Impianto elettrico

Impianto elettrico civile

L’impianto elettrico è combinato da elementi importanti affinché il circuito funzioni regolarmente e da una quantità di materiale elettrico in base alla grandezza della casa, ogni elemento utilizzato deve essere certificato e il sistema deve essere realizzato da personale qualificato.

La norma Cei 64-8 e la variante V3 del 2011 regolano l’esecuzione di questo sistema. La variante contiene le regole sugli impianti elettrici da adottare nelle nuove installazioni. Il primo obbligo riguarda la potenza impegnata, che varia in funzione della superficie della casa: 3 KW per superfici fino a 75 mq, 6 KW per superfici che superino i 75 mq.

Per quanto concerne gli impianti elettrici esistenti, normalmente adatti per una potenza di 3KW, e dove sia presente un superiore utilizzo di energia elettrica, si può variare la potenza da 3 a 4,5-6 KW.

L'elemento fondamentale del sistema è la centrale di derivazione. Il tipo nuovo è più grande dei modelli datati e deve essere dotata di un interruttore generale e almeno due differenziali. Dal generale partono i fili che sono collegati al quadro elettrico dell’abitazione all’interno della casa, normalmente messo vicino al portone d’ingresso, e che contiene gli interruttori magnetotermici e quello differenziale chiamato "salvavita".

Inoltre, un sistema elettrico è formato anche dalle prese cui si attaccano gli utilizzatori (di solito gli elettrodomestici), gli interruttori semplici o composti per la gestione delle luci e la messa a terra dell’impianto.

installazione impianto elettrico

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Impianto elettrico appartamento

progettazione impianto elettrico Partendo dal quadro di casa, l’impianto elettrico è suddiviso in tre "circuiti": uno per le prese a 16 Ampere; uno per le luci a 10 Ampere; uno a 12 V per la linea di chiamata (campanello).

Le prese devono essere poste nel muro a trenta centimetri dal pavimento (110 nel caso di cucine e bagni), mentre gli interruttori vanno messi a 110 cm dal pavimento. I fili conduttori sono tre: per la corrente (fase), neutro e messa a terra.

L’impianto elettrico deve possedere alcune peculiarità minime:

- sezione del filo tra contatore e centralino maggiore o uguale a 6 mm;

- i cavi devono essere sfilabili;

- deve essere presente un interruttore generale che sia anche di emergenza;

- la dimensione dei quadri elettrici deve essere un 15% in più, come riserva per i moduli;

- il collegamento entra-esci sulle prese, è accettato per apparecchi messi nella stessa scatola o tra due adiacenti;

- l’impianto elettrico deve essere collegato ad almeno due differenziali.

L’impianto nuovo deve avere tre livelli nelle dotazioni e l’uso di questi apparecchi: differenziali insensibili ai problemi elettromagnetici, differenziali di classe A per proteggere condizionatori, lavatrici e via dicendo, cucina e lavatrice che devono avere a disposizione almeno una presa tipo Schuko, predisposizione di un’elettrovalvola per l’intercettazione della fuga di gas in cucina.


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Impianto elettrico costo

impianto elettrico Le norme hanno previsto tre livelli in funzione degli standard di benessere.

Non è possibile andare sotto il primo livello, dove le prese devono essere poste uniformemente sulle pareti, una va posta vicina alla porta d’ingresso, nel bagno devono essere previste due prese, in cucina è stabilito un numero minimo di prese e via dicendo.

Nell’ingresso della casa e nei corridoi deve trovare posto un punto luce e una presa. Inoltre, nei terrazzi, giardini, portici con superficie maggiore o uguale a 10 mq, sono obbligatori un punto presa e uno luce. Molto importante, infine, per assicurare un minimo d’illuminazione, è l’installazione di apparecchiature per l’illuminazione di sicurezza.

Il secondo livello prevede le apparecchiature del primo livello, però, oltre a quelle, occorre prevedere un sistema di controllo dei carichi, al quale è associato uno o più relè di potenza con la funzione di scollegare i carichi non prioritari.



Il terzo livello è lo standard elevato, che è come il livello due, ma che è dotato d’impiantistica innovativa, con la previsione dell’uso della domotica, cioè l’applicazione dell’informatica ai dispositivi e impianti utilizzati nelle abitazioni.



Per quanto riguarda i costi, per avere cifre di massima, un impianto elettrico costa circa 50/60 euro a punto luce installato. Ad esempio, in una casa di circa 90 mq, con circa sessanta punti luce, si può stimare il costo in 3.000/3.600 euro, IVA esclusa. Nel costo totale sono compresi i tubi, i quadri elettrici, le scatole, la mano d’opera e l’utile d’impresa.