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- 09 gennaio 2016

Cosa fa l'Home shopper?

Dopo il personal shopper, che dà consigli su moda ed abbigliamento, il personal food trainer, che cura la dieta e persino il voice trainer, che allena la voce, anche per la casa arriva il consulente “su misura” per ogni esigenza. Si tratta dell’home shopper, figura professionale nata negli USA negli anni Ottanta, dove è più nota con il nome di "art buyer", esperto soprattutto nel mercato antiquariale ed in quello dell'arte contemporanea.

Per diventare home shopper che formazione è necessaria?

Lo abbiamo chiesto a Gianpaolo Guerra, interior designer che a Roma si occupa a tempo pieno di home shopping. “ Io ho una laurea in giurisprudenza ed un diploma triennale in interior design conseguito presso l'Istituto Europeo di Design di Roma. Proprio a Roma ho svolto uno stage in uno studio d'architettura, dove mi sono occupato di ristrutturazione ed arredamento d'interni. Subito dopo ho scelto d'intraprendere, contemporaneamente, la carriera di interior designer (ho una casa/studio a Roma) e di home shopper per l'arredamento”.

Il lavoro dello home shopper nello specifico

Le mansioni dell'home shopper consistono essenzialmente nello svolgere consulenza d'arredo e guida all'acquisto, facendo da intermediario tra i committenti privati ed i commercianti. A seguito di un sopralluogo presso la casa del cliente, rendendosi conto dello stile, del tono e del budget, lo accompagna ad acquistare i mobili o, qualora non possa, se ne occupa personalmente (la peculiarità dell'home shopping è proprio la personalizzazione). Chi si rivolge all’home shopper e ne richiede la consulenza? Gianpaolo Guerra ci spiega che il suo target di riferimento è medio-alto e che i suoi clienti spaziano dalla giovane coppia che ha bisogno di arredare casa, fino ad arrivare a persone che hanno esigenze di mera rappresentanza. “Mi chiedono, spesso, oggetti insoliti e mobilio raro, insomma cose alle quali la gente comune difficilmente pensa. Mi capita di fare consulenza su design (da quello contemporaneo a quello, spesso raro da trovare, degli anni Sessanta e Settanta), antiquariato (da quello europeo fino ad arrivare all'etno-chic), modernariato (spesso scandinavo) e brocantage (dal rigattiere ai mercatini). La committenza chiede soprattutto personalizzazione... prescindendo dal tipo mirato di consulenza che svolgo (c'è chi mi chiede una casa più classica e chi, invece, vuole la propria abitazione basata su rigore, design e qualità)”.

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