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- 31 luglio 2015

Cedolare secca sugli affitti

Al momento della registrazione del contratto di locazione il proprietario dell'immobile può optare per il regime della cedolare secca affitti. Con questa opzione pagherà sul reddito dell'immobile un importo a forfait, a titolo di addizionale Irpef, senza che il reddito prodotto dal canone di locazione vada a sommarsi ai suoi redditi. Per la registrazione del contratto non è previsto il pagamento dell'imposta di registro e l'inquilino non sarà soggetto alla rivalutazione Istat annuale. Il proprietario può decidere anche successivamente alla registrazione di optare per il regime della cedolare secca, comunicandolo per scritto all'inquilino, ma in questo caso l'imposta di registro versata non è rimborsabile e l'aggiornamento Istat non verrà conteggiato per i periodi successivi. L'esenzione dal pagamento dell'imposta di registro vale anche per la risoluzione del contratto di locazione: anche in questo caso, se il contratto è a regime di cedolare secca, non è dovuto alcun pagamento.

Che cosa è la cedolare secca

La cedolare secca affitti è una opzione che permette al proprietario di un immobile dato in locazione di sapere l'importo complessivo da versare ogni anno al fisco per i redditi conseguiti per quell'immobile. In sostanza il reddito conseguito con l'incasso del canone di locazione non andrà ad aggiungersi al proprio reddito personale, ma verrà sostituito dall'addizionale Irpef. Ovviamente questa scelta conviene particolarmente a coloro che si trovano in una fascia di reddito medio-alta, in quanto prevede una percentuale del 21% oppure del 19% per i contratti di locazione a canone concordato situati in comuni con scarse disponibilità di immobili in affitto. Facile immaginare e calcolare il risparmio economico per tutti quei proprietari che si trovano con un reddito compreso nella fascia del 27% o superiore.

Come calcolare l'importo per la cedolare secca

Per poter calcolare se e quanto conviene optare per il regime della cedolare secca affitti, occorre fare un calcolo molto semplice. Per prima cosa dovrete calcolare l'importo totale annuo del canone di locazione, moltiplicando il canone mensile per dodici. Occorre prestare attenzione a non comprendere nel calcolo anche le spese condominiali, se presenti. Sull'importo totale dovrete calcolare il 21%. Questo è l'importo complessivo che dovrete versare al fisco ogni anno complessivamente per i redditi conseguiti dal vostro immobile. La convenienza aumenta se l'immobile è ubicato in un comune con particolare carenza di abitazioni in locazione disponibili. In questo caso la percentuale da applicare scende al 19%. La cifra così determinata deve essere versata tramite la Posta o la Banca, utilizzando il modello F23.

aggiornamento Istat

I vantaggi per i contratti di locazione che prevedono l'opzione della cedolare secca affitti si fanno sentire anche per gli inquilini, oltre che per i proprietari. Infatti le disposizioni legislative prevedono che questi contratti siano esentati dalla rivalutazione annua Istat. Nessun aumento del canone di locazione legato all'aumento del costo della vita: l'importo mensile resterà invariato per tutta la durata del contratto. Ma i vantaggi economici non sono finiti: solitamente l'imposta di registro per la registrazione ed una eventuale risoluzione del contratto viene divisa a metà fra proprietario e inquilino. Non essendo invece dovuta, il risparmio economico viene così esteso anche al soggetto che detiene l'appartamento. Rimane invariato il diritto alla detrazione per i canoni di locazione corrisposti, ove vi siano le caratteristiche e le condizioni necessarie.

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