Deumidificatore fai da te

Cos'è un deumidificatore

Partendo dal significato della parola 'deumidificatore', si può facilmente comprendere che il deumidificatore è un sistema che permette all'aria di perdere l'umidità ovvero di ridurre la quantità di vapore in essa presente. 

Si arriva a questo processo in modi diversi e infatti esistono in commercio diversi tipi di deumidificatori per ambienti.

Il primo metodo è ventilare l'ambiente con stufe o altre fonti di calore o ventilatori.

E' possibile rimuovere l'umidità abbassando la temperatura. Tale metodo è noto come condensazione ed è applicato ai deumidificatori dotati di sistema refrigerante. Quando, infatti, l'aria è satura di umidità al 100%, non ne può più assorbire. Abbassando la temperatura la condensa sulle superfici verrà velocemente assorbita.

deumidificatore elettrico


Deumidificatori ad assorbimento

deumidificatore ad assorbimento Esistono anche degli umidificatori detti ad assorbimento perchè funzionano tramite l'impiego di sostanze denominate igroscopiche ovvero in grado di assorbire l'umidità.

Normalmente si mettono in una vaschetta dei cristalli o delle perline che assorbono il vapore in più presente nell'ambiente. Tali perline sono costituite da un mix di elementi chimici come il bromuro, sali di cloruro di litio, cloruro di calcio e di magnesio, silice ed altro. 

Riassumendo ci sono tre metodi differenti per deumidificare l'aria ovvero:

1) per riscaldamento e ventilazione (metodo di poca efficacia e decisamente caro)

2) per condensazione (più efficace del primo metodo)

3) per assorbimento (il metodo più efficace ed economico).

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Come costruire un deumidificatore faidate

sale Ci sono diversi modi per costruire un deumidificatore in casa. L'effetto e l'efficacia sono gli stessi ma eviterete di sprecare energia elettrica.

Prendete una ciotola grande e mettete dentro un velo di organza all'interno del quale verranno posti 150 grammi di sale grosso da cucina. Chiudete a sacchetto. Il sale assorbirà l'umidità che verrà rilasciata all'interno della ciotola.

In alternativa potete utilizzare un grosso contenitore su cui metterete uno scolapasta che, però, non deve appoggiare sul fondo del contenitore. All'interno dello scolapasta mettete dei fogli di carta assorbente e inseritevi circa 200 grammi di sale grosso.

Dopo circa 4 giorni (più o meno in base all'umidità che c'è da voi), asciugate il sale nel forno e ripulitelo dalle impurità. Riutilizzatelo fino a cinque volte poi sostituitelo. Un dettaglio molto importante è quello di riporre il vostro deumidificatore nel frigo e lasciarlo per un quarto d'ora. I risultati saranno sorprendenti e l'efficacia raddoppiata. 

C'è poi un altro metodo per ottenere un ottimo deumidificatore.

Prendete una bottiglia di plastica da due litri. Tagliatela in due parti, facendo in modo di ricavare dalla parte superiore la forma di imbuto senza però togliere il tappo. Proprio in questa parte, mettete del sale grosso e spingetelo al massimo. Ricoprite con una pellicola trasparente e lasciate in frigo per un giorno e una notte.

Una volta che lo tirerete fuori, praticate un foro nel tappo, togliete la pellicola e inserite nella restante parte della bottiglia. Se volete, potete sigillare con la colla a caldo e in un paio di giorni la parte inferiore della bottiglia si riempirà di acqua: quella è tutta l'umidità che avete tolto dalla vostra stanza.


Altri tipi di deumidifcatore

pietra di sale illuminata Naturalmente, ci sono altri tipi di deumidificatori in commercio.

Ve ne è uno che non usa energia elettrica. Si tratta di un contenitore in plastica all'interno del quale posizionerete i sali o le perline idrofobe. C'è poi la pietra di sale. E' una grossa pietra fatta, appunto di sale. Poggia su una base in legno in modo da non macchiare il posto dove viene poggiata ed emana una luce chiara.

Queste lampade emanano ioni negativi e sono costituite da cloruro di sodio noto come salgemma. Sembra che abbiano anche il potere di depurare l'aria eliminando molti batteri.

Ci sono poi i deumidificatori che funzionano ad elettricità, sono regolabili e si possono impostare a diversi livelli. In ogni caso, qualsiasi umidificatore elettrico va tenuto acceso per più tempo all'inizio in modo che tolga quanta più umidità in eccesso.

Ciò non avviene per gli umidificatori fai da te che invece agiscono per tutto il tempo che vengono lasciati in un ambiente. Inoltre, a differenza degli umidificatori-condizionatori, possono essere facilmente spostati da una stanza all'altra con estrema facilità.

Infine, a parte il grande risparmio energetico e di denaro, sono naturali, non emettono alcun rumore e non disturbano la quiete. Una soluzione ecologica ed economica.

 


Deumidificare

deumidificatore portatile Con l'impiego di un deumidificatore è possibile alleviare la brutta sensazione di aria pesante nelle giornate estive e, soprattutto, durante l'inverno combattere la formazione di condensa e di muffe che possono proliferare e creare degli ambienti poco salutari.

Ovviamente è necessario valutare con attenzione quali siano le propri esigenze per capire a quale tipo di deumidificatore affidarsi.

Se la situazione è piuttosto complicata e l'umidità da eliminare si presenta in grande quantità, probabilmente, non sarà sufficiente affidarsi ad un deumidificatore fai da te, in quanto non sarà abbastanza potente per raccogliere tutta la condensa che si forma.

A quel punto è possibile affidarsi a uno dei tanti modelli di deumidificatori in commercio, che vengono proposti con potenze e funzionalità varie, che possono adattarsi alle diverse richieste degli acquirenti.


Deumidificatore fai da te armadio

Deumidificatore fai da te armadio Durante i mesi invernali l’umidità all’esterno delle nostre case corre su binari paralleli a quelli dell’umidità all’interno degli appartamenti. Areare di frequenti gli ambienti non basta, ed è impensabile tenere le finestre aperte o semplicemente socchiuse durante i periodi più rigidi dell’anno, a meno di non voler vivere perennemente col cappotto addosso. Anche gli armadi non sono esenti dal fenomeno dell’umidità e per questo motivo rischiamo di vedere rovinati i nostri capi d’abbigliamento preferiti. Una soluzione immediata è quella rappresentata dalla naftalina, che spesso però non basta a impedire che i vestiti si impregnino di uno spiacevole odore di muffa. Che fare dunque? Esiste un rimedio semplice e fatto in casa per evitare che l’interno degli armadi diventi un ricettacolo di umidità. Esso passa dalla creazione di piccoli deumidificatori costruiti ad hoc per i nostri mobili. Non pensate di dover fare chissà quali spese: nella stragrande maggioranza dei casi l’occorrente necessario è già presente in casa. Gli oggetti che servono a creare un deumidificatore fai da te per armadio sono pochi e di uso quotidiano: una bottiglia di plastica, 100 grammi di sale grosso da cucina, del nastro adesivo, un coltello con la punta e un paio di forbici. Abbiamo già visto nei paragrafi precedenti quali siano le proprietà del sale contro l’umidità. In questo senso basterebbe anche solo sistemarne un sacchetto dentro l’armadio. Certo, in questo modo ci ritroveremmo obbligati ad asciugarlo molto spesso. Meglio invece servirsi di una bottiglia di plastica utilizzabile come raccoglitore dell’acqua. Seguiamo gli step uno alla volta. Per prima cosa serve una bottiglia di plastica vuota come quelle usate per l’acqua minerale, meglio ancora se si forma quadrata. Tagliamola in due, facendo attenzione che la parte col collo sia un po’ più corta di quella inferiore. A questo punto bisogna svitare il tappo e praticarvi almeno 6 buchini col nostro coltello a punta, dopodiché lo riavviteremo ed inseriremo la parte superiore della bottiglia rovesciata dentro quella inferiore, avendo cura che non arrivi a toccare il fondo ma ne rimanga distanziata. Fatto? Ora non resta che sigillare le due parti con il nastro adesivo e versare il sale nella parte superiore della bottiglia, lasciandola riposare dentro il freezer per almeno 15 ore. Portate pazienza e scadute le 15 ore il deumidificatore per armadio fai da te sarà pronto all’uso.


Deumidificatore fai da te riso

Deumidificatore fai da te riso Non di solo sale vive un deumidificatore fai da te. Per creare comodi e utili deumidificatori fatti in casa, è infatti possibile utilizzare anche il riso, alimento comune sulle nostre tavole e solitamente ben presente nelle credenze delle famiglie italiane. Lo scopo finale è sempre lo stesso già visto: abbattere il tasso di umidità delle nostre stanze e dei nostri armadi. Rispetto al deumidificatore con sale grosso, cambiano le modalità di creazione: in questo caso niente bottiglie di plastica, bensì garze avvolte intorno a 100 grammi di riso ciascuna, da posizionare in punti diversi nell’ambiente che si desidera deumidificare. Per chiudere le garze potrete divertirvi scegliendo nastrini o lacci di diversi colori, per dare un tocco di stile in più al vostro deumidificatore fai da te. Il numero dei pacchetti cambia in base alla superficie dell’ambiente (una stanza intera ne richiederà di più rispetto ad un armadio), ma è consigliabile comunque non scendere sotto quota 5 pacchettini. Inoltre, affinché l’effetto si mantenga nel tempo, è necessario cambiare il riso all’incirca ogni due settimane.


Deumidificatore fai da te cantina

Deumidificatore fai da te cantina Dirigiamoci verso l’ambiente umido per eccellenza nelle nostre abitazioni: la cantina. Se vogliamo servirci di un deumidificatore fai da te dovremo preparaci a meccanismi ben più aggressivi di quelli sperimentabili in ambienti più ristretti come quelli di armadi e automobili. Anche in questo caso comunque bastano pochi oggetti di uso comune. Si può ad esempio servirsi di una vaschetta ricavata da un qualsiasi contenitore, all’interno della quale aggiungere del cloruro di calcio bicarbonato: non si tratta del semplice sale come quello da cucina, bensì di quello sparso sulle strade e usato per sciogliere la neve. La sua azione è molto più potente di quella del sale comune e meglio si adatta a un ambiente come quello della cantina. Messo il sale in uno scolapasta sopra la suddetta vaschetta, esso condenserà l’umidità in acqua, che si raccoglierà nel contenitore sottostante. I tempi di ricambio di restringono: dalle due settimane delle garze di riso passiamo ai 2 o 3 giorni. D’altronde, avendo a che fare con un luogo dal maggiore tasso di umidità c’è da aspettarselo