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- 16 febbraio 2016

Imposta di registro

L'Imposta di registro è una tassa prevista dalla Repubblica Italiana che si deve pagare presso l'Agenzia delle Entrate (prima si doveva effettuare presso l'Ufficio di Registro) per la registrazione di determinati atti giudiziari. Per portare un esempio, nel caso si trattasse di una casa in affitto, la tassa di registro è quella tassa che, al rinnovo di ogni contratto di locazione devono versare locatario e proprietario dell'immobile al cinquanta per cento. Nello specifico però, ci occupiamo della tassa di registro che deve essere versata per l'acquisto di un immobile che, a quanto pare porta delle novità abbastanza convenienti rispetto agli anni passati. Vedremo nei prossimi paragrafi di cosa si tratta, in cosa consistono le novità rispetto agli anni passati e proveremo anche a fare qualche esempio pratico riportandone il confronto tra le vecchie imposte e quelle attualmente vigenti.

Vecchia imposta di registro

Dal primo gennaio dell'anno 2014, le imposte di registro per l'acquisto della prima casa sono diventate più convenienti. Prima però di fare i conti sui nuovi calcoli, bisogna necessariamente ricordare a quanto ammontavano le imposte di registro prima di questa data per potere fare un conto approssimativo e capire che, effettivamente, una certa convenienza esiste davvero. Andiamo con ordine. Coloro che dovevano acquistare la prima casa, nelle date precedenti all'uno gennaio del 2014 dovevano affrontare delle spese legate alle imposte di registro pari al tre percento della somma totale con un minimo di 168 euro. Inoltre a questo calcolo dovevano anche essere aggiunti altre 168 euro di imposta ipotecaria, 168 euro di imposta catastale e 320 euro tra bollo e tasse ipotecarie (nello specifico 230 euro di imposta di bollo, 35 euro di tributi speciali catastali e 65 euro di tasse ipotecarie). Queste erano le imposte di base che dovevano pagare tutti gli acquirenti della prima casa, senza differenza alcuna in termini di lusso della casa stessa. Per quanto riguarda, invece, l'acquisto del secondo immobile, ecco quali erano i calcoli da fare: La tassa era pari al sette percento, con un minimo di 168 euro, l'imposta ipotecaria era pari al due percento, sempre con un minimo di 168 euro, l'imposta catastale era pari all'uno percento con un minimo di 168. Inoltre erano comprese anche le spese di 320 euro tra bollo e tasse ipotecarie.

Nuove imposte di registro

Dal 2014 l'imposta di registro scende al due percento con un minimo di mille euro, l'imposta ipotecaria e quella catastale scendono rispettivamente a cinquanta euro fisse mentre il bollo e le tasse ipotecarie (ex 320 euro) sono portate a zero. Chiaramente questo implica un ragionevole risparmio. Per quanto riguarda invece l'acquisto del secondo immobile, anche se, a prima vista sembra più caro, alla fine dei conti non è così. Il vecchio sette per cento è salito al nove percento con un minimo di mille euro, l'imposta ipotecarie e quella catastale sono anch'esse state portate a quota cinquanta euro fisse e, anche in questo caso, il bollo e le tasse ipotecarie sono state completamente annullate. In mezzo a tutta questa confusione si tratta certamente di una buona notizia, anche se sembra che queste nuove "regole" e nuovi calcoli siano limitati solamente all'acquisto di immobili tra privati. La situazione diventa un po' più complicata e dispendiosa se invece si decide di acquistare l'immobile direttamente presso il costruttore.

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