Quello che volevi sapere sulle piscine in vetroresina

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- 29 luglio 2019

Pro e contro delle piscine in vetroresina interrate

Andiamo subito al sodo: quali sono i pro e i contro delle piscine in vetroresina interrate? Innanzi tutto, essendo prefabbricate, composte da un unico blocco (al massimo due) i e già dotate di tutti gli accessori, si interrano facilmente e in tempi brevi; occorre semplicemente collocarle nello scavo a loro destinato tramite una gru.

Inoltre, anche se costano più di altre tipologie di piscine (per esempio quelle in cemento armato), la spesa viene ampiamente ammortizzata grazie proprio alla semplice installazione e si sceglie fra diverse forme, per cui è facile trovarne una che soddisfi le esigenze e le preferenze estetiche individuali. Altri vantaggi sono le velocità di consegna, il fatto che queste piscine mantengono la temperatura dell’acqua pressoché costante e che non comportano variazioni relative ai parametri catastali, la possibilità di evitare qualsiasi rivestimento.

Passiamo adesso ai contro: il primo è il trasporto, per motivi facilmente intuibili. E poi bisogna far presente che il gelcoat, cioè la sostanza utilizzata per realizzare lo strato superficiale, si degrada nel giro di pochi mesi e perde lucentezza. Di conseguenza, la vetroresina inizia ad assorbire acqua, gonfiarsi e presentare sgradevoli fessure. Inoltre il terreno deve essere estremamente stabile, altrimenti il vetro tende a creparsi.

In foto la piscina Elba di Polyfaser, dotata di scala romana, gradino di appoggio per copertura a rullo, base isolata e struttura rinforzante in acciaio.

Meglio le piscine in vetroresina interrate o fuori terra?

Nella stragrande maggioranza dei casi le piscine in vetroresina sono interrate. Il motivo è presto spiegato: non si tratta di piscine autoportanti. D’altra parte non mancano le eccezioni e a tal proposito vogliamo sottolineare che le piscine in vetroresina fuori terra non richiedono scavi nè altri interventi sul terreno prescelto e non c’è neppure bisogno di autorizzazioni, contrariamente a quanto accade per le piscine interrate.

Nonostante questi evidenti vantaggi, la produzione di piscine in vetroresina fuori terra resta scarsa, così come la richiesta. Non si tratta del materiale più adatto a una simile soluzione strutturale, perché ha bisogno di protezioni e dei muretti di contenimento, possibilmente pure di una base in cemento armato, altrimenti tende a danneggiarsi rapidamente.

Non mancano, d’altra parte, soluzioni molto interessanti. In foto un esempio: la piscina monoblocco in vetroresina fuori terra Missouri di Busco. Il rivestimento in mattoncini dona solidità, difende la vetroresina dall’usura e aggiunge anche un quid in termini di estetica. Questa piscina è dotata pure di fari subacquei, di una scala romana e di un impianto di filtrazione.

I costi e le misure delle piscine in vetroresina interrate

Quanto costa una piscina in vetroresina? Dipende in primis dalle dimensioni, ovviamente, ma anche dagli accessori. Per una semplice piscina in vetroresina rettangolare 10x5 cm, ad esempio, si spendono fra i 12.000 e i 15.000 euro; ci riferiamo alla semplice struttura, però poi bisogna aggiungere i costi dell’installazione, dello scavo, delle opere murarie e del trasporto.

L’installazione, lo ribadiamo, è piuttosto economica: nel peggiore dei casi occorrono circa 1.500 euro, ma quasi sempre è possibile cavarsela con meno di 1.000 euro. Per gli scavi e le opere murarie suggeriamo di mettere in conto una spesa di 3.500-4.500 euro, ma potrebbe essere inferiore.

Per quanto riguarda il trasporto, è davvero difficile pronunciarsi perché moltissimo incidono la distanza fra la ditta e il luogo in cui la piscina deve essere installata. In ogni caso, occorre un mezzo eccezionale. In foto la piscina modello Rigel di Denotti Piscine: la lunghezza è pari a 10 metri, la larghezza a 3,7 metri. Filtrazione a skimmer.

Quali sono le piscine in vetroresina più economiche

Se desiderate una piscina in vetroresina ma disponete di un budget davvero ridotto, potete percorrere la strada del fai da te. In commercio si trovano infatti appositi kit che consentono di costruire una piscina in modo del tutto autonomo, secondo le proprie esigenze e preferenze, contenendo al massimo la spesa.

Questi kit comprendono la vasca, gli accessori di filtrazione (per esempio lo skimmer, il pozzetto di fondo, la presa a spazzola e bocchetta di immissione), l’impianto idraulico completo, il locale tecnico preassemblato, gli eventuali fari e rivestimenti e tanti altri elementi opzionali. Si può scegliere, insomma, ciò che si desidera. E con 1.500-2.000 euro si ha la possibilità di creare una piscina non grande ma comoda e funzionale.

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