Pungitopo

Il pungitopo, una decorazione protetta

Lo si vede dai fiorai nel suo aspetto naturale oppure dorato o argentato, soprattutto nel periodo natalizio. Perché il pungitopo viene utilizzato come arbusto di augurio e di buon auspicio, per cui lo si compra e lo si regala soprattutto a Natale e Capodanno, quando le sue bacche rosse si intonano alla perfezione con i colori di queste due feste. E a differenza di tante abitudini importate, il significato portafortuna del pungitopo invece è ben radicato nella tradizione italiana.

A partire dagli antichi romani, che utilizzavano questo arbusto come pianta da siepe con cui circondavano le loro domus perché lo consideravano un vero e proprio talismano, che teneva lontano i malocchi e i malefici. Più avanti nel tempo, si hanno evidenze della presenza del pungitopo nella vita quotidiana del tempo, quando, insieme ad altre piante, veniva utilizzato per preparare tisane diuretiche. Insieme al vischio e all'agrifoglio, il pungitopo rappresenta uno dei rami più ricercati del periodo natalizio (anche più delle stelle di Natale): purtroppo, la continua raccolta a volte indiscriminata di rami di pungitopo, soprattutto nel periodo invernale, quando le bacche rosse lo rendono ancora più bello, ha reso questo arbusto una pianta a rischio estinzione, per cui al giorno d'oggi, in molte regioni d'Italia il pungitopo è una specie protetta.

Quando si vedono cespugli o siepi dalle bacche rosse bisogna fare attenzione a non raccoglierli se non si vuole rischiare di incorrere in qualche sanzione. Al contrario, se si è amanti di questa pianta, si può decidere di imitare gli antichi romani e magari creare una siepe che abbellisca il proprio giardino e porti fortuna.

pungitopo


Un po' di botanica

rami di pungitopo Il pungitopo è una tipica pianta del sottobosco della macchia mediterranea, che si ritrova spesso nelle pinete e nelle foreste di lecci. Raggiunge solitamente un'altezza variabilie tra i trenta e gli ottanta centimetri, e quando non viene coltivata, presenta il tipico aspetto "disordinato" del cespuglio selvatico. Il suo nome scientifico è Ruscus aculeatus, che ha ben poco a vedere con il più simpatico nome popolare.

Il nome comune con cui è conosciuto, infatti, è derivato dall'abitudine che i contadini avevano, già nel Medioevo, di circondare le scorte di viveri, nonché i salumi e i formaggi messi ad essiccare, con rami del cespuglio che, con le loro spine tenevano lontani i pericolosi roditori. 

Nel pungitopo, quelle che vengono comunemente considerate le foglie, sono in realtà dei fusti appiattiti e dalla forma ovale che oltre, ad assomigliare a vere e proprie foglie, hanno acquisito alcune delle loro funzioni, tra cui ad esempio quella più importante di tutte, ossia di dare origine alla fotosintesi clorofilliana. E proprio su questi rami-foglie che in primavera nascono i fiori, piccoli e verdastri, che poi danno origine alle bacche rosse tanto caratteristiche, che si possono ammirare durante tutto l'inverno, a partire da dicembre.


    Pungitopo: Non solo pianta ornamentale: il pungitopo in cucina e in fitoterapia

    pungitopo cucina Per quanto la maggior parte delle persone identifichino il pungitopo con la pianta ornamentale, questo piccolo arbusto presenta moltissime caratteristiche nutrizionali che ne fanno una pianta da potere essere utilizzata sia in cucina che in fitoterapia. I giovani germogli infatti possono essere inseriti, dopo essere stati lessati, all'interno delle insalate: il loro gusto è un po' amaragnolo e ricorda quello degli asparagi per cui gli amanti della cucina li denominano anche asparagi selvatici. Oltre alle insalate, il pungitopo può essere un ottimo ingrediente per minestre e frittate. 

    Largo uso anche nella medicina popolare e nella fitoterapia, grazie alle proprietà dei microelementi che lo rendono un cespuglio utilizzabile in moltissimi problemi. Sin dal medioevo, insieme al prezzemolo, al sedano al finocchio e all'asparago, il Ruscus aculeatus veniva utilizzato in quella che era denominato la pozione delle cinque radici, una tisana dalle doti diuretiche. La presenza di flavonoidi, invece, rende il piccolo cespuglio indicato per la terapia di vene varicose, di emorroidi, di capillari fragili e di flebiti. Inoltre presenta proprietà antinfiammatorie e antireumatiche che permettono di apportare effetti benefici in caso di calcoli renali, cistite, gotta e artrite.

    Un'altra importante caratterisitca della pianta è la presenza di fitosteroli, dei composti chimici che permettono, tra l'altro, di ridurre l'assorbimento del colesterolo. Infine, proprio per essere maggiormente completi, può essere utilizzato per trattamenti che riducono gli arrossamenti delle pelli sensibili.