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Termosifoni in ghisa

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- 29 giugno 2015

Termosifoni in ghisa: elenco dei vantaggi

La prima idea legata all'uso dei termosifoni in ghisa è l'eventuale costo di manutenzione. Ebbene, la lega ferrosa è praticamente inattaccabile da agenti esterni, per cui la corrosione è l'ultimo dei suoi problemi. Si può pensare di verniciare il calorifero, ma la scelta può essere legata esclusivamente a motivi estetici o di arredamento, perché da questo punto di vista la lega ferro-carbonio è immune alla corrosione. L'altra caratteristiche che rende appetibile questo impianto è la modularità, ovvero la possibilità di aggiungere o rimuovere elementi, a seconda del fabbisogno energetico richiesto e dello spazio a disposizione. L'inerzia termica consente poi di continuare a riscaldare un ambiente senza prelevare altra energia dalla fonte. Questo sistema è adatto se si ha l'abitudine di riscaldare per tempi lunghi nel corso della giornata.

Termosifoni in ghisa: elenco degli svantaggi

Il primo svantaggio, legato anche alla grande superficie di scambio rispetto agli altri radiatori, è la grossa massa d'acqua da riscaldare per mettere in funzione questo impianto. Siccome i tempi di riscaldamento sono molto lunghi, non conviene usarli in case non abitate durante il giorno, magari perchè si esce per lavoro al mattino e si rientra non prima di sera. In tal caso è preferibile l'acciaio, che riscalda più velocemente per le poche ore di uso richieste. La procedura, un poco antiquata, fa consumare più energia rispetto ai nuovi modelli in lega ferrosa e in alluminio. I termosifoni in ghisa sono molto pesanti, e questo aumenta le problematiche riguardanti il trasporto e l'installazione. Sono inoltre meno eleganti dal punto di vista decorativo e del design e sono più difficili da pulire. A causa dell'alto contenuto di ferro, proprietà intrinseca della ghisa, questi caloriferi richiedono molto tempo e fatica per la manutenzione.

Alternative, consigli e rendimenti

La lega ferro-carbonio, da sempre, è il materiale per eccellenza nel settore termo-sanitario, ottimo per la lavorabilità durante la fase produttiva. Questi termosifoni in ghisa sono caratterizzati da grande affidabilità, in quanto sono lavorati meccanicamente con tolleranze precise e collaudati per due volte alla pressione di 10 bar. Il rendimento e la sicurezza dei corpi scaldanti dipendono dalle caratteristiche delle acque che si alimentano. Secondo le normative vigenti, le acque necessitano di un corretto trattamento, così da evitare l'accumularsi di incrostazioni calcaree, che alterano il corretto trasferimento di calore. Si può anche fare uso di prodotti refrigeranti diversi dall'acqua. Esistono infatti dei liquidi antigelo come i glicoli, anche se questo riduce il rendimento dell'impianto e richiede la sostituzione ogni due anni.

Dove istallare i termosifoni in ghisa e quali modelli esistono

I termosifoni in ghisa possono essere installati dove si vuole. Va bene nei sottofinestra, sulle pareti libere, dietro i divani di un salotto. La scelta è ampia e libera. Il posizionamento di questi impianti risponde al gusto del classico, senza nulla togliere all'eleganza e alla raffinatezza. Sono disponibili sia nella versione liscia che in quella con decorazioni in rilievo. A quel punto è solo una questione di prezzo. I primi sono più moderni e spartani, senza comunque perdere in eleganza. I secondi sono più adatti a chi possiede un gusto più retrò. La lega ferrosa valorizza in ogni caso ogni tipo di ambiente. Una volta installati in una abitazione privata o in ufficio, possono rimanere validi per più di cinquant'anni, senza necessità di grossi interventi. I modelli esistenti sono a colonnine e in stile liberty, a cui si aggiungono i tradizionali e insostituibili modelli d'epoca, che troviamo ancora nella maggior parte delle case arredate dagli anni '50 in poi.

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