Arredamento.it

Arredamento.it

Tappeti: come utilizzarli nell'arredamento

Tappeti: come utilizzarli nell'arredamento

La Redazione Consiglia

I migliori articoli su Arredamento.it

- 09 maggio 2012

Come scegliere il tappeto giusto

Basta un tappeto per cambiare l’atmosfera dell’ambiente e conferire al locale a cui lo destinate una nuova personalità. Non deve essere necessariamente un tappeto particolarmente prezioso come quelli orientali. Ne esistono in commercio di varie fatture, materiali e prezzi. Potete quindi sceglierne uno pregiato o antico, e in tal caso se non siete degli esperti è bene che vi facciate seguire nell’acquisto da chi li conosce, oppure optare per un tappeto moderno, di forma inusuale o coloratissimo, che sarà sicuramente d’effetto. Lo stesso ambiente, a seconda del tappeto scelto, cambierà volto.    Le texture differenti dei tappeti, oltre ai materiali e al colore, sono quelle che determinano l’identità di questo complemento d’arredo. I tappeti possono essere annodati a mano (la lavorazione più antica e costosa perché artigianale e uguale oggi a quella di centinaia di anni fa) e in tal caso vanno scelti di una dimensione che non copra l’intero pavimento. Ne esistono anche di annodati a macchina: meno costosi dei primi, non raggiungono però la stessa qualità possono utilizzare meno colori di quelli fatti a mano.   Vi sono poi i tappeti taftati, che usano fibre diverse fra cui lana, acrilico, seta, e che vengono realizzati su un disegno predefinito su base di tela, sul quale, utilizzando uno strumento apposito simile a una pistola, sono inseriti a mano i ciuffi del vello, che sono fissati poi con una colla lattex.    Il Kilim, infine, è un tipo di tessuto realizzato con la tecnica dell’arazzo, in cui sono utilizzati nella trama fili di colori differenti, che passano sopra e sotto l’ordito. Ad ogni cambio di colore corrisponde una fessura, uno stacco voluto. Il Kilim non ha vello, quindi dritto e rovescio del tappeto sono uguali.  

Quale materiale per il tuo tappeto?

I principali materiali con cui vengono realizzati i tappeti sono:   - La lana: le più pregiate provengono da Tibet e Nuova Zelanda e sono ricche di lanolina, che ne aumenta la resistenza. La lana riscalda l’ambiente, soprattutto se il tappeto è appoggiato su superfici per loro natura “fredde”, come il marmo o la pietra. La lana, poi, è un materiale atossico, che protegge dall’umidità e naturalmente dotata di un grande potere ignifugo.   - Il cotone: questo materiale è di solito utilizzato per la trama e l’ordito dei tappeti. Se realizzati tutti in cotone, i tappeti, anche se temono l’esposizione alla luce solare diretta, sono semplici da pulire, e assicurano colori brillanti.   - La seta: se utilizzata insieme alla lana nella realizzazione del tappeto, lo rende particolarmente luminoso.   - L’aquatech: composto da poliuretano e poliamminide, è un filato sintetico hi-tech dalle grandi prestazioni, che lavorato assume l’aspetto della paglia intrecciata. E’ un materiale dotato di grande resistenza agli agenti atmosferici, ai raggi solari e all’acqua salata o di piscina.  

Realizzare un eco tappeto con materiali reciclati

Per fare un tappeto possono essere utilizzati anche i materiali più impensati: gomme delle biciclette, jeans, pneumatici, carta di giornale, sari delle donne indiane. Avremo allora un tappeto ecologico, come  Cyclo, vincitore nel 2011 del prestigioso Reddot Design Award, premio annuale conferito a nuovi prodotti di design. Un tappeto nato per gli ambienti interni ma utilizzabile anche all’aperto, dato che resiste all’acqua e ai raggi solari. Per realizzarlo l’azienda belga Papilio ha tagliato le gomme delle biciclette, che sono poi state assemblate con una struttura tessuta. Anche il processo di lavorazione è totalmente green: questi tappeti non prevedono infatti l’uso di nessun prodotto chimico, o di finitura. Una vera e propria operazione di riciclaggio eco-responsabile, per dare vita ad un complemento d’arredo originale e resistente.

  

Sfoglia i cataloghi: