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Il vetro di Murano

Il vetro di Murano

- 04 giugno 2012

Le origini

Il vetro di Murano affonda le sue radici in un lontano passato: c’è infatti chi sostiene che furono i Fenici i primi a lavorare il vetro, essendo entrati a conoscenza delle tecniche più adatte come bottino di guerra, e chi invece attribuisce l’origine di tale lavorazione risalga all’epoca romana.   Nei siti archeologici romani dell’area veneziana sono stati rinvenuti parecchi manufatti vitrei, risalenti a vari periodi ma mancano documenti o reperti che comprovino tale teoria. Il primo documento in cui si parla di un Maestro vetraio soffiatore residente nell’isola di Murano, invece, risale all’inizio del X secolo.   Le prime fornaci erano ubicate nel centro storico di Venezia, ma a causa del susseguirsi di incendi le vetrerie, che allora producevano quasi esclusivamente smalti vitrei, furono trasferite sull’isola di Murano, lontana dal centro storico. Sono passati più di mille anni, ma ancora oggi i ferri del mestiere e le tecniche di lavorazione restano praticamente immutati. E’ cambiato solo il combustibile che viene usato per alimentare i forni.  Ogni Maestro Vetraio lavora con l’aiuto di assistenti chiamati “serventi”, in numero diverso a seconda del tipo di produzione.  

La lavorazione

Il vetro di Murano è un vetro sodico, ossia “tenero”, che si presta ad essere soffiato. Si compone di sabbia silicea, soda, potassa e calce, a cui, aggiungendo ossidi di minerale si donano le colorazioni particolari. Il vetro fonde a 1350°C, ma si lavora a temperature inferiori, per renderlo meno fluido.   Quando viene terminato un oggetto in vetro di Murano, viene collocato in  un apposito forno di raffreddamento, denominato muffola, alla temperatura di 600° C. Gli oggetti sono lasciati raffreddare gradualmente, fino a che raggiungono la temperatura d’ambiente. In tal modo il vetro non va incontro a shock termici che potrebbero romperlo. Dopo tale procedimento, se necessario, l’oggetto viene tagliato e lucidato nella moleria ed è pronto per essere messo in commercio.  

Il maestro vetraio Fabio Fornasier

Fabio Fornasier lavora dal 1979 nella fornace del padre Luigi sull’isola di Murano. Divenuto maestro vetraio giovanissimo, apre il suo studio a Murano in cui crea preziosi lampadari di foggia antica e moderna, rielaborando le tecniche della tradizione muranese.   Ha condotto seminari di soffiatura presso la Gerrit Rietveld Academy di Amsterdam e insegnato in parecchie scuole vetraie e di design (il Royal College of art di Londra, la Gerrit Rietveld Academy di Amsterdam, la Pilchuck Glass School a Washington DC, la Scuola del Vetro Abate Zanetti di Murano).    Esteta esigente e artista sfaccettato, porta agli estremi le tecniche artigiane tradizionali del vetro di Murano di cui possiede una conoscenza profonda, fino a sperimentare forme innovative e contemporanee.   

Lu Murano

Nel 2004 crea il lampadario LU Murano, punto di arrivo e partenza di un nuovo percorso. Risultato di anni dedicati alla ricerca, alla sperimentazione e alla realizzazione di prototipi, LU è un oggetto importante, nuovo nel design ma coerente con la tradizione. Esposto per la prima volta presso la Mostra Vitraria a San Vito al Tagliamento, viene definito “il lampadario muranese più innovativo degli ultimi trent’anni” da Rosa Barovier Mentasti, una delle organizzatrici della manifestazione.   Un lampadario, dunque, ma anche una intera collezione, che vuole proporsi come rivoluzionaria e tradizionale. Espressione del territorio, della cultura e dell’anima italiana, l’antica arte vetraria diventa, per il Maestro Fornasier, una realtà da plasmare in continua evoluzione, mantenendo intattele proprie salde  radici storiche e culturali.    La collezione LU Murano ci restituisce la visione di un artista-imprenditore, Luigi Fornasier, e della sua creazione concepita come opera d’arte poi germogliata compiutamente fino a diventare un esclusivo lampadario in commercio. Interamente fatto a mano e soffiato a bocca, il lampadario in vetro di Murano, completamente trasparente, si esprime attraverso un design innovativo e contemporaneo.       

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