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Conto termico 2.0, guida ai nuovi incentivi

Conto termico 2.0, guida ai nuovi incentivi

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- 09 giugno 2016

Conto termico 2016

Il nuovo Conto Termico 2.0 è ufficialmente entrato in vigore dal 31 maggio 2016. Sono tante le novità introdotte e, nel suo complesso, risulta fortemente rinnovato rispetto al decreto del 2012. Ma a cosa serve? Innanzitutto è necessario dire che con il Conto Termico 2016 è possibile riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta. È uno strumento utile sia per i privati che per le Pubbliche amministrazioni perché consente di esercitare il ruolo previsto dalle direttive sull’efficienza energetica contribuendo a costruire un Paese più efficiente. Il nuovo meccanismo di incentivazione, che viene amministrato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) – la società pubblica che promuove lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica in Italia – riguarda dunque diversi soggetti: le Pubbliche amministrazioni (per circa 200 milioni), imprese e privati che potranno accedere a fondi per 900 milioni di euro annui totali.

Nuovo conto termico cosa cambia

Sono molte le novità contenute in questo nuovo decreto del Ministero dello Sviluppo economico che, oltre all’ampliamento delle modalità di accesso e dei soggetti ammessi, di fatto introduce nuove misure di efficienza energetica. Innanzitutto è stata aumentata la dimensione degli impianti ammissibili, mentre è stata snellita la procedura di accesso diretto per gli apparecchi a catalogo. Sul fronte incentivi poi il Conto Termico 2.0 stabilisce l'innalzamento del limite per la loro erogazione in un'unica rata (dai precedenti 600 agli attuali 5.000 euro), prevedendo una riduzione dei tempi di pagamento che, nel nuovo meccanismo, passano dai 6 ai 2 mesi. Tra le altre novità anche la possibilità di effettuare il pagamento online e tramite carta di credito per attestare le spese sostenute. Viene poi istituito il catalogo degli apparecchi domestici con potenza termica utile nominale inferiore o uguale a 35 kW. In pratica acquistando uno dei prodotti di questa lista, si accede a un iter semplificato per la compilazione della scheda di domanda, in cui non è necessario indicare i dati tecnici e prestazionali del generatore. Per quanto riguarda invece i generatori di calore a biomassa, la loro potenza termica nominale massima ammissibile passa da 1 MWt a 2 MWt mentre è stato eliminato l’obbligo di iscrizione ai registri per caldaie a biomassa con potenza termica superiore a 500 kW con conseguente accesso diretto agli incentivi. Il nuovo meccanismo aggiunge, per le Pubbliche amministrazioni, nuovi interventi, quali per esempio, la trasformazione in “edifici a energia quasi zero” (cosiddetti nZEB). Sia i privati sia le Pubbliche amministrazioni potranno infine avvalersi delle Esco (Energy Service Company ovvero società che hanno come obiettivo il risparmio energetico e l'efficienza energetica) per la progettazione e realizzazione degli interventi.

Conto termico incentivi

Gli incentivi previsti dal Conto Termico 2.0 sono molteplici e per ciascuna tipologia di intervento sono definite le spese ammissibili per calcolare l’ammontare dell’incentivo, nonché i massimali di costo e il valore dell’incentivo stesso. Va detto altresì che non sono cumulabili con altri incentivi statali, ad eccezione dei fondi di rotazione, dei fondi di garanzia e dei contributi in conto interesse. Quali sono dunque gli interventi incentivabili? Le Pubbliche amministrazioni (e dunque non i privati) potranno richiedere gli incentivi per gli interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti riguardanti l’efficientamento dell’involucro, come la coibentazione di pareti e coperture, la sostituzione di serramenti, l’installazione di schermature solari, l’illuminazione d’interni e le tecnologie di building automation, oppure riguardanti la sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con altri a più alta efficienza come le caldaie a condensazione. Gli interventi incentivabili anche per i privati invece sono quelli di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza come la sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili (pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria; caldaie, stufe e termocamini a biomassa; sistemi ibridi a pompe di calore) o l’installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo a partire da una sorgente di calore. L’accesso agli incentivi può avvenire secondo 2 modalità: per accesso diretto, nel qual caso la richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori, o tramite prenotazione, e in questo caso è prevista l’erogazione di un primo acconto all’avvio e il saldo alla conclusione dei lavori. In generale con il Conto Termico 2.0 gli incentivi sono più alti e sono tutti specificati nel vademecum informativo redatto dal GSE.

Portaltermico

Per accedere agli incentivi per il Conto termico 2.0 il GSE ha predisposto un portale Internet dedicato. Si chiama PortalTermico e attraverso questo strumento è possibile compilare e inviare la documentazione necessaria per l’ammissione all’incentivo entro 60 giorni dalla data in cui viene concluso l’intervento. La scheda-domanda da compilare deve contenere tutte le informazioni relative all'immobile oggetto dell’intervento e a quelle che sono le caratteristiche specifiche dell’intervento per cui è richiesto l’incentivo. Su Portaltermico è possibile inviare le richieste in accesso diretto, mentre per le istanze con accesso a prenotazione, le funzionalità del Portale si attiveranno successivamente, previa informazione sul sito. L’applicazione è disponibile collegandosi all'Area Clienti del GSE.

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