Orchidee, come curarle e coltivarle in vaso

Orchidea cura

L’habitat perfetto per le orchidee dovrebbe richiamare quello tropicale, quindi dovrà essere luminoso e con un microclima caldo e umido. Le orchidee dunque si troveranno molto bene accanto alle finestre, con un’esposizione alla luce indiretta e lontane da fonti di calore e spifferi 

Evitate le zone poco illuminate dell’abitazione: la pianta smetterebbe di generare fiori e, nei casi più gravi, le foglie si staccherebbero dallo stelo.

Le orchidee sono delicate e non si annaffiano come le piante comuni, dato che il getto forte e un’eccessiva quantità d’acqua le danneggerebbero: ricorrete dunque a un nebulizzatore e spruzzate l’acqua direttamente sulle piante. Qualora l’orchidea fosse di dimensioni ridotte e sistemata in un vaso di plastica forato, potete calarla a bagnomaria in un catino contenente acqua a temperatura ambiente per un periodo di tempo sufficiente a che il terreno si inumidisca a sufficienza. Ambedue le operazioni vanno effettuate controllando prima che il terreno superficiale risulti asciutto al tatto e nel caso sarà necessario bagnarle come descritto.

orchidea


Orchidea significato

orchidee Nel linguaggio dei fiori l’orchidea veicola un “grazie” per la concessione d’amore. L’orchidea è dunque un fiore da donare alla persona che sappiamo per certo che ricambia la nostra passione. Mentre in Oriente l’orchidea simboleggia la purezza dei bambini e la cultura in Occidente, è reputata un messaggio d’amore per l’uomo o la donna della propria vita, il simbolo di un sentimento duraturo e importante.

Le orchidee sono piante epifite il che vuol dire che le loro radici trovano spazio negli interstizi tra i rami, laddove si accumulano materiali in decomposizione che diventano nutrimento per le piante. Per ricreare questo genere di ambiente, occorrerà scegliere un terreno soffice a cui andranno mescolati pezzetti di corteccia, fibra di cocco, torba: tale composto è chiamato substrato.

Il più diffuso è il bark, composto da corteccia di abete rosso ed abete di Douglas che è possibile acquistare presso i vivai più forniti. La concimatura andrebbe effettuata almeno ogni 15 giorni impiegando specifici concimi per le orchidee: anche in questo caso il concime verrà mischiato all’acqua in quantità minime e nebulizzato sulla pianta.

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Orchidea bianca

orchidea bianca Le orchidee bianche tra cui l’Orchidea Cymbidium è un tipo di orchidea inadatto ad essere tenuto in casa se non nei periodi in cui il freddo è particolarmente insidioso poiché, all’interno, la pianta non sempre riesce a fiorire ed è facile preda di parassiti. Meglio trasportarla all’esterno in balconi e giardini grazie alla sua discreta resistenza anche a condizioni atmosferiche critiche.

La fioritura verrà favorita dall’uso di fertilizzanti a basso contenuto di azoto a favore di potassio e fosforo: in fase di concimatura cercate di assicurare al substrato di terreno la giusta dose di umidità.

Quando il substrato inizia a perdere il suo valore nutritivo, bisogna effettuare il rinvaso della pianta: dopo esserci procurati un vaso leggermente più grande del precedente, creiamo un fondo costituito da sughero o, in alternativa, polistirolo o carbone. Riponiamo la pianta all’interno del vaso e ricopriamola di nuovo substrato a cui aggiungeremo del polistirolo espanso per assicurare il giusto drenaggio alla pianta.
Dopo il rinvaso, la pianta non dovrà essere annaffiata per circa dieci giorni.


Orchidee rare

orchidea rara Le Orchidaceae includono circa seicentocinquanta generi e oltre ventimila specie di orchidee. Soltanto nel nostro paese sono disponibili oltre ottantamila specie di orchidee che fioriscono sia in aree marine che montane. Bisogna altresì aggiungere le orchidee non spontanee, ossia quelle incrociate, le quali, da un punto di vista botanico, vengono definite rare.

Ovviamente, esistono orchidee rare naturali, tra le quali spiccano quelle di origine africana, quelle del genere Angraecum, che a sua volta si suddivide in oltre duecento sottospecie. Anche il genere Miltonia è raro, e ha origini brasiliane: i suoi fiori possono arrivare a misurare anche otto centimetri. Fra le più importanti e particolari menzioniamo le orchidee del genere Odontoglossum e quelle cosiddette "orchidee tigre" del genere Riossoglossum. Le specie di orchidee rare sono attualmente protette e di conseguenza è molto difficile per chi ci tentasse, farle crescere in un habitat che non sia il loro.


Come curare le orchidee

Come curare le orchidee Le orchidee sono famose per l’eleganza dei loro fiori e da diverso tempo sono anche icone della battaglia contro il cancro. Molto diffuse negli interni delle abitazioni private, danno un tocco di classe all’ambiente e trasmettono anche un senso di accoglienza e dolcezza. Essendo piuttosto delicate, però, richiedono una cura costante ed è inoltre fondamentale annaffiarle nel modo corretto. Sconsigliamo di utilizzare l’acqua del rubinetto in quanto contiene un’alta percentuale di cloro ed altre sostanze mal tollerate dalla pianta; l’acqua piovana o distillata, di contro, vanno benissimo. La tecnica ideale è quella per immersione. Occorre, cioè, immergere completamente il vaso contenente l’orchidea in un recipiente colmo di acqua e poi attendere che tutte le radici si bagnino in modo completo. Generalmente ciò avviene nell’arco di mezz’ora circa. Lo step successivo consiste nel far sgocciolare e asciugare all’aria la pianta per un’ora almeno. Assicuratevi che non ci siano ristagni d’acqua nelle foglie e nei fiori, quindi riponete il vaso nel suo luogo abituale. prima di riporre la pianta al suo luogo abituale. Poiché la temperatura e il tasso di umidità presenti negli ambienti non sono sempre gli stessi, non c’è una regola precisa circa la frequenza dell’innaffiatura, ma mediamente si va dalle due alle quattro volte a settimana. Ricordate che se le radici che fuoriescono dal vaso hanno un colorito verde intenso, significa che sono cariche di acqua; se invece hanno un colorito che vira verso l’argento, è giunto il momento di dar loro l’acqua. Annaffiate l’orchidea a circa metà mattinata, dopo che ha già assorbito l’umidità mattutina ed utilizzerà le forze per la giornata.


Orchidea bianca come curarla

Orchidea bianca come curarla Quella bianca è indiscutibilmente la regina delle orchidee. Perfetta negli ambienti arredati con gusto minimalista, svela tutta la sua bellezza anche in stanze connotate da uno stile più classico. Sul tavolo del living, ma anche in camera da letto o in cucina, è sempre una presenza positiva sotto ogni punto di vista. Per valorizzarla al massimo è preferibile metterla in un vaso di vetro, poiché la trasparenza consente di focalizzarsi su tutte le caratteristiche della pianta; se il vetro è colorato, si creano giochi cromatici luminosi e suggestivi. In tutti i casi occorre che il vaso sia forato in modo da assicurare un buon drenaggio e sia anche abbastanza lungo per permettere lo sviluppo radicolare della pianta. La scelta del terriccio è fondamentale per il benessere dell’orchidea; è necessario optare per una tipologia che non sia comune ma che lasci passare bene l’aria e prevenga i ristagni di umidità. In generale il mix deve essere poroso e può essere assemblato combinando pezzi di corteccia o di guscio di cocco, carbone o persino polistirolo. Per propagare l’orchidea, sterilizzate le vostre mani e mettere a dimora soltanto due semi per volta, appena sotto la superficie del vaso e in un terriccio di eccellente qualità. Potete stimolare la germogliazione con un fertilizzante apposito, ma in generale sarà necessario armarsi di grande pazienza.


Orchidee, come curarle e coltivarle in vaso: Orchidee in casa

Orchidee in casa Le orchidee hanno bisogno della giusta ventilazione, di conseguenza ricordate di aprire regolarmente le finestre soprattutto quanto la temperatura comincia a salire. Procuratevi anche un ventilatore che favorisca il ricircolo dell’aria e consenta quindi di evitare malattie e marciumi. Anche la nebulizzazione è importante. Fate in modo che le foglie della pianta siano sempre pulite in modo da usufruire meglio dei benefici apportati dal sole. Ricordate che il rinvaso deve essere effettuato almeno una volta all’anno e preferibilmente durante la stagione primaverile. Quando giunge il momento in questione, sostituite anche il vaso con uno di dimensioni più grandi solo se la pianta lo richiede. Durante le operazioni di rinvaso, sospendete le innaffiature almeno per alcuni giorni. La maggior parte delle specie di orchidee per poter fiorire necessita di un periodo di riposo, che varia da una specie all’altra: per qualcuna basta una settimana, altre necessitano di alcuni mesi. Per le orchidee che in inverno perdono il fogliame, la quantità di acqua somministrata va ridotta di pari passo con l’ingiallimento, bagnando poi solo quanto basta perché la pianta non avvizzisca durante il periodo di quiescenza.