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- 17 ottobre 2017

Come si paga il canone Rai

Per sapere come si paga il canone Rai bisogna tenere a mente che l'importo di 90 euro viene addebitato in maniera diretta in 10 rate mensili uguali sulle fatture emesse dai fornitori di energia elettrica. Gli addebiti vengo fatti a partire da gennaio di ogni anno e hanno termine il mese di ottobre. Ci sono però alcune situazioni che prevedono modalità diverse di pagamento. Ad esempio si può accreditare il canone direttamente sulla propria pensione facendo domanda al proprio ente pensionistico. Questa procedura può essere scelta da tutti i cittadini il cui reddito di pensione non abbia superato i 18.000 euro l'anno precedente a quello nel quale si effettua la richiesta. La domanda va presentata entro il 15 novembre dell’anno precedente. Se invece il contratto di fornitura di energia elettrico non è intestato a un membro della famiglia anagrafica che deve pagare il canone, bisogna fare un versamento entro il 31 gennaio dell'anno di abbonamento con il modello F24. Una grande attenzione deve essere fatta per il canone Rai seconda casa perché ci sono varie esenzioni.

Canone Rai cambio residenza

Esistono alcune situazioni in cui gli utenti possono avere qualche dubbio sulle modalità di pagamento del canone TV. Ad esempio il versamento del canone Rai con il cambio di residenza dell'utente prevede che si effettui una voltura del contratto di fornitura residenziale di energia elettrica. In questo modo il cittadino attiva una nuova utenza e risulta il titolare di una bolletta per l'addebito del canone Rai attraverso le rate mensili previste. Di conseguenza si deve pagare il canone TV a partire dal momento di emissione della prima fattura utile, cioè dal mese di attivazione della nuova fornitura volturata. Se invece si cede il contratto in voltura e non si attiva una nuova utenza per l'energia elettrica entro la fine dell’anno, le rate mancanti non sono addebitate tramite il conguaglio di chiusura della fornitura. Per questo motivo l'importo residuo deve essere corrisposto entro il 31 ottobre 2018 con il modello F24. Ciò vale anche nel caso in cui il cittadino sia titolare di un'altra abitazione e non occorre pagare il canone Rai seconda casa, a patto che i componenti della famiglia anagrafica (unico nucleo familiare) abbiano la residenza nello stesso luogo.

Canone Rai seconda casa residenza figlio

In genere si viene esentati dal versamento del canone Rai seconda casa in quanto il pagamento deve essere fatto solo una volta. Infatti riguarda tutti gli apparecchi che si trovano nella dimora oppure nella residenza del titolare della bolletta e di tutti i componenti del nucleo familiare, definito come famiglia anagrafica. Tuttavia è fondamentale che i vari membri non abbiano residenze diverse. Una famiglia anagrafica può riguardare solo una persona, tuttavia viene definita come l'insieme di persone legate da parentela, vincoli affettivi, matrimonio, tutela, affinità oppure adozione che dimorano e coabitano nello stesso Comune. Di conseguenza è dovuto il canone Rai seconda casa se la residenza del figlio è diversa dalla propria. L'esenzione è dovuta anche quando la seconda casa posseduta viene data in affitto perché sono gli inquilini a corrispondere il canone. Esistono casi nei quali i locatari hanno già intestato a proprio nome un'altra utenza elettrica, quindi non necessitano di fare alcun versamento. In secondo luogo sono esentati anche i residenti all’estero che possiedono un'abitazione su territorio italiano dove non c'è una televisione.

Disdetta canone Rai seconda casa

La disdetta del canone Rai avviene attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (autocertificazione), attestando sotto la propria responsabilità e in forma scritta che non si possiedono apparecchi sottoposti a tassazione in casa. Lo stesso avviene quando la titolarità dell'abbonamento TV presenta alcune particolarità oppure se si rientra nei casi di esenzione dalla tassa. Ne è un esempio concreto la disdetta canone Rai seconda casa: in questa eventualità non si deve pagare perché la tassazione avviene solo una volta. L'autocertificazione deve essere inviata all'Agenzia delle Entrate usando una raccomandata con ricevuta di ritorno; in alternativa si può stampare, compilare e spedire il modulo disdetta canone RAI presente sul sito dell'ente con le stesse modalità. Inoltre si può optare per il modello online messo a disposizione degli utenti sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Bisogna tenere a mente che si addebita il canone Rai solo sulla bolletta luce residenziale o, nel caso di due forniture uguali, su quella di tipo D2. Se entrambi i contratti di fornitura sono residenziali di tipo D2, le rate del canone vengono addebitate sulla fornitura attivata per ultima.

Esenzione canone Rai seconda casa

L'esenzione del canone Rai è dovuta per la seconda casa, tuttavia può accadere che si verifichino situazioni complesse che richiedono qualche chiarimento. Ad esempio se un coniuge oppure un membro del nucleo familiare risulta l'intestatario di più utenze elettriche residenziali riguardanti più immobili il canone viene addebitato solo una volta. In questo caso è bene presentare una dichiarazione sostitutiva all'Agenzia delle Entrate per attestare il possesso dei requisiti per l'esenzione canone Rai seconda casa. In altre circostanze è possibile che le due abitazioni siano intestate a due membri diversi della famiglia anagrafica oppure ognuna a un coniuge. Si tratta di una situazione atipica, che si verifica quando l'utenza elettrica residenziale e l'immobile di residenza sono intestati alla moglie e la seconda casa e l'altra utenza residenziale al marito oppure viceversa. In questo caso l'intestatario della seconda casa e del secondo contratto di fornitura presenta un’autocertificazione all'Agenzia delle Entrate, facendo attenzione a rispettare i termini previsti. Si scarica il modello standard dal sito della Rai oppure dell'Agenzia delle Entrate e si compila il quadro B.

Sanzioni canone Rai

Poiché l'esenzione canone Rai seconda casa avviene presentando una dichiarazione sostitutiva bisogna sempre tenere a mente che il cittadino risulta essere responsabile dei dati contenuti all'interno dell’autocertificazione. Di conseguenza, se il testo contiene dichiarazioni erronee oppure false, si è passibili di sanzioni amministrative e denunciabili penalmente all’autorità giudiziaria. Inoltre viene prevista l'immediata decadenza dei benefici ottenuti, cioè l'esenzione dal pagamento del canone Rai. La falsificazione dell'autocertificazione può prevedere una pena fino a 2 anni di carcere per aver violato la legge 445/2000, oltre al versamento di una multa per l'omesso pagamento. Gli importi possono andare da un minimo di 200 euro a un massimo di 600 euro in base alle circostanze e alla gravità del fatto. Inoltre la società fornitrice di energia elettrica deve segnalare per legge i cittadini che evadono il pagamento del canone Rai all'Agenzia delle Entrate. In caso contrario lo stesso fornitore rischia per ogni mancata segnalazione alle autorità competenti una sanzione di 30 euro l'anno. Tuttavia sono la Rai e l'Agenzia delle Entrate a dover dimostrare l'evasione.

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