Alchechengi

Gli alchechengi: tecniche di coltivazione

L'alchechengi, o Physalis Alkekengi, é una pianta della famiglia delle solanacee, molto decorativa e ricca di buone caratteristiche nutritive.

La coltivazione della pianta non è difficile, anzi, in quanto essa ben si adatta alle zone climatiche italiane e non è raro incontrarla ai margini di piccoli boschi e di coltivazioni quali vigneti e oliveti.

La pianta può essere considerata rustica, in quanto non necessita di particolari cure se non di un buon terreno drenato al momento della semina e del trapianto.

Essa si riproduce per semina e il terreno adatto deve mantenere delle caratteristiche di umidità e di mezza ombra costanti. Come tutte le piante, anche l'alchechengi non ama le escursioni termiche troppo elevate, ma la sua robustezza lo rende resistente alla siccità e al freddo.

La pianta in sè è velenosa, ma il frutto può essere consumato in cucina. Esso si presenta incredibilmente ricoperto da una sorta di calice di composizione papiracea e vescicolosa , il quale sembra composto di carta grezza e serve per collegare il frutto alla pianta vera e propria, proteggendolo dalle aggressioni esterne.

Le foglie della pianta sono ovali, lunghe circa 8-10 cm, mentre i fiori, alti e bianchi, sbocciano solitamente nei mesi estivi, con picco a luglio. Il raccolto dei frutti avviene verso la seconda metà del mese di agosto e a settembre, a seconda della stagione in corso.

A causa della sua particolare conformazione, la pianta dell'alchechengi può trovare il suo habitat ideale solamente dopo un anno o due dalla messa in terra e, per questo motivo, non è raro che essa dia frutti una volta trascorso questo periodo di tempo.

Nella fase di riproduzione si deve prestare attenzione al terreno ospitante, il quale non deve presentare troppi ristagni idrici. Per evitare che le piantine marciscano, è buona norma trapiantarle e allocarle in luoghi temperati, per favorire la loro crescita, durante le prime fasi di vita.

Per rendere il terreno più asciutto è possibile aggiungere della sabbia e non eccedere con le innaffiature, le quali devono avvenire solamente nei caldi periodi estivi, moderate e mai con la luce del sole diretta, quindi il mattino presto oppure durante l'ora del tramonto.

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Alchechengi: Gli alchechengi: proprietÓ nutritive

alchechengi cioccolato Oltre a donare dei frutti di incredibile bellezza, la bacca dell'alchechengi, cioè il suo frutto, possiede tante buone caratteristiche dal punto di vista nutrizionale.

Essa è un potente diuretico e depurativo naturale, consigliato in erboristeria per la soluzione dei calcoli e per l'eliminazione della ritenzione idrica. 

Il frutto è ricchissimo di vitamina C, oltre che di flavonoidi e di minerali quali il potassio e, per questo motivo, il suo impiego viene indicato per combattere le disfunzioni legate alle vie urinarie e impiegato per rafforzare il sistema immunitario.

Ma come si consuma la bacca dell'alchechengi? Essa si presenta grande quanto una ciliegia, dal colore arancione verdastro e protetta dal calice papiraceo, il quale ha solo una funzione decorativa.

In cucina l'uso degli alchechengi, a causa del sapore acidulo e molto particolare, da vita a ricette legate soprattutto ai dolci, ma il suo impiego in primi piatti e nella preparazione di contorni non deve essere disdegnato.

La preparazione più classica dell'alchechengi, vede il frutto mantenuto in purezza e ricoperto di cioccolato fondente oppure 'brinato' con una glassa a base di zucchero.

Grazie alla sua composizione, esso può essere impiegato per preparare golose marmellate, composti di frutta e divenire la base per appetitose crostate e sorbetti. Nella preparazione di piatti salati, l'alchechengi trova il suo impiego nelle insalate e nella preparazione di risotti, abbinato a verdure quali la cipolla e le carote.

Per mantenere inalterate le proprietà nutritive e fare un pieno di vitamine e sali minerali, è consigliato consumare il frutto crudo, in purezza, magari inserito in una fresca macedonia.

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