Quali pavimenti per la casa? Ecco come sceglierli e abbinarli

La Redazione Consiglia

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- 03 dicembre 2020

Pavimento unico o diversi in casa? Qualche consiglio

In un progetto di ristrutturazione partire dalla scelta del pavimento è ormai una prassi consolidata.
Ma come agire? Meglio scegliere un unico rivestimento o più di uno?
Ecco alcuni consigli furbi:

  • optare per una sola pavimentazione è la scelta più di tendenza: aiuta a semplificare gli abbinamenti tra i materiali e dà modo di contare su una casa armoniosa e dall’aspetto unitario;
  • adottare due pavimenti o più è una decisione che scaturisce in più situazioni: quando si è in presenza di un pavimento delicato come il parquet; quando ci sono ambienti su più livelli; quando si vuole distinguere aree a diversa funzione; quando vogliamo recuperare una vecchia pavimentazione ma necessitiamo di nuove integrazioni;
  • con pavimenti diversi si è obbligati a prestare maggiore attenzione agli accostamenti di colori, materiali, finiture, che a loro volta andranno ad interferire con lo stile dell’arredamento. Questo non sempre è uno svantaggio. Anzi, si ha modo di creare soluzioni ricercate che mixano tonalità cromatiche e materiche differenti, dando vita così a spazi dinamici e interessanti;
  • zone particolari della casa, caratterizzate da un uso intensivo, come: locali di servizio, bagno, cucina, ingresso, spesso obbligano a scegliere finiture più resistenti come i pavimenti in gres porcellanato. Utilizzare ad esempio il legno per questi spazi potrebbe essere una scelta non proprio azzeccata.

Qualche suggerimento un po' più tecnico

Quando abbiamo a che fare con l’accostamento di due pavimenti di diverso materiale, tipo legno e ceramica, occorre fare attenzione a qualche aspetto tecnico:

  • la differenza di spessore tra i due prodotti. Una piastrella ha una sezione di circa 1 cm (2 cm se si tratta di un modello per l’esterno), un parquet in massello può invece raggiungere 2 cm di spessore. Come evitare fastidiosi salti di quota? Grazie all’intervento di manodopera qualificata, che sarà in grado di livellare ad hoc il sottofondo (massetto) per evitare antiestetici dislivelli. Anche il metodo e il materiale di posa incidono nello spessore finale (colla, tappetino, malta, ecc.). Il consiglio è quello di decidere e acquistare tutti i materiali di finitura prima dell’inizio della ristrutturazione, al fine di avere a portata di mano le schede tecniche dei singoli rivestimenti al momento della posa;
  • che tipo di pavimento accostare al parquet. Resina, marmo, pietra naturale e gres sono alcune possibilità di scelta. Attenzione però alle diverse caratteristiche di dilatazione dei materiali. Il legno, essendo un prodotto vivo e naturale, è sensibile a variazioni di umidità e temperatura che incidono sul ritiro e la dilatazione delle doghe o dei listelli. Una piastrella di ceramica o marmo, invece, ha un comportamento più rigido. È necessario dunque considerare bene i coefficienti di dilatazione termica dei singoli elementi per realizzare una corretta posa in opera.

Quali giunzioni posare tra pavimenti differenti

È necessario installare un profilo di giunzione tra due pavimenti diversi?
Non sempre. Se il lavoro è eseguito a regola d’arte è possibile accostare i diversi materiali senza nessuna interposizione. Ma l’uso di profili di separazione non sempre nasce da poca accortezza nella posa in opera.
Vediamo come sono fatti questi accessori e quando utilizzarli:

  • esistono profili per pavimenti posti a livelli differenti ed altri per superfici complanari. I primi hanno una forma inclinata per accompagnare in piena sicurezza il leggero dislivello di quota e sono utili quando si intende recuperare all’interno di alcune stanze un pavimento esistente, o quando se ne posa uno sopra un rivestimento già esistente che non va demolito. Alcuni sono ideati appositamente per essere inseriti sotto la porta d’ingresso e le portefinestre e sono definiti profili di chiusura;
  • le giunzioni tra pavimenti alla stessa quota possono avere esclusivamente una funzione decorativa e aiutano a proteggere superfici pregiate come marmo e legno massello. Se scelte in finiture a contrasto evidenziano il cambio di materiale in modo inedito;
  • sono realizzabili in metallo (molto di tendenza i profili ottonati e dorati), acciaio, legno e PVC, hanno lunghezze standard, da personalizzare in cantiere, e mostrano diverse sezioni: a C, a T, a L, a I, per venire incontro alle più svariate situazioni.

Pavimento interno ed esterno: uguali o diversi?

Tradizionalmente si tende a separare anche visivamente lo spazio interno da quello esterno cambiando formato, colore e materiale alla pavimentazione. Anche perché il pavimento per esterni deve possedere caratteristiche particolari in termini di resistenza e sicurezza, come:

  • impermeabilità;
  • antigelività e antiscivolosità;
  • resistenza ai carichi, agli agenti atmosferici e alla creazione di muffe e macchie.

Chiaro dunque che un delicato parquet per interni difficilmente resisterebbe alle intemperie. Occorre quindi ragionare in termini di durabilità, sicurezza e stile, optando per alcune scelte:

  • stesso materiale e stessa finitura, soprattutto quando le portefinestre che conducono all’esterno hanno grandi dimensioni;
  • superfici diverse se il materiale che abbiamo in casa non è adatto all’aria aperta (tipo il parquet). Accostare prodotti diversi potrebbe diventare un’opportunità che dà vita a nuove dinamiche e soluzioni d’arredo;
  • legno dentro e fuori: all’interno parquet, l’esterno decking, ovvero un pavimento in legno pensato appositamente per un uso outdoor;
  • stesso gres senza soluzione di continuità. Grazie alla presenza di collezioni di piastrelle di ultima generazione è possibile utilizzare la stessa finitura dentro e fuori casa. Difatti, le più grandi aziende del settore hanno ideato linee di prodotti uguali nell’estetica ma diversi nelle caratteristiche. Lo stesso discorso vale anche materiali come marmo e pietra naturale. In foto due piastrelle Marazzi: a sinistra l’effetto pietra della collezione Stream, a destra l’effetto legno della linea Planet, da utilizzare in tutti gli ambienti della casa.

    Sara Donzelli

 

3 idee da copiare per l'open space

L’open space accoglie può arredi e funzioni. Per identificare i vari spazi non solo si possono utilizzare i mobili ma anche i pavimenti. Basta sceglierli diversi. Ma gli errori sono dietro l’angolo, ecco perché abbiamo creato una piccola gallery da cui trarre ispirazione e una piccola lista di consigli:

  • se la cucina si affaccia sul living meglio creare uno stacco netto in corrispondenza della fascia più operativa. L’area tappezzata dal gres, materiale più consigliato in questo contesto, potrà assumere diverse forme. Il consiglio è quello di seguire la geometria della cucina e dei mobili: in una cucina lineare le piastrelle potranno sostituirsi alla tradizionale passatoia ed avere una profondità di almeno 60 cm; oppure abbracciare anche lo spazio occupato dall’isola o dalla penisola, o solamente quello del lavello e del piano cottura;
  • nella scelta delle finiture meglio semplificare. I mobili e i complementi d’arredo, ma anche i tappeti e i tendaggi, dovranno dunque armonizzarsi con i pavimenti, riprendendone i colori e i materiali. Un parquet in rovere ad esempio sarà facile da abbinare ad arredi nella stessa essenza e finitura. Lo stesso discorso vale anche per le tonalità cromatiche delle pareti;
  • il pavimento può sostituirsi al classico tappeto di tessuto, andando a perimetrare l’area relax occupata dal divano e dalle poltrone, oppure fare da “base” al tavolo da pranzo. La tendenza vede l’uso sempre più massiccio di cementine e ceramiche decorative, dai toni vivaci e dalle fantasie floreali e geometriche, da abbinare a superfici più neutre ed essenziali;
  • evitare di abbinare il parquet al gres effetto legno. La piastrella, anche se molto realistica, difficilmente potrà accostarsi con armonia al vero legno; presenterà infatti, a differenza della pavimentazione lignea, delle fughe e lo stacco tra i materiali sarà di certo evidente.

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