anidride carbonica (che ha un effetto negativo sulla concentrazione), umidità e inquinanti come i VOC (formaldeide) in primis, ma lo stesso dicasi per le polveri provenienti dall’esterno, i pollini, i batteri. Le conseguenze? Il rischio si ritrovarsi a fare i conti con allergie di diverso tipo, problemi respiratori, mal di testa e che venga favorita l’insorgenza di malattie anche gravi. Ecco, per tutti questi motivi è fondamentale purificare l’aria di casa.

Innanzi tutto è fondamentale aprire spesso finestre e balconi, cioè arieggiare tutte le stanze. Poi bisogna dedicarsi con regolarità e precisione alle pulizie domestiche. Chi lo ritiene opportuno può considerare l’idea di acquistare un purificatore d’aria ma è importante sapere che anche molte piante si rivelano alleate preziose, in quanto capaci di neutralizzare diversi agenti inquinanti. Ed è proprio a tali piante che dedichiamo questa guida.

La Lingua di suocera (Sansevieria trifasciata Laurentii)

Il nome scientifico è Sansevieria trifasciata Laurentii, ma tutti la conoscono come Lingua di suocera. Ha un aspetto molto raffinato ed elegante, di conseguenza è fra le piante più diffuse negli appartamenti.

Le sue foglie riescono a catturare e neutralizzare sostanze nocive quali la formaldeide (che è contenuta anche nella carta igienica, pensate un po’) e diversi agenti chimici contenuti nei detergenti che comunemente si utilizzano per pulire la casa.

Prendersene cura è molto semplice: basta bagnarla un po’, lateralmente e non al centro, soltanto quando il terriccio risulta asciutto. Le foglie dovrebbero essere pulite frequentemente con un panno umido. Ogni 3 settimane si procede con la concimazione.

Poiché non teme l’umidità e non necessita di molta luce, questa pianta può essere messa ovunque. Anche nel bagno.

Aloe Vera (Aloe barbadensis Miller)

Tutti hanno almeno sentito parlare delle proprietà lenitive e depuranti dell’aloe vera, molti le hanno personalmente sperimentate tramite l’utilizzo di cosmetici e prodotti farmaceutici ad hoc. Importante è, però, sottolineare che questa pianta esercita un effetto calmante sul nostro sistema nervoso ed è anche in grado di purificare l’aria: l’ha confermato persino la Nasa. In particolare, elimina il benzene e la formaldeide.

Inoltre produce costantemente ossigeno e non rilascia anidride carbonica, contrariamente a molte altre piante, quindi la si può mettere tranquillamente anche nella camera da letto. Del resto, concilia il sonno. Importante è sapere che ha bisogno di abbondante luce naturale, quindi sarebbe opportuno bandirla da ambienti poco luminosi.

Occorre annaffiarla ogni 15 giorni, più o meno, e non necessita sostanzialmente di altre cure. L’aloe vera ha la foglie carnose e un aspetto esotico; dà grandi soddisfazioni anche dal punto di vista estetico.

Spatifillo (Spathiphyllum wallisii)

Sobrio ed elegante, lo spatifillo appartiene alla famiglia dei gigli. Le foglie sono color verde scuro, lucide e con venature evidenti; i fiori sono bianchi, color panna oppure screziati. Si tratta di una delle piante più diffuse negli interni domestici, anche perché si integra armoniosamente in qualsiasi contesto stilistico.

Per quanto riguarda la purificazione dell’aria, lo spatifillo è molto potente: durante la fotosintesi assorbe infatti diverse sostanze nocive rilasciate da vernici e mobili o comunque presenti nell’aria, per esempio il tricloroetilene, la formaldeide, il benzene, il toluene e lo xilene.

Bisogna però innaffiarlo tutti i giorni e accertarsi che il terriccio risulti sempre umido. Ogni quindici giorni è buona norma utilizzare un fertilizzante liquido per farlo crescere sano e rigoglioso. Si sconsiglia di metterlo nella camera da letto.

Dieffenbachia (Pianta del muto)

La Dieffenbachia è un’altra pianta da appartamento molto amata e conosciuta. Si tratta di un arbusto sempreverde di origine tropicale, in realtà le specie disponibili sono una trentina. Ha un bell’aspetto ed è molto resistente, quindi prospera anche in condizioni non esattamente ideali.

Per mezzo delle sue grandi foglie – ovali e appuntite - cattura e neutralizza agenti dannosi quali la formaldeide, il toluene e lo xylene e contribuisce anche a mantenere un corretto grado di umidità nell’aria. La Dieffenbachia necessita di essere innaffiata regolarmente, sia d’estate che d’inverno (soprattutto quando i riscaldamenti sono accesi), ed è opportuno bagnare anche la chioma.

Questa pianta, inoltre, ha bisogno di stare in un ambiente luminoso ma allo stesso tempo non tollera bene l’esposizione diretta alla luce solare. Prendete nota.

Il Ficus (Ficus benjamina)

Molto probabilmente il Ficus è la pianta da appartamento più nota in assoluto. Una pianta bella, slanciata, raffinata e anche benefica: filtra ed elimina parecchi agenti inquinanti fra cui la formaldeide (riesce a catturarne fino a 12 microgrammi in un’ora), il tricloroetilene e il benzene.

Il Ficus, però, è anche piuttosto delicato e basta guardarlo per rendersene conto. Deve essere trattato bene, toccato con attenzione, annaffiato ogni giorno o quasi, con quantità abbondanti di acqua. Necessita di un clima umido e di temperature non molto basse, questo è uno dei motivi per cui sta bene fra le pareti domestiche.

Allo stesso tempo, è importante assicurargli un’adeguata esposizione solare ed evitare che venga colpito direttamente dai raggi del sole. Molti sistemano il Ficus in salotto o nel living ed è, in effetti, un’ottima idea. Sotto ogni punto di vista. La camera da letto, più in generale la zona notte? Meglio di no.

Aglaonema (Pianta del buio)

Originaria della Cina, l’Aglaonema è chiamata anche “Pianta del buio” perché cresce senza problemi anche in ambienti non molto illuminati; quindi è possibile metterla all’ingresso, per esempio, o comunque nelle stanze in cui la luce naturale lascia un po’ a desiderare.

Gli studi della Nasa, e poi altri ancora, hanno dimostrato che questa pianta è un’arma molto efficace contro alcuni Voc, in particolare il benzene e la formaldeide. Però attenzione: diverse specie risultano velenose per gli animali domestici, quindi se ne avete uno è importante fare le dovute verifiche.

Per il resto, l’Aglaonema è una pianta bella, con foglie grandi e screziate, adatta anche a chi ha un pollice tutt’altro che verde: tollera perfettamente i riscaldamenti domestici così come le temperature fino a 10 gradi, necessita di un normale terriccio (meglio se si aggiunge un po’ di sabbia) e deve essere innaffiata soltanto una volta alla settimana d’estate e ogni due settimane d’inverno. Ogni 15 giorni si consiglia di concimare.

Pothos (Epipremnum Aureum)

Il Pothos è un sempreverde rampicante originario della Thailandia e delle isole dell’Oceano Pacifico. Anche questa pianta è in grado di purificare l’aria in casa, eliminando formaldeide, xilene, toluene, benzene e anche monossido di carbonio. Di contro, risulta tossica per gli animali domestici.

La cura del Pothos non è particolarmente impegnativa. Bisogna avere l’accortezza di mettere un po’ di argilla espansa sul fondo del vaso, prima di aggiungere il terriccio, al fine di evitare eventuali e dannosi ristagni di acqua. Importante è ricordare inoltre che questa pianta non sopporta la luce diretta dei raggi solari e cresce bene anche in ambienti esposti a Nord e/o piuttosto umidi (per esempio il bagno).

Di contro, non ha particolari problemi nemmeno nel caso in cui il livello di umidità risulti basso. Si ricordi di non esagerare con l’acqua: innaffiare il Pothos una volta alla settimana, anche ogni dieci giorni durante la stagione invernale, è più che sufficiente.

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